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Pubblica Amministrazione

Contro l’assenteismo Brunetta non poteva che usare le maniere forti

Nel 2006 un dipendente pubblico a tempo indeterminato ha lavorato in media 223 giorni, ha goduto di 27 giorni di ferie, 10 feste “comandate”, 52 domeniche e altrettanti sabati. Anzi, avrebbe dovuto lavorare 223 giorni, perché nel frattempo si è assentato dal lavoro per altri 17 giorni, di cui 10 e mezzo per malattia. Costo complessivo del dipendente, tra salario, contributi e tasse: 47mila euro, 211 euro per ognuno dei 223 giorni.

Le medie vanno prese con accortezza: i 17 giorni di assenza diventano 21 negli enti locali e 25 nei ministeri, mentre scendono significativamente nelle forze di polizia. Ogni amministrazione pubblica, poi, è zeppa di bravi e laboriosi dipendenti che si fanno carico delle proprie mansioni e di quelle altrui. Molti di questi non si ritrovano nei numeri di cui sopra, perché lavorano di più e vanno meno in malattia. Ma non è la statistica a mentire, sono alcuni loro colleghi a barare.

I 10 giorni e mezzo di malattia per ogni dipendente diventano, a livello aggregato, 35 milioni di giornate sottratte al lavoro: una enormità, che vale 7,5 miliardi di euro (quando Montezemolo parlava di 14,1 miliardi, includeva tutte le assenze, anche quelle per maternità e congedi parentali, che è giusto tener fuori, trattandosi di welfare).

In questo esercito di giorni d’assenza, vi sono molte malattie “reali”, ma almeno altrettanti malanni fasulli: se pure ci accontentassimo per il pubblico impiego di un tasso di assenteismo pari a quello del comparto delle grandi aziende industriali, il risparmio per le casse dell’erario ammonterebbe comunque a 4,5 miliardi di euro. Potremmo abolire l’Ires in tutte le regioni del Sud con questi soldi.
Ovviamente, la riduzione dell’assenteismo non comporta in sé maggiori risparmi, perché il fannullone – tornato alla scrivania – va comunque pagato. E non si può nemmeno sperare che il ritorno al lavoro di tanti finti malati comporti una crescita proporzionale della produttività della macchina amministrativa. Ma recuperare almeno un terzo dei 35 milioni di giornate di lavoro servirebbe –ad esempio - a rendere ancora più severo il blocco del turn-over, a beneficio dei conti pubblici.

E’ in questo quadro “emergenziale” che va collocata la lotta all’assenteismo intrapresa dal ministro Brunetta, contro cui si sono già levati gli scudi sindacali.

Si dice, ad esempio, che l’obbligatorietà della visita fiscale al primo giorno di malattia costerà troppo. Se i 10,5 giorni di assenza corrispondono a 3 malattie di 3 0 4 giorni l’una, il costo dell’intervento è di 400 o 500 milioni (la pubblica amministrazione non paga le visite fiscali alle Asl, ma misuriamo il costo in base ai prezzi al privato delle visite), dieci volte meno del valore dell’assenteismo. Se, grazie all’effetto deterrenza che la stessa previsione normativa produrrà, si dovessero ridurre le assenze, la spesa sarebbe ancora inferiore. In più, esso sarà in buona parte coperto dal blocco della remunerazione accessoria per i periodi di malattia inferiori ai 10 giorni.

Ancora, c’è chi – come il prof. Ichino – dice che la linea dura non paga e invita a sostituire la logica sanzionatoria con una responsabilizzazione dei dirigenti. “Più che dettare nuove procedure e sanzioni – dice il senatore del Pd - meglio fissare ai dirigenti pubblici obiettivi precisi e licenziarli se non li raggiungono”. Nei prossimi mesi, è auspicabile che il ministro Brunetta tenga conto dell’utile indicazione di Ichino, ridisegnando il sistema degli incentivi.

Si dice, infine, che Brunetta abbia ambizioni da moralizzatore. E lo si dice scandalizzati, come se questo obiettivo fosse deprecabile: eppure proprio di questo si tratta. Di una moralizzazione. Più che in termini puramente economici ed efficientistici, la lotta all’assenteismo è una battaglia di equità, tra chi lavora e non lavora e tra lavoratori pubblici e privati.

