Home News Confesso: ho cenato prima con Dell’Utri e dopo con Verdini

Gli effetti del caldo e la nuova P3

Confesso: ho cenato prima con Dell’Utri e dopo con Verdini

12
1

Caro Direttore, non so a chi dirlo e quindi lo dico a lei che, ogni tanto, gentilmente mi ospita. Ho una confessione da farle, ci penso ormai da qualche giorno, non ci dormo la notte ed è giunto il momento che mi tolga questo peso dalla coscienza.

Ebbene la mia confessione è questa: un paio di anni fa ho cenato con il Senatore Dell’Utri e qualche mese dopo, ho fatto lo stesso con l’Onorevole Verdini. Ora giudichi lei, se ritiene che questo costituisca notizia di reato informi pure l’autorità competente, ma tenga presente che non essendoci, in entrambi i casi, altri commensali al tavolo, non credo si possa configurare il reato di associazione a delinquere. Solo per rassicurarla posso dire che in quell’occasione, non abbiamo parlato di nessun Cesare, ma, per restare in argomento, con il senatore dell’Utri abbiamo sfogliato alcune pagine di presunti diari di Mussolini.

Lei mi obietterà che comunque potrebbe esistere il reato di associzione segreta atta a minare l’ordine costituito, quello che volgarmente (nel senso più stretto del termine) la stampa indipendente ed imbavagliata, già definisce P3.

Tuttavia nel frattempo, non mi sono giunti purtroppo inviti ad iscrivermi a nessuna loggia segreta; dico purtroppo perché questa è sempre stata una delle mie più grandi aspirazioni dai tempi di Castiglion Fibocchi.

Fa caldo e si sente. Saranno gli effetti della calura che in questa stagione possono essere devastanti, ma la seriosità con cui gli opinionisti della suddetta stampa imbavagliata, rispolverano i tempi della P2 e farneticano di P3, mi induce a pensare che al senso del ridicolo non c’è mai fine.

Intendiamoci, non che io ritenga che non vada sovvertito l’ordine costituito. Anzi, soprattutto quando questo ordine cosidetto costituito produce istituzioni e processi istituzionali a dir poco inefficienti e inadatti, per non dire, in alcuni casi, essi stessi eversivi (parlo ovviamente, in primis, dell’ordine giudiziario), il sovvertimento è un dovere, addirittura, democratico.

Tuttavia affidare un compito così importante, ovvero rovesciare ciò che ci opprime e ci asfissia ogni giorno, ad un gruppuscolo di "pensionati sfigati" che si riuniscono, addirittura pubblicamente (ma non era una loggia segreta), nella hall di un grande albergo, ebbene questo mi sembra superi ogni senso del paradosso.

Ma voi ve la immaginate la scena: "Pronto Corte Costituzionale!", "Sì, pronto? Sono Flavio Carboni di anni 78, il facciendiere, mi puoi passare gentilmente il Presidente della Corte? Mi manda il senatore Dell’Utri, avrei bisogno di fare alcune pressioni in relazioni al lodo Alfano".

Come diceva Totò: … ma mi faccia il piacere!!

  •  
  •  

12 COMMENTS

  1. Per la Sicilia absit iniuria verbis, ma va così…
    Tanti anni fa, ad una enorme manifestazione di Forza Italia a Roma: i partecipanti disposti in grandi gruppi regionali. Il professor Tremonti si concede amabilmente alle fotografie, sorridente fra i componenti festosi del mio gruppo, Emilia Romagna. Erano ancora i tempi assurdi grotteschi ma foschi dei baci galeotti e andreotti. Dico:” Badi bene, professore, tutte queste foto… prudenza quando sarà in mezzo al gruppo della Sicilia… “. Tremonti mi fissa con occhio attento e vagamente pensoso.

  2. caro Milton,

    potrei
    caro Milton,

    potrei chiederle la sua età?
    giusto per capire se anche lei rientra nel club dei pensionati sfigati che volevano cambiare il mondo, ma se non ci riesco nemmeno io!!!

    fossi in lei non ci penserei piu’, ma nemmeno mi vanterei di certe frequentazioni con personaggi importanti del P2ELLE.

    SALUTI

    LICIO

  3. ma il piacere fallo tu!
    Milton, facci tu il piacere e statti zitto, altrimenti c’è il rischio che col cuore ti scoppi anche il cervello! E, dopo, non sapremmo dove metterti… visto che il ‘capo’, col suo corpaccione, occupa tutta la sala del funerale.

  4. E’ vero l’intera vicenda è
    E’ vero l’intera vicenda è grottesca e poco credibile e finirà nella solita bolla di sapone giudiziaria.
    Quello che però mi sembra cclarato è che nei palazzi del potere si muovono personaggi quantomeno dubbi e poco raccomandabili. Mi aspetterei che Berlusconi, per dimostrare la serietà della sua volontà riformatrice del paese, senza aspettare che glielo chiedano Fini, l’opposizione, il Quirinale i poteri forti e quant’altro, faccia piazza pulita di questi falsi amici e presunti consiglieri (a partire da Dell’Utri e Verdini) altrimenti finirà per somigliare sempre più all’onorevole Trombetta

  5. Cene
    Milton è un furbacchione: io ho cenato prima con Verdini, e ha mangiato tutto lui; così poi, nella stessa serata, ho cenato di nuovo, stavolta con Dell’Utri.

