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Cos’è la Wikinomics e come ci cambia la vita

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Il modo di creare valore è radicalmente cambiato. Lo assicurano Don Tapscott e Anthony D. Williams nel loro lavoro fresco di stampa. Il titolo è volutamente provocatorio e dirompente: wikinomics, la collaborazione di massa che sta cambiando il mondo.

I fondamentali dell’”economics” vacillano nello scatenarsi di quella che i due autori definiscono “la tempesta perfetta”. Le tempeste più impetuose esplodono,  infatti, solo al realizzarsi di una precisa combinazione di eventi:  una particolare densità dell’aria,  una determinata velocità del vento, una sola temperatura in quota…Gli eventi che si combinano nella wikinomics sono altrettanto precisi: la convergenza di tecnologia, lo sviluppo demografico e lo sviluppo economico. Un esempio di questo cocktail? Wikipedia, “l’enciclopedia libera” creata dai web surfer che spontaneamente aggiornano le voci di una biblioteca alessandrina, che vive del sogno utopico e irriverente di catalogare tutto lo scibile umano. Con soli 5 dipendenti è dieci volte più grande dell’Encyclopedia Britannica ed è pressappoco equivalente in termini di accuratezza. You Tube, sito web dove ciascuno può creare la propria finestra sul mondo, dove ognuno può “andare in TV”. Linux il software in perenne versione beta, che trova negli utenti i migliori hacker nonché programmatori, un insieme di algoritmi creati collettivamente.

Lo sviluppo economico, e quello tecnologico hanno plasmato una nuova generazione di “prosumer”. Una generazione sommersa dalla possibilità di scelta, costantemente connessa in una comunità virtuale globale. Sempre più critica, non si accontenta più di consumare passivamente, ma soddisfa la sua voglia di personalizzazione e controllo, progettando, producendo e distribuendo i propri prodotti. I giovani plasmano, come fossero demiurghi, le proprie creature a un livello di sofisticazione sempre più elevato.

Apertura, condivisione, peering, azione globale sono i nuovi ingredienti per la creazione del nuovo modo in cui le imprese e le società sfruttano le loro conoscenze e competenze per innovare e creare valore.

La vittima di questo ciclone è il principio che giustifica l’esistenza dell’impresa moderna: l’esistenza dei costi di transazione, teorizzata da Ronald Coase in un articolo apparso nel 1937. La “legge di Coase” è molto intuitiva: l’ambiente economico si dispone lungo un continuum astratto delimitato da due confini concettuali: il mercato e la gerarchia. Il mercato è la forma più libera di interazione economica, ma anche la più costosa, visto che al costo dello scambio economico si aggiungono dei costi intangibili che vengono detti di transazione. Sono i  costi legati alla temporaneità e alla unicità della transazione che necessita di procedure legate alla definizione degli estremi del contratto ogni volta che avviene lo scambio. La gerarchia impone procedure standard, burocratizza le azioni e definisce posizioni perpetue secondo autorità. La gerarchia crea confini netti, consolida, diminuisce il costo delle transazioni e in qualche modo giustifica l’esistenza dell’impresa moderna. L’azienda tenderà ad espandersi fino a quando il costo marginale di un ulteriore transazione interna sarà pari al costo della medesima transazione sul mercato.

L’impresa moderna deve rivoluzionare la sua struttura per vincere nel nuovo scenario competitivo. La gerarchia e la chiusura scontano una miopia storica se paragonati alle opportunità dell’apertura e della condivisione che offre il mercato. Le risorse e le competenze che l’azienda può trincerare al suo interno saranno sempre meno distintive di tutto ciò che c’è “là fuori”. Il tentativo di incasellare i nuovi lavoratori in angusti spazi verticali sarà vano di fronte alla spontaneità della collaborazione orizzontale.

Oggi è ai mercati che viene affidato un ruolo attivo nella definizione della strategia aziendale, nella pianificazione e nell’esecuzione. Molte imprese come Hewlett-Pakard, Siemens e Microsoft stanno ri-orientando la modalità di allocazione delle risorse, simulando un mercato interno all’impresa, creando competizione e collaborazione tra team eterogenei e interfunzionali con l’obbiettivo di stimolare la nascita delle idee migliori. Procter and Gamble, si è recentemente accorta che il suo esercito di 7500 chimici non basta più per mantenere la leadership. Il CEO, A.G.Lafley, ha ordinato ai direttori di ogni unità di business di cedere in outsourcing il 50% dei nuovi prodotti e servizi. Oggi chiunque può lavorare per P&G senza timbrare il cartellino. E’ sufficiente iscriversi al network Innocentive, una comunity di 90 mila scienziati che collaborano per la risoluzione dei problemi nella R&S in cambio di una ricompensa in denaro.

Nel mondo dove i cosi di transazione non esistono più il continuum ideale di Coase lascia il passo all’impresa a rete, dove tutti sono stakeholders di un idea o di un sogno comune che solo le competenze di tutti saranno in grado di realizzare: la vostra mente è già programmata per la wikinomics?

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