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Calcio e virus

Così il calcio può ripartire: ecco dati ed ultime notizie

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Nelle ultime ore sembra che ci sia stata un importante accelerata verso la ripartenza del campionato di calcio di Serie A. Come scrive Il Corriere dello Sport il Ministro dello Sport e delle politiche giovanili Spadafora ha annunciato che è stata trovata finalmente l’intesa tra la Figc e il comitato tecnico scientifico riguardo il protocollo da rispettare per le società professionistiche. Il Ministro ha poi aggiunto che, per il 28 Maggio, è previsto un incontro con il Presidente della Figc Gravina e quello della Lega Calcio Dal Pino finalizzato proprio a trovare un accordo definitivo per la tanto attesa ripartenza. Intanto, come anticipato, l’ok al protocollo da parte del Cts è un primo ed importante passo avanti – giunto dopo settimane di discussioni e rinvii – verso il ritorno in campo delle squadre. Inoltre, sempre sul Corriere dello Sport si legge che, nell’attesa dell’ok del Governo, la Figc ha comunicato che verranno portati a termine i campionati di Serie A, B e C entro il 30 Agosto; mentre verranno sospesi definitivamente i tornei delle categorie minori e del calcio femminile. Nella nota la Figc ha comunicato anche che, in caso di nuova sospensione, verranno congelate le classifiche secondo criteri di merito sportivo oppure, se sarà possibile, si concluderà con formule diverse come a esempio play off e play out.

Il comitato scientifico e la Figc sono riusciti a sciogliere alcuni nodi spinosi che erano emersi dagli ultimi decreti, in particolare quello che riguardava l’obbligo di quarantena per tutta la squadra nel caso in cui si fosse riscontrato anche solo 1 giocatore positivo. La Federazione Italiana Gioco Calcio è riuscita a ottenere la fiducia del comitato scientifico ispirandosi al modello già promosso in Germania, dove lo scorso week end è ripartita la Bundesliga. In questo modo, secondo Il Messaggero le società hanno ottenuto il via libera per organizzare allenamenti di gruppo all’interno dei centri sportivi.

Inoltre, la Figc ha ottenuto un’importante apertura dal Cts, evitando l’obbligo di ritiro blindato, soluzione poco gradita ai giocatori. Il ritiro sarà obbligatorio solo nel caso in cui verrà trovato positivo un giocatore. Su quest’ultimo aspetto, sul Corriere dello Sport si legge che per garantire al gruppo l’immunità verrà aumentato il numero di tamponi a cui dovranno essere sottoposti i calciatori: due nelle prime 24 ore, poi uno ogni 4 giorni e test sierologici ogni 14 giorni. Sembra dunque che la Serie A, per la felicità di milioni di appassionati, sia pronta a riaccendere i motori e ripartire in sicurezza con l’obiettivo di concludere la stagione, in quella che potrebbe rivelarsi un estate davvero insolita.

Comunque, come si diceva, una spinta decisiva verso la ripartenza è arrivata certamente grazie alla Germania, perché la ripresa del campionato tedesco sembra essersi rivelata una fonte di ispirazione per l’Italia. Come scrive ilsussidiario.net il turno disputato lo scorso fine settimana ha, infatti, garantito alla Bundesliga il numero record di 6 milioni di spettatori, complice anche il fatto che al momento gli stadi non sono accessibili ai tifosi. Come aveva anticipato prima della ripartenza il dirigente del Bayern Monaco, Karl Heinz Rummenigge – tra l’altro, ex giocatore dell’Inter – la Germania sembra aver sfruttato l’occasione per dimostrarsi anche nel calcio una nazione leader in Europa anticipando Italia, Spagna e perfino Inghilterra dove ancora regnano incertezza e scetticismo.

Tuttavia, sembra probabile che a spingere il Governo verso l’apertura alla ripartenza del campionato siano i numeri da capogiro del sistema calcistico: in questo senso, su Calcio e Finanza, si possono leggere alcuni dati. Secondo l’algoritmo “Social Return On Investment Model”, l’impatto socio-economico del calcio in Italia risulta pari nel 2017-2018 a circa 3,01 miliardi di euro. I settori coinvolti sono quello economico (742,1 milioni di contributo diretto all’economia nazionale), sociale (1.051,4 milioni di risparmio economico generato dai benefici prodotti dall’attività calcistica) e sanitario (1.215,5 milioni in termini di risparmio della spesa sanitaria), insieme a quello delle performance sportive. A livello fiscale, nel 2016 la contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico ha sfiorato gli 1,2 miliardi di euro. La voce con la più alta incidenza riguarda le ritenute Irpef (50% del totale), seguite dall’Iva (21%), dalla contribuzione previdenziale Inps (12%), dalle scommesse sul calcio (11%) e dall’Irap (5%), mentre l’incidenza dell’Ires non supera l’1%. Negli ultimi 11 anni, l’ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del calcio professionistico italiano è stato pari a 11,4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, i contributi erogati dal Coni alla Figc sono stati pari a 749 milioni: significa che per ogni euro “investito” dal governo italiano nel calcio, lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 15,2 euro!

Tenendo in considerazione la rilevanza di questi dati ci auspichiamo dunque che la Serie A ed il calcio nel suo complesso possano ripartire in condizioni in sicurezza, non solo per la gioia di milioni di appassionati – che troverebbero un modo per alleviare le sofferenze derivate dal lungo lockdown – ma soprattutto per il bene del Paese: come è stato detto sopra, infatti, il calcio rappresenta sì lo sport più popolare e praticato, ma è anche un’importante industria che investe molto in Italia, garantendo un indotto che sostiene tutto il sistema sportivo italiano. Dunque, aldilà di facili qualunquismi che vorrebbero il calcio solo come un gioco nel quale circolano cifre immorali, non bisogna dimenticare le migliaia di persone che guadagnano da vivere grazie al calcio, pur non percependo stipendi da capogiro: si tratta, per fare degli esempi, dei titolari e dei dipendenti delle agenzie di scommesse che garantiscono un indotto di quasi 9 miliardi di euro al sistema fiscale, come si legge su Calcio e Finanza. Infine, non vanno dimenticate tutte quelle categorie di professionisti – dai medici ai fisioterapisti, dagli steward per la sicurezza all’interno degli impianti ai magazzinieri – che lavorano grazie a questo sport, pur non firmando nessun contratto di milionario.

Insomma, il calcio deve ripartire e, ovviamente, deve farlo in assoluta sicurezza.

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