In uno stato democratico, c’è un “patto sociale” che lega i contribuenti agli impiegati pubblici: io pago le tasse, tu lavori per noi tutti; questa tua condizione di civil servant impone delle responsabilità, che io provvederò a remunerare adeguatamente.

Da qualche decennio, il patto si è rotto e va rinsaldato. E non c’era altro modo di farlo se non con una brusca inversione di rotta. Al bastone Brunetta farà seguire la carota, ma sarà solo per i “veri” civil servant.

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14 COMMENTS

  1. Del tutto d’accordo con
    Del tutto d’accordo con Falasca,avanti con la moralità, perlomeno su queste cose. Però il suggerimento di Ichino è preziosissimo e dirimente. Lo dice una pubblica dipendente che ha cambiato almeno tre ministeri diversi e cinque uffici ministeriali, anche in regioni diverse d’Italia. Chi ha le responsabilità (e le conseguenti indennità economiche) se le prenda.

  2. elogio al prof brunetta
    bene.bene e ancora bene
    caro ministro” ocio” anche alle banche”
    il covo dei io mi nascondo tanto lavori tu e’ anche li
    sotto forma di camicie cravatte e tanto finto perbenismo
    lo dico per esperienza personale ,(ex bancario)
    quello e’il luogo dove su 20 impiegati 7 sono sindacalisti,mi dica lei!!!
    da profondo uomo di destra,caro ministro brunetta sempre avanti su questa strada
    facciamo capire che non si e’ uomini di paglia ma semplicemente UOMINI amanti del giusto
    con affetto maurizio

  3. Le responsabilità del dirigente
    Mi viene in mente una conversazione sentita anni fa al ristorante. Al tavolo vicino al mio c’era un gruppo di dipendenti ministeriali che parlavano di un collega assenteista. A colpirmi era stato il fatto che, pur deplorando le abitudini dell’individuo in questione, queste persone esprimevano anche l’auspicio che se ne stesse a casa più a lungo possibile, perché quando era in ufficio andava a chiacchierare per ore dai colleghi e disturbava il loro lavoro.

    Mi sembra che questo aneddoto vada in un certo senso al cuore del problema: che cioè sia giustissimo colpire le assenze ingiustificate, ma che il problema vero sia “che cosa” si fa una volta entrati in ufficio e come si lavora. In altri termini: spostare il centro del dibattito dal tempo passato al lavoro alla qualità e quantità delle prestazioni. Esigere che il lavoro venga fatto bene e tempestivamente è il punto fondamentale, più importante che andare a vedere quanti giorni di malattia ha fatto il dipendente in un anno. (E alcuni riescono a fare meglio e di più stando davanti alla scrivania meno di altri …). Sembrano forse considerazioni scontate, ma purtroppo non è così: non solo nel pubblico, ma anche in certe aziende private si tende a privilegiare l’impostazione burocratica consistente nei controlli del cartellino timbrato anziché valutare il contributo reale che il dipendente dà all’impresa.

    E qui chiaramente entra in gioco la qualità del dirigente. Il dirigente mediocre (che magari si trova a quel posto grazie ai famosi “santi in paradiso”), incapace di assegnare le mansioni in maniera intelligente e di apprezzare il lavoro del dipendente in gamba, cercherà, e troverà, rifugio nelle statistiche sulle ore lavorate; e allo stesso tempo, lo stesso dirigente sarà così incapace di motivare i propri collaboratori, che molti di questi (anche non di rado individui potenzialmente bravi) cercheranno, e troveranno, rifugio contro la frustrazione professionale nell’assenteismo: o fuori dell’ufficio, “in malattia”, o dentro l’ufficio, in quelle perdite di tempo che diventano la specialità dei funzionari scontenti.

    Allora: sì alla lotta contro l’assenteismo, ma questa servirà a poco se non si procederà anche (e contemporaneamente!) contro i dirigenti incapaci, ignoranti e raccomandati. Chi non è all’altezza vada a fare un altro lavoro. Anche questo è patto sociale.