  6. Carto Milton, sei un
    Carto Milton, sei un GRANDE!!!
    I tuoi scritti, volutamente dissacranti, mai politically correct, smascherano abilmente l’ipocrisia e la malafede di certa gente. Ironico, diretto ed efficace.

  7. Io non lo so se questa
    Io non lo so se questa cosiddetta P3 sia qualcosa di serio o solo una banda di cialtroni che ricorda più Totò e Peppino che non Licio Gelli e Roberto Calvi. Lo sapremo dal prosieguo dell’inchiesta in corso.

    Però delle due l’una. O si dice che questi “pensionati sfigati” non sono da prendere sul serio in quanto smargiassi millantatori, oppure, se li si prende sul serio, si dice che questo soggetti costituivano una cupola, un comitato d’affari segreto (l’incontrarsi in ristoranti aperti a tutti non basta certo a rendere certe attività “pubbliche e trasparenti”) che si è mosso ben al di fuori del solco della legittimità, sul piano etico prima ancora che su quello penale. La via di mezzo che porta a derubricare tutta la vicenda ad una mera attività di lobby, che è quello che il nostro Giuseppe Cruciani ha lasciato intendere, tra una cantatina e l’altra, durante la Zanzara di ieri, è una scappatoia intellettuale buona per menti pigre che non vogliono neanche porsi il problema.

    Prima di parlare di lobby, bisognerebbe perlomeno sapere bene cosa siano. E dire che basta consultare un qualunque dizionario. Ebbene, una lobby è un insieme di soggetti rispondenti ad interessi comuni che esercita pressione sul potere politico al fine ottenere, sul piano legislativo, provvedimenti particolarmente propizi. Questo è ciò che si intende con lobby, questo e nient’altro.

    Ora, che sia una banda di pensionati sfigati o, al contrario, un gruppo assortito di navigati intrallazzatori campioni nell’arte del brigare aumma aumma, vi sembra che la combriccola dei Verdini, Dell’Utri, Carboni, Lombardi, Martino, Caliendo, ecc. possa essere definita una lobby? Ma certo che no. Tentare di influenzare le decisioni della corte costituzionale per conto di un misterioso Cesare (chissà chi sarà mai…), o pilotare importanti nomine di giudici, non è agire sul potere politico. Fabbricare dossier per screditare un possibile candidato governatore non assomiglia neanche un po’ al far pressione per ottenere provvedimenti legislativi favorevoli.

    Quindi, e scusate il francese, smettiamola con le cazzate. Se si vuol andar di minimizator, va bene: di spezzoni di film di Toto e Peppino da mandare in onda per commentare le imprese dei cospiratori da operetta ce ne sono a bizzeffe. Ma la legittimazione di fatto delle azioni di questo comitato segreto (e sottolineo segreto), il quale agiva violando sicuramente l’etica e presumibilmente la legge, che si ha nel momento in cui si inquadrano in modo del tutto improprio tali azioni come facenti parte di una normale attività di lobby, beh, mi spiace, ma è qualcosa di totalmente intollerabile. Intollerabile.

  8. Proprio uno sfigato ‘sto Milton
    va a cena con Dell’Utri, va a cena con Verdini, ma lo tengono completamente fuori dal “giro grosso” e lui è costretto ad accontentarsi delle briciole che cadono dal tavolo per scrivere qualche articoletto di propaganda su questo giornale…

  9. Mi sorge un dubbio!
    Ho cenato, pranzato e parlato con Dell’Utri e Verdini, insieme o singolarmente, col caldo o col freddo, a Roma, Milano o Firenze, decine e decine di volte….ma sarà che faccio anche io parte della P3 e non mi hanno mai detto niente?

  10. e i grembiulini del Pd?
    Verdini è di Firenze, ma doveva conoscere qualche grembiulino del Pd se voleva fare qualcosa di serio.Si sa tutti che quanti grembiulini ci sono nel Pd fiorentino e toscano. Se Verdini voleva fare convincere qualcuno in alto doveva chiedere aiuto ai grembiulini del Pd, solo quelli conoscono i giri giusti per entrare dappertutto. Basta fare un salto a Firenze per saperlo…

  11. embè?
    grembiulini

    embè?
    grembiulini altolocati e ben posizionati, ma onesti e leali verso la Repubblica Italiana e non sul tipo di quello che sta a Villa Wanda e che voleva scardinare la democrazia con il suo piano di rinascita, lo stesso che il Berlo sta riprendendo!
    Francamente non ci vedo alcuna incompatibilità, anzi conosco addiruttura un colonnello degli alpini di Firenze e che non vota per il centro-sx.

    Pensiamo piuttosto ai quattro sfigati dell’autogrill che si incontravano per far pressioni sulle alte Corti!

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here