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L'analisi

Coronavirus e collasso economico: il conto di Conte lo pagheremo tutti

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Nella popolazione, nelle amministrazioni comunali e regionali di tutta Italia e nei media governativi e/o paragovernativi in questa situazione emergenziale una è la richiesta: che fare?
Tale risposta dovrebbe fornircela la politica governativa.
Ma qui rischiamo tutti di pagare caro il conto di Conte.
Tanto è inutile girarci intorno.
Il problema è Giuseppi.
Con un altro premier e con una maggioranza di governo più coesa si sarebbe immediatamente separato l’aspetto sanitario da quello economico affidando il primo con soldi e poteri a Bertolaso (o figura assimilata) per far concentrare l’esecutivo sull’aspetto della tenuta economico produttiva del Paese.
Questo non si può fare perché la nomina di un supercommissario, come ormai appare chiaro, verrebbe vissuta come un commissariamento del premier prodromico ad una sua “epurazione”.
Ma il soggetto è forte della sua debolezza di appoggi “interessati” europei e di parte del Vaticano (per la sua posizione di estrema apertura in tema di immigrazione): e se cade lui cade il governo. E se cade il governo molti dei parlamentari (con o senza taglio) rimarrebbero privi di stipendio.

Come vedi una storia semplice che produce effetti drammatici.
Infatti la suggestione sanitaria di un’epidemia non può, evidentemente, essere gestita con i criteri dell’acquisizione del consenso politico né con il pragmatismo eticamente neutro dell’economia.
Voler tener tutto insieme concentrando il potere di coordinamento sanitario ed economico nelle mani di una sola persona è, dal punto di vista della dottrina politica, un errore.
Ma non perché lo dico io. Già Schmitt  affermava che il potere può per certi versi concentrarsi al vertice o nelle mani di una sola persona, ma non si fonda mai sul vertice.
Necessita per essere potere di uno spazio che lo sostenga, lo affermi e lo legittimi.
Anche quando è concentrata al vertice il potere è un avvenimento spaziale di un insieme o di una totalità.
Qualunque forma di isolamento gli nuoce.
Tale forma è invece compatibile con la violenza che può essere gestita da ordinamenti non democratici in quanto la violenza riduce gli spazi.
Ed è proprio questo il punto. Il potere che questo esecutivo non ha nel senso di legittimazione elettorale.
Può accentuare l’aspetto repressivo, afferrare gli spazi  in quanto con l’isolamento può riuscire a spezzare comportamenti ritenuti nocivi attraverso la forza e la repressione ma come scrive Hannah Arendt  “dalla canna del fucile non potrà mai nascere il potere”.
Ma il conto che la politica ci farà pagare per decidere sul destino di Giuseppi (o Presidente della Repubblica o quantomeno boiardo di stato in qualche authority) sarà salatissimo.
Per tutti.

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