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Con Mps-Antonveneta il Pd firma la prima operazione finanziaria

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Ore 14,38 di ieri: un lancio d’agenzia informa che Monte dei Paschi di Siena ha comprato Banca Antonveneta dagli spagnoli del Santander. Con due conseguenze. Il centrosinistra mette l’impronta sul terzo istituto di credito e i senesi di Mps battezzano di fatto la “ripubblicizzazione” di una banca, mandando in soffitta tutti gli sforzi compiuti verso  la privatizzazione del sistema  e  il libero mercato. Monte dei Paschi vede infatti come primo azionista una Fondazione di cui sono soci di riferimento il Comune e la  Provincia della città del Palio, è quindi una banca pubblica di enti locali e con l’acquisizione (per 9 miliardi di euro) di Antonveneta ha dato vita, di fatto, a una banca non “scalabile”, quindi non contendibile. Con buona pace di chi crede nella competitività e nel libero mercato. Mentre l’Italia si trova a fare i conti con i tre poli più importanti del Paese - Unicredit-Capitalia, Intesa-San Paolo e Mps-Antonveneta, appunto - nella mani del sistema pubblico. Fin qui le conseguenze macroeconomiche.

I fatti: con una trattativa durata un solo giorno i senesi, tagliati  fuori dall'ondata di fusioni delle banche, hanno fatto tornare in mani italiane la banca padovana conquistata prima  da Abn (al termine della lotta con la Bpi di Fiorani durante la calda estate del 2005, quella dei furbetti del quartierino) e poi dal Santander grazie all’Opa  (Offerta pubblica di acquisto) lanciata  sull’Abn Amro assieme alla Royal Bank of Scotland  e Fortis. L’operazione lampo permetterà al numero uno di Mps, Giuseppe Mussari, di passare da 2000 a 3000 sportelli insediandosi nelle ricche regioni del Nord.

Giuseppe Mussari, appunto. L’uomo di riferimento del centrosinistra e di Walter Veltroni in particolare. Siena pare non abbia perdonato a D’Alema e Fassino l’intromissione nelle vicende bancarie e cercando di rompere il collegamento con la Finanza rossa ha di fatto rafforzato quello con la Finanza laica (che porta dritto a Prodi e Veltroni). E’ questa la lettura di molti analisti. E a guardare bene i fatti rendono onore alla tesi. Una banca molto diffusa nelle regioni settentrionali potrebbe essere uno strumento utile al Partito Democratico, che proprio in Lombardia ha battezzato la sua nascita, per tentare di riconquistare una parte di elettorato oggi fedele a Forza Italia e alla Lega.

Di più:  l’operazione ruota tutto attorno a nomi di prestigio. Franco Bassanini per esempio, vicepresidente di Monte dei Paschi e soprattutto marito di Linda Lanzillotta, ministro degli Affari Regionali del secondo governo Prodi. Il nome della Lanzillotta, dal 23 maggio 2007, è legato anche a quello degli altri 44 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che ha visto la luce, ufficialmente, due settimane fa.  I più maliziosi parlano addirittura di contatti tra Mussari e Veltroni che avrebbero permesso al leader del Pd di venire a conoscenza dell’operazione già qualche settimana fa.

Fatto sta che i legami più importanti tra i due, passano per Carlo De Benedetti e Francesco Gaetano Caltagirone. Il primo, veltroniano, ha rafforzato i suoi rapporti con Mussari soprattutto in occasione della vendita a caro prezzo, come segnalarono molti esperti, di una quota della società Sorgenia proprio a Mps.  Operazione significativa sia per l’alleanza tra la banca senese e il gruppo che fa capo a De Benedetti, sia per i termini finanziari (considerato che  Mps aveva sottoscritto un aumento di capitale in Sorgenia per un importo di circa 33 milioni di euro, acquisendo una partecipazione dell’1,21% e valorizzando così l’intero capitale della società che fa capo all’Ingegnere). Francesco Gaetano Caltagirone, noto imprenditore romano (è uno dei più grandi costruttori italiani ed editore de Il Messaggero e del Gazzettino) e consigliere di amministrazione di Mps ieri deve aver brindato all’acquisto di Antonveneta, visto che all’agenzia Radiocor diceva orgoglioso: “È tornata in Italia una banca importante e, mi creda, c'è da esserne soddisfatti. Molto soddisfatti". 

Quello che non dice Caltagirone è che oggi ci si ritrova con tre grandi banche saldamente in mani italiane ma con un paradosso di non poco conto: il disegno di Antonio Fazio, da lui perseguito con molta "goffagine", è stato di fatto realizzato. "La più antica banca del mondo, cioè il Monte dei Paschi, risulta aggregante e non aggregata”, ha concluso l'imprenditore-editore-consigliere di società, banche e assicurazioni. E si sa, Caltagirone con Veltroni di affari ne ha fatti eccome. Ora, con  l’acquisizione di Antonveneta consolida la sua posizione nel Nord

Da Giovanni Bazoli (presidente del consiglio di sorveglianza), a Enrico Salza (presidente del consiglio di gestione), passando per Corrado Passera (amministratore delegato) e Pietro Modiano (direttore generale e marito del ministro Barbara Pollastrini) il filo conduttore porta sempre alla sinistra di Prodi. Di amicizia  vera e propria non si può parlare ma non sono un segreto le frequentazioni politiche dell’amministratore delegato di Unicredit Group Alessandro Profumo, che  vanno verso la sinistra e che il 14 ottobre ha partecipato alle primarie del Pd. Certo è che se il centrosinistra ha messo a segno un colpo grosso è il Pd ad aver firmato la sua prima operazione finanziaria.

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3 COMMENTS

  1. C’é anche da domandarsi
    C’é anche da domandarsi come faccia MPS a giustificare il fatto che paghi Antonveneta 9 miliardi di euro quando Santander l’aveva valutata appena 6.6 miliardi solo pochi mesi orsono, nell’ambito dello scorporo avvenuto in seguito alla acquisizione di ABN-AMRO.
    E nel frattempo le quotazioni dei titoli bancari sono precipitate!!
    Certo, siamo in clima pre-elettorale, … e si fà peccato a pensare male!

  2. Che a Siena si concentrasse
    Che a Siena si concentrasse buona parte di potere economico e politico italiano,e’ un dato di fatto consolidato da secoli e quindi l’acquisizione di un’altra banca come l’Antonveneta e’cosa normale per noi senesi.Appariamo poco in tv (a parte il 2 luglio ed il 16 agosto)poiche’ ci interessano i fatti e non le chiacchiere.Lo scenario che si sta generando, dovrebbe iniziare a far paura a voi signori di Forza Italia.Cioe’,mi spiego meglio:Caltagirone e’ il secondo azionista della banca MPS dopo la Fondazione,nonche’ suocero di Casini, maritato a Siena da un sindaco DS e rinfrescatosi in uno dei palazzi di proprieta’ della Banca con affaccio sulla Piazza del Campo.Qualche giorno prima sono venuti in gita a Siena a portare doni, Prodi e Rutelli.Qui gatta ci cova.Fini,sta cercando di entrare dalla porta di servizio e con l’atteggiamento avuto sulla finanziaria,forse entrera’.Si sta forse preparando un altro BUONGOVERNO SENESE oltre a quello del Lorenzetti? Se si, questa volta il Buongoverno sara’ italiano.
    …..CAVALIERE,la vedo un po’ preoccupato.Saluti.

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