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Quarantena e tensioni

Così le periferie romane diventano una polveriera pronta ad esplodere

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Come già abbiamo avuto modo di rilevare nei giorni scorsi, l’attenzione su Roma resta alta. Infatti, non sono solo i casi di positività al coronavirus del Selam Palace a preoccupare il Campidoglio, perché in un centro d’accoglienza, nelle ultime ore, è andato in scena un tentativo di rivolta da parte dei migranti qui ospitati: si tratta del centro situato in Via dei Codirossoni, nel quartiere periferico di Torre Maura. Dopo le sassaiole e i tentativi di fuga da parte degli extracomunitari in quarantena all’interno del centro, martedì scorso è scoppiato un incendio, il quale sarebbe stato appiccato dai migranti stessi. Proprio per questo, uno di loro è rimasto ferito ad una gamba da una scheggia di vetro ed è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale Vannini.
“All’interno del centro di accoglienza straordinaria gestito (CAS) ci sono 60 persone – dice il Presidente del Municipio VI Roberto Romanella – dovevano stare in quarantena per soli 15 giorni, questi comportamenti sono incomprensibili. Adesso i Vigili del Fuoco verificheranno le condizioni della struttura, per capire quanto le fiamme l’abbiano intaccata. Con la sala operativa sociale del Comune e l’assessorato si sta valutando un eventuale spostamento degli ospiti”.
Come riportato da La Repubblica in questo quartiere sito nella zona sud-est di Roma non è la prima volta che il livello di tensione sociale sale pericolosamente: già lo scorso anno, infatti, dopo il collocamento di alcune famiglie rom in un centro d’accoglienza si scatenò una rivolta dei cittadini, che portò ad alcune manifestazioni di piazza. Invece, questa volta pare che – nonostante le iniziali informazioni poco chiare – i residenti del quartiere non c’entrino nulla con l’accaduto.
Comunque, a seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco con cinque mezzi ed un’autoambulanza del 118, oltre che degli agenti del Commissariato Casilino e del reparto mobile con diversi blindati, sembra che la situazione sia rientrata: gli ospiti, per sicurezza, sono stati scortati in cortile. Ora, il centro resta presidiato dalle forze dell’ordine.
Pertanto, alla luce di ciò, appare legittima la preoccupazione della popolazione di questo quadrante di Roma che, stremata da una quarantena ormai infinita, vorrebbe evitare di trovarsi coinvolta anche nelle rivolte dei migranti, le quali potrebbero generare – come detto – pericolose tensioni sociali. È doveroso un intervento tempestivo delle istituzioni, che miri non solo a gestire l’emergenza nel breve periodo, ma anche a rivedere alcune politiche di integrazione adottate nell’ultimo decennio.
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