  4. Molto, ma molto bene
    bravo

    Molto, ma molto bene
    bravo Brunetta, era ora che si mettesse il naso in questa aberrazione sistematica, spero solamente che il secondo step sia quello di dare il ben servito definitivo a questi personaggi scorretti in modo che finalmente provino a guadagnarsi il pane quotidiano “onestamente”.

  5. licenziamento
    Per un buon rapporto col personale si deve anche ammettere la possibilita che un dipendente fannullone venga licenziato, dimostrando così di spendere bene i soldi che i cittadini pagano per avere dei dipendenti pubblici. Se un capo servizio non é soddisfatto deve ripudiare e chiedere il trasferimento del dipendente: Dopo tre trasferimenti e quindi 3 giudizi negativi il dipendente deve essere licenziato. I sindacati possono dare un parere ma non bloccare la procedura: non sono loro a pagare i dipendenti!

  6. Vai ragazzo!
    Bravo, grande Brunetta. stai facendo un bel lavoro, apprezzato da tutti tranne da chi, alla ricerca di consensi ma guadagnati sulla pelle altrui, appoggia storicamente una scarsa produttività a favore di una maggiore occupazione. Continua, che stai facendo una cosa sacrosanta di cui tutti (le persone serie e in buona fede intendo) ti siamo grati. Vai ragazzo!

  7. D’accordo, ma….
    Sono un dipendente statale dell’area di vigilanza nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Sono d’accordo con i provvedimenti del Ministro sull’assenteismo. L’unica cosa che mi trova in disaccordo è che la visita fiscale parta dalle ore 8.00. Io mi chiedo: ma il Ministro non ha pensato che fra i “veri” ammalati c’è chi, come me, vive da solo e che deve uscire almeno per prendere il pane o le medicine? I negozi e le farmacie, si sa, sono chiuse prima delle ore 8.00, e non sempre (magari fosse!) si può trovare un vicino di casa cui posso dire “per cortesia fammi questa commissione, perché non posso uscire”. Un mio collega sposato non ha problemi al riguardo, io si, come tanti impiegati.. soli. Va bene la visita fiscale tassativa, ma sarebbe giusto che l’orario di disponibilità del dipendente per farsi trovare in casa, al mattino partisse dalle ore 10,00. Ve lo dice chi si assenta soltanto per motivi validi e che perciò sente questo problema. Severità si, ma con misura ed intelligenza. Un saluto.
    Marghian

  8. sarei d’accordo
    Sarei d’accordo con la lotta ai fannulloni se mi si spiegasse perchè io che praticamente non mi sono mai ammalato in quindici anni di lavoro nella P.A. siccome mi devo operare e dovrò stare a casa (dopo il ricovero ospedaliero) per dieci-quindici giorni devo rimettere un terzo della mia indennità di funzionario comunale (circa 1000 euro) cioè circa 330 euro su uno stipendio lordo di 3000 euro. Questo non accade né per i dirigenti e funzionari privati (banche ecc.) né per i dipendenti pubblici senza qualifiche di funzionario e dirigente che praticamente non rimettono nulla. Tutto ciò mi sembra assolutamente anticostituzionale, alla faccia del prncipio di uguaglianza!

