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Così Visco ha sbattuto i redditi degli italiani nella Rete

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Quando, poche settimane fa, si venne a sapere che l’Amministrazione Finanziaria italiana era entrata in possesso degli estremi di 300 correntisti italiani in Liechtenstein, fu il caos.

Visco nelle prime ore commentò che l’elenco era molto interessante per lo spaccato che offriva, i politici – alla vigilia delle elezioni – tremarono, i giornali si spaccarono tra chi propendeva per il massimo riserbo sui nomi dei trecento “esuli” e chi, invece, voleva vederli pubblicati.

Sappiamo tutti come andarono le cose: le liste finirono come al solito su tutti i giornali e 300 tizi furono letteralmente sezionati dai mezzi di informazione e dall’opinione pubblica.

Chi scrive fu pesantemente contrariato dall’intera vicenda, per tutta una serie di ragioni.

Tanto per cominciare, perché crede che in uno stato di diritto che abbia la pretesa di chiamarsi tale, 300 persone siano state pubblicamente bollate come evasori prima ancora che fosse stata emessa una sentenza, o anche solo notificata un’indagine sul loro conto.

Poi, perché l’Amministrazione Finanziaria non ha trattato con la dovuta discrezione l’intera vicenda, spettacolarizzandola e alimentando in periodo pre-elettorale una serie di pericolose illazioni.

Figuratevi cosa abbiamo pensato nell’apprendere che l’Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato nelle pieghe del proprio sito istituzionale le dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti italiani (persone fisiche, società, ecc ecc) per il periodo d’imposta 2005.

Troviamo che sia un’autentica vergogna.

Vergogna per cosa è stato fatto: la pretesa della trasparenza assoluta viaggia in coppia con il delirio del controllo assoluto, come insegna l’esperienza di tutte le peggiori dittature totalitarie.

E vergogna per come è stata gestita l’intera vicenda: senza preavviso né alcun dibattito pubblico, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto. Di nascosto, nei meandri di un sito internet istituzionale.

E, soprattutto, dopo le elezioni. E questo, oltre a non essere un gesto di cavalleria per il governo entrante – i ministri giurano la prossima settimana, siamo realmente alle battute finali della gestione Visco – innesca una spirale di brutti pensieri.

Visco dice di aver disposto il blitz dopo le elezioni allo scopo di evitare effetti distorsivi sul voto.

Se davvero è così, perché sul CD non si è comportato alla stessa maniera con i conti correnti del Liechtenstein?

Queste colonne non riescono a liberarsi di un sospetto.

Che cioè il Liechtenstein servisse – agitando lo spettro del riccastro evasore che porta i soldi all’estero - a portare voti al PD, e dunque avanti tutta. Mentre il colpo di mano sui modelli Unico in termini di voti sarebbe, all’opposto, costato carissimo. Morale della favola: tutto traslato al periodo post-elettorale.

Due pesi e due misure, dunque, come sempre. Non ce ne ricorderemo con grande affetto.

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5 COMMENTS

  1. trasparenza calcolata?
    Se Visco era così convinto della bontà della sua iniziativa perchè nasconderlo fino all’ultimo?
    Il concetto di “trasparenza” non dovrebbe andare mano nella mano a quello di “dibattito”?

    Traspare in Visco l’idea di una politica paternalista.Anzi sembra proprio che Visco parta dal presupposto che l’unico modo d’agire in politica sia “contro gli italiani” perchè, probabilmente, non capirebbero.
    Ma una politica che sistematicamente non ha fiducia nei cittadini, può dirsi legittimamente democratica?

  2. senza parole
    meno male che tutto finito e pensare che ha cercato di far passare Berlusconi come il responsabili di tutti i male dell’italia
    e quasi quasi tutti noi ci avevamo creduto
    compreso….
    qui siamo alla pazzia piu’ totale
    ma in mano a chi ci avevamo messo….
    questa è follia pura
    manfdateli via furoi dall’Italia.

  3. Così Visco……
    Visco è l’emblema del governo Prodi, accozzaglia di sinistri estremi e cattocomunisti, arrogante ,ignorante ,cinico ha usato il fisco come randello da usare nei confronti dell’italiano medio riservato, individualista, risparmiatore cercando di intimorirlo e piegarlo.La diffusione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani è stata la vendetta finale di Visco e dei suoi colleghi di governo verso gli elettori che li hanno cacciati via a pedate e si spera per sempre.Si confida che gli italiani dalla lettura delle dichiarazioni dei redditi non trovino alimento per odi e invidie nei confronti di colleghi e vicini.

  4. il disprezzo
    l’intera vicenda testimonia l’odio ed il disprezzo che questa accolita di professori e mantenuti statali di vario genere ha per chi lavora e cerca di sopravvivere. su cui pianta i denti per il proprio inutile e frudolento mantenimento. veniamo sbattuti ai quattro venti con il nostro fatturato miserabile. il vero sfregio non è stato per tutti quelli che hanno dichiarazioni principesche. ma per noi altri che facciamo fatica ad arrivare a fine mese su un arido mercato e dopo essere stati tosati da qualunque ente. la maggior parte poi di tutti questi serve solo a girarsi lo stipendio svuotando di contenuto il supposto servizio pubblico a cui devono la loro patetica esistenza.

  5. E’ una vergogna! Noi
    E’ una vergogna! Noi professionisti rischiamo la galera se una persona entra nella nostra stanza e vede il fascicolo al quale stiamo lavorando aperto, e Visco si permette di fare una cosa del genere. Se la legge è uguale per tutti, allora DEVE andare in galera!!!

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