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Con Suez-GdF Sarkozy s’è fatto il campione dell’energia

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I primi cento giorni del mandato presidenziale di Nicolas Sarkozy sono terminati con un vero e proprio coup-de-théâtre: l’annuncio domenica 2 settembre (quindi, a mercati chiusi e prima che l’Europa vacanziera riprendesse fiato) della fusione tra Gaz-de-France (il monopolio francese del gas) e Suez (la principale azienda francese privata nel settore dell’energia). Ricordiamo che mesi fa l’Enel aveva avuto mire su Suez per farne un colosso energetico “europeo” e che ancora a metà agosto la Commissione Europea aveva espresso perplessità sull’operazione – allora in corso da mesi e così complessa che, secondo alcuni, non sarebbe mai andata in porto. Invece, arrivata all’approdo prima che molti se lo attendessero. Il risultato è un colosso nazionale, non europeo, di 80 miliardi di euro. Molte attività di Suez (in materia di ambiente e di servizi pubblici, come le condotte d’acque) verranno scorporate (e cedute sul mercato) e la nuova compagnia che si chiamerà GDF-Suez si concentrerà sul settore energetico.

Sotto il profilo giuridico ed economico, si tratta non di una privatizzazione ma di una denazionalizzazione in quanto la quota dello Stato in GDF era pari all’80% del capitale, mentre nel nuovo gruppo sarà del 35% (ma parte del sindacato tema che scenderà presto al di sotto di quel 34% che assicura poteri di veto analoghi ad una “golden share”). E’ presto per esaminare gli aspetti tecnici dell’operazione che vengono dischiusi oggi 3 settembre ma richiederanno molto tempo per essere analizzati e studiati. A Bruxelles si parla già di mesi per esaminare questo nuovo “dossier”

Sulla base delle informazioni sino ad ora fornite, tuttavia, pare si tratti di una denazionalizzazione “anfibia”. E’ un termine professionale che prendiamo in prestito dalla musica, in particolare dalla vocalità, in quanto ci sembra il più eloquente per descriverla. Un soprano “anfibio”, per intenderci, può raggiungere tonalità sia molto alte sia molto gravi. L’operazione GDF-Suez , da un lato, denazionalizza GDF; da un altro crea un competitore importante a Electricité de France, EDF (che ha sino ad ora operato in situazione di monopolio) ; da un altro ancora, porta il capitale ed il controllo pubblico in una azienda sino ad ora interamente privata – anzi una delle gemme dell

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1 COMMENT

  1. Un altro modo de vedere la fusione GDF SUEZ
    Dispiace per i commentatori italiani ma GDF-SUEZ é un gruppo mondiale, più che nazionale, con 72 miliardi di fatturato e una capitalizzazione di 90 miliardi sempre in euro. La parte mondiale del nuovo gruppo sarà apportata da Suez stessa. Per il resto si pretesta ad una statalizzazione. Anche qui éun po’ strano visto che i primi ad esserne contenti sono gli azionisti privati, piccoli e grandi. I sindacati un po’meno, ma questo … A quelli che ne stanno fuori non restano che gli occhi.
    Coup de théatre dice il commentatore. Per me sbaglia registro, più che di teatro si tratta di un échec et mat. A chi ? A tanti, per esempio al vostro ENI + Gazprom, solo per citarne qualcuno e non tra i più minacciosi. Decisamente la Francia non é terra per gli italiani

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