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Corte dei Conti: in Italia troppe tasse

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Tempi duri per Romano Prodi, messo continuamente sotto scacco dall’ala più estrema della sinistra e dalle continue richieste dei suoi ministri in merito soprattutto al tesoretto.

Non bastassero le grane interne alla maggioranza, ieri sull’Esecutivo è caduta una nuova tegola. Stavolta a bacchettare  la politica schizofrenica della coalizione di Governo è stata la Corte dei Conti che a proposito dell’extragettito si è espressa con toni piuttosto preoccupati: “Incerta la possibilità che ci sia in futuro, non va usato per maggiori spese”. Ma ce ne è per tutto, pensioni, welfare e sanità compresi. E i conti? Migliorano, certo, ma grazie a nuove tasse. Mentre la spesa piubblica è ancora fuori controllo.

In occasione della relazione del Rendiconto generale del Bilancio di Stato del 2006, la magistratura contabile ha infatti fatto un’analisi a tutto campo della situazione italiana e dettato la sua ricetta. Che parte dalla revisione dei coefficienti, passa per il riordino degli enti previdenziali, incita ad azioni incisive e tagli (in particolare alla sanità) ed esprime  dubbi sull'affidabilità del tesoretto. Per finire con un monito piuttosto chiaro: pur riconoscendo alcuni dati positivi - la crescita delle entrate, il ripristino dell'avanzo primario o il tentativo di riclassificare le voci del bilancio pubblico per renderlo più leggibile - in Italia “è ancora emergenza”. A partire dalle pensioni, per le quali serve una revisione dei coefficienti di trasformazione, senza la quale  la spesa pensionistica in Italia rischia di “rimettere in discussione gli equilibri dei conti pubblici”. Più nel dettaglio, “la revisione periodica dei coefficienti - ha spiegato nella sua relazione il relatore delle sezioni riunite Fulvio Balsamo - è un elemento fondamentale dell'assetto a regime e che, in mancanza di essa, si verificherebbe una maggiore e crescente incidenza della spesa sul Pil”.

Peccato che le “accuse” siano state immediatamente  rispedite al mittente: sulla spesa pensionistica, ha detto il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero ci sono “grida d'allarme (infondate, secondo il ministro, ndr) buon ultima quella della Corte dei Conti”.

In generale, la Corte segnala “la persistenza difficoltà di controllo della spesa corrente primaria delle grandi categorie a rischio” che sono pubblico impiego, pensioni e spesa sanitaria.A nche sull’uso del tesoretto i magistrati sono chiari: “devono essere escluse forme di copertura di maggiori spese basate su stime di risorse di dubbia affidabilità. E ciò soprattutto in corso d%27anno. Anche perché resta molto difficile l'accertamento del grado di permanenza del maggior gettito derivante dalla lotta all'evasione”. Ed è proprio l’evasione il vero guaio, considerato soprattutto che “è la più alta di tutto il mondo occidentale”.

Sul fronte dei conti poi, c’è da dire grazie esclusivamente alla pressione fiscale (passata dal 40,6% del 2005 al 42,3% del 2006), quindi alle maggiori tasse: “Il miglioramento dei saldi di finanza pubblica è da attribuire per intero ad una impennata né programmata né prevista della pressione fiscale”. E’ allarme anche sul fronte dell’illegalità e della corruzione: “permane alto il tasso di illegalità che si concreta in sperperi, sprechi ed illecite appropriazioni ai danni dell'erario”. Desolante anche il quadro sui livelli di corruzione - "alti" - e sulla gestione dei rifiuti.

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