  9. Brunetta e l’assenteismo
    SPESSO NOI ITALIANI CI CIMENTIAMO SULLE PIU’ SVARIATE QUESTIONI, MAGARI ATTEGIANDOCI AD ESPERTI IN MATERIA, COME STA SUCCEDENDO SULLA QUESTIONE DELLA COSI’ DETTTA LOTTA AI FANNULLONI DEL MINISTRO BRUNETTA. PER TITOLI: LE AMBIZIONI DI MORALITA’, VISTE DAL PUNTO NOBILE DEL TERMINE, NON POSSONO TRASCENDERE IN PURA E SEMPLICE DEMEGOGIA COME PURTROPPO STA AVVENENDO.A QUALCUNO SFUGGE CHE LE TASSE LE PAGANO IN EGUAL MISURA,IN MANIERA CERTA, ANCHE I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO, CASO MAI CI SI DOVREBBE APPELLARE AL SENSO DI RESPONSABILITA’ E NON ALLA “CIVIL SERVANT”. LE VISITE FISCALI SONO UN COSTO DIRETTO E INDIRETTO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CHI SCRIVE LE INVIA REGOLARMENTE DA SEMPRE; SI DOVREBBE RAGIONARE PITTOSTO SULL’USO RAZIONALE DELLA VISITA FISCALE, IN MODO DA RENDERE EFFICACE L’ACCERTAMENTO DELLA MALATTIA IN ATTO; ESEMPIO: CHE SENSO HA INVIARE LA VISITA FISCALE AD UN LAVORATORE IN DEGENZA DOMICILIARE POST OPERATORIA (COSA CENTRA LA LOTTA AI FANNULLONI?),IN ULTIMO, CHI HA PAURA DI ACCERTARE CHE L’INEFFICENZA DELLA PUBBLICA AMMIN ISTRAZIONE E’ DOVUTA ALL’ISIPIENZA DEI POLITICI E ALLA SCARSA MANAGERIALITA’ DELLA DIRIGENZA, QUEST’ULTIMA SPESSO SCELTA PER APPARTENENZA PIUTTOSTO CHE PER CAPACITA’? LE RAGIONI DELLE PERPLESSITA’ SINDACALI SONO DI MERITO E DI SOSTANZA E NON DI PURA E SEMPLICE DIFESA A PRESCINDERE DEI PUBBLICI DIPENDENTI. OLTRE A CIO’ CHE VIENE PROPINATO DALLA COMUNE PROPAGANDA, CHEDETE DI AVERE E LEGGERE IL “MEMORANDUM”(ACCORDO GOVERNO PARTI SOCIALI ER IL RILANCIO DELLA PUBBLICA AMMIN ISTRAZIONE)VI TROVERETE PARECCHIE SOLUZIONI AI PROBLEMI DI EFFICIENCA ED EFFICACIA NEI SERVIZI PUBBLICI. QUALCUNO RESTERA’ DELUSO PERCHE’ IL TESTO NON CONTIENE ALCUN CHE SULLA DIFESA DEI “FANNULLONI”.
    DAVIDE. DIPENDENTE PUBBLICO DA 37 ANNI DI ONORATO LAVORO.

  10. Brunetta e l’assenteismo
    SPESSO NOI ITALIANI CI CIMENTIAMO SULLE PIU’ SVARIATE QUESTIONI, MAGARI ATTEGIANDOCI AD ESPERTI IN MATERIA, COME STA SUCCEDENDO SULLA QUESTIONE DELLA COSI’ DETTTA LOTTA AI FANNULLONI DEL MINISTRO BRUNETTA. PER TITOLI: LE AMBIZIONI DI MORALITA’, VISTE DAL PUNTO NOBILE DEL TERMINE, NON POSSONO TRASCENDERE IN PURA E SEMPLICE DEMEGOGIA COME PURTROPPO STA AVVENENDO.A QUALCUNO SFUGGE CHE LE TASSE LE PAGANO IN EGUAL MISURA,IN MANIERA CERTA, ANCHE I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO, CASO MAI CI SI DOVREBBE APPELLARE AL SENSO DI RESPONSABILITA’ E NON ALLA “CIVIL SERVANT”. LE VISITE FISCALI SONO UN COSTO DIRETTO E INDIRETTO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CHI SCRIVE LE INVIA REGOLARMENTE DA SEMPRE; SI DOVREBBE RAGIONARE PIUTTOSTO SULL’USO RAZIONALE DELLA VISITA FISCALE, IN MODO DA RENDERE EFFICACE L’ACCERTAMENTO DELLA MALATTIA IN ATTO; ESEMPIO: CHE SENSO HA INVIARE LA VISITA FISCALE AD UN LAVORATORE IN DEGENZA DOMICILIARE POST OPERATORIA (COSA CENTRA LA LOTTA AI FANNULLONI?). IN ULTIMO, CHI HA PAURA DI ACCERTARE CHE L’INEFFICENZA DELLA PUBBLICA AMMIN ISTRAZIONE E’ DOVUTA ALL’ISIPIENZA DEI POLITICI E ALLA SCARSA MANAGERIALITA’ DELLA DIRIGENZA, QUEST’ULTIMA SPESSO SCELTA PER APPARTENENZA PIUTTOSTO CHE PER CAPACITA’? LE RAGIONI DELLE PERPLESSITA’ SINDACALI SONO DI MERITO E DI SOSTANZA E NON DI PURA E SEMPLICE DIFESA A PRESCINDERE DEI PUBBLICI DIPENDENTI. OLTRE A CIO’ CHE VIENE PROPINATO DALLA COMUNE PROPAGANDA, CHIEDETE DI AVERE E LEGGERE IL “MEMORANDUM”(ACCORDO GOVERNO PARTI SOCIALI PER IL RILANCIO DELLA PUBBLICA AMMIN ISTRAZIONE)VI TROVERETE PARECCHIE SOLUZIONI AI PROBLEMI DI EFFICIENZA ED EFFICACIA NEI SERVIZI PUBBLICI. QUALCUNO RESTERA’ DELUSO PERCHE’ IL TESTO NON CONTIENE ALCUN CHE SULLA DIFESA DEI “FANNULLONI”.
    DAVIDE. DIPENDENTE PUBBLICO DA 37 ANNI DI ONORATO LAVORO.

