Ci mancava Erdogan per complicare la partita sul gas

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Ci mancava Erdogan per complicare la partita sul gas

Ci mancava Erdogan per complicare la partita sul gas

17 Maggio 2022

Il tema dell’approvvigionamento energetico non è al centro del dibattito pubblico, ma è sicuramente un tema a cui la politica non si può sottrarre. Per questo si sta parlando tanto di Eastmed, un gasdotto lungo più di oltre 1.900 chilometri, che potrebbe trasportare energia dal Mediterraneo orientale fino all’Europa. L’Italia avrebbe una fondamentale funzione di raccordo perché il ramo Poseidon, che passerebbe dalla Puglia, sarebbe uno snodo cruciale.

Gli USA sbloccano Eastmed

Nelle scorse settimane Andrew Light, assistente segretario di Stato per gli Affari internazionali e l’ambiente, aveva fatto un’apertura, sottolineandone la strategicità per motivi geopolitici ed ambientali. Posizione ribadita e rafforzata dal segretario di Stato Blinken nell’incontro con i ministri degli Esteri di Cipro, Grecia e Israele.

Mitsotakis, primo ministro greco ed esponente del centrodestra moderato, ha dichiarato che “EastMed rimane un’opzione per il trasporto di gas, ma alla fine il mercato determinerà se è economicamente sostenibile”. Nel frattempo la Commissione Europea sta elaborando uno studio di fattibilità al cui esito, probabilmente favorevole, è vincolato l’erogazione di fondi comunitari.

Eastmed-Italia, commissioni parlamentari al lavoro

In questo mese anche le commissioni Esteri e Attività produttive si stanno occupano del progetto del gasdotto per capire se Eastmed può essere utile all’Italia. “Una infrastruttura come un tubo, in un mercato che diventa sempre più flessibile e liquido – ha argomentato Lapo Pistelli, direttore Public Affairs di Eni – rischia di essere una scelta un po’ fuori tempo”. Pistelli che evidenziato anche che i “due impianti di liquefazione egiziani “siano in grado di processare circa 17 miliardi di metri cubi di gas”. È quasi il doppio di Eastmed, la cui capacità è stata stimata intorno a 10 miliardi metri cubi. Probabilmente questo gasdotto si farà, il dubbio rimane se l’Italia parteciperà attivamente.

Erdogan ostacolo per la politica energetica europea

Secondo Pistelli, infine, le risoluzioni che il Parlamento sta vagliando non considerano adeguatamente il ruolo di Erdogan. “La Turchia – spiega – ha avanzato pretese di delimitazione delle acque territoriali che renderebbe oggi il tragitto immaginato interferente con alcune di queste pretese. La postura turca non rende facilmente aggirabile questo ostacolo geopolitico”.