  11. per brunetta
    “Caro” ministro Brunetta, lei tutti i giorni va’ in parlamento? Ma lei lo sa’ quando guadagna uno statale di 5° livello, come me ? Noo? 1200 euro al mese, e la soglia di poverta’ e stata giudicata dalla tivvu’ di stato”la rai” 1900 euro al mese. Ho moglie e figli, e con 36 anni di servizio ,ed operato di 2 ernie a disco, mi hanno fatto i conteggi per la pensione di 1030 euro al mese, e Lei pensa che io con altri problemi di vene, e con la mutazione del gene della protombina, “sangue che tende a coagularsi” io non possa dichiararmi malato? Visto che in caso di una semplice influenza, in virtu’ che prendo il coumadin, non posso prendere nemmeno una aspirina, altrimenti posso morire dissanguato, e allora come fare in caso di blocco di schiena , visto che ho una terza ernia del disco. Ma si tutto risolto…. faro’ un muto alla banca piu’ vicina. Lei lo sa’ che da sportellista quale sono mi faccio due sportelli, perche’ un mio collega ha avuto un ictus e non so’ se ritornera’, e nessuno mi aiuta, e Lei cosi’ facendo mi vieta di stare malato. Ma lei quanto guadagna al mese? E mai stato malato? potrei continuare, ma chi sta’ leggendo queste mie riga, vista l’intelligenza del’italiano abbia capito, di tutto di piu’. Pensi solo a colpire chi e’ veramente finto malato, e lasci in pace chi ha problemi di soldi e di salute.P.S. SE LEI SI AMMALA ANCHE PER LEI C’E’ LA DECURTAZIONE?

  12. Contro l’assenteismo
    L’ultima “trovata” dei dipendenti parlamentari penso non sia stata ancora abbastanza sottolineata:

    Ora lavorano al Parlamento SOLO 3 SETTIMANE al mese,
    una (dicono loro) la dedicano al territorio.
    Prima di questo cambiamento lavoravano 4 settimane ma dal martedì al giovedì.

    Mi raccomando, non chiediamo ai ns parlamentari di lavorare troppo, con la misera paga che gli diamo.
    MA UN PO’ DI VERGOGNA MAI???

    Se Brunetta vuole prendersela con i lavativi, cominci con il dare l’esempio e richieda la visita fiscale presso la sua stessa abitazione nella settimana che dedica “al territorio”.
    I dipendenti pubblici hanno una cattiva fama. Su di loro si dice di tutto. Assenteisti, con il doppio lavoro, raccomandati dai politici, scortesi con i cittadini. Il ministro della Funzione Pubblica Brunetta ha deciso di dare un giro di vite all’assenteismo. La visita del medico fiscale sarà sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno. Nessuno potrà più sgarrare. Brunetta chiarisce che il medico potrà piombare a casa del dipendente pubblico a qualsiasi ora “al fine di agevolare i controlli”. Ad ogni malattia si applica la decurtazione di “ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo e trattamento economico accessorio” quantificabili nel 25-30% della retribuzione.
    Brunetta mi piace, è uno tosto, che sa farsi rispettare, come Napoleone di cui ha la stessa statura. Le sue direttive, ne sono sicuro, colpiranno come la folgore anche i dipendenti pubblici per eccellenza, i parlamentari.
    Da una elaborazione de Il Sole 24 Ore, con riferimento ai dati Camera e Senato a fine 2007, si può scoprire chi sono gli assenti alle votazioni parlamentari. Brunetta mandi subito un medico fiscale ad Arcore. Silvio Berlusconi è infatti il primo assoluto con il 98,5% di assenze alla Camera. Se non è primo non è mai contento. L’attuale portavoce del PDL, Capezzone, ha totalizzato il 67,6%. Nei primi 10 c’è Sandro Bondi, in settima posizione, con l’87,5% e in quinta l’ex piduista Cicchitto con l’89,9%. Tutti pidiellini in fuga dal lavoro. Brunetta li faccia pedinare, vorremmo tutti sapere dove vanno, cosa fanno.
    Al Senato per il PDL le cose non migliorano. La posizione numero uno è di Marcello Dell’Utri, 41,1% di assenze. Secondo assoluto il doppiolavorista Ghedini con il 38,7%. Un avvocato pagato dai cittadini con lo stipendio da parlamentare per difendere Berlusconi in tutti i tribunali d’Italia. Il re del doppiolavoro, un mito. Una soffiata per Brunetta: mandi subito un medico al tribunale di Milano, coglierà il Ghedini sul fatto mentre difende Berlusconi al processo Mills.
    Se i dipendenti pubblici avessero le percentuali da desaparecidos dei parlamentari potremmo chiudere i ministeri e nessuno se ne accorgerebbe. Ma il Parlamento esiste veramente? Se un parlamentare non va a lavorare per un solo giorno Brunetta mandi il medico fiscale.

  13. ELOGIO AL PROFESSOR BRUNETTA
    Folle eccentrico capellone piccoletto
    uomo di gran acume e vero diletto
    mago ad estirpare gran parassiti
    d’improvviso in animo essi intristiti
    -Troppi abusi di scaldasedie statali
    risultano nei trascurati occulti annali
    or quest’uomo finalmente in ingegno
    ponendo allo strafar ozioso, ritegno
    licenziamento ai disertori ignavi promette
    ovvero a ogni cialtrone che lavoro omette
    ponti,gallerie funivie,viadotti e malattia
    ognuno eludendo lavoro in sinistra via,
    troppa gente a usar medoto cuculo
    e sempre i fessi a prenderlo nel culo
    -Spero siano finiti parassiti alla macchia
    noi stanchi di falsi eroi ad abusar pacchia,
    severa pena promette in licenziamento
    ah! giustizia ad avallar antico sgomento
    -Siam tutti figli nati dal sollevar sottana
    onestà alla luce non va considerata puttana
    -Or sua salute prego esimio prof Brunetta
    non mi deluda e tale lealtà mai ometta
    ————————————————
    Da:Sorrisi Pignorati
    http://www.santhers.com

  14. ELOGIO AL PROFESSOR BRUNETTA
    Folle eccentrico capellone piccoletto
    uomo di gran acume e vero diletto
    mago ad estirpare gran parassiti
    d’improvviso in animo essi intristiti
    -Troppi abusi di scaldasedie statali
    risultano nei trascurati occulti annali
    or quest’uomo finalmente in ingegno
    ponendo allo strafar ozioso, ritegno
    licenziamento ai disertori ignavi promette
    ovvero a ogni cialtrone che lavoro omette
    ponti,gallerie funivie,viadotti e malattia
    ognuno eludendo lavoro in sinistra via,
    troppa gente a usar medoto cuculo
    e sempre i fessi a prenderlo nel culo
    -Spero siano finiti parassiti alla macchia
    noi stanchi di falsi eroi ad abusar pacchia,
    severa pena promette in licenziamento
    ah! giustizia ad avallar antico sgomento
    -Siam tutti figli nati dal sollevar sottana
    onestà alla luce non va considerata puttana
    -Or sua salute prego esimio prof Brunetta
    non mi deluda e tale lealtà mai ometta
    ————————————————
    Da:Sorrisi Pignorati
    http://www.santhers.com

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