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Da “assembramento” a risposta di governo, il percorso del centrodestra per non morire

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Il centrodestra è tornato in piazza. Unito. È questa di per sé è già una notizia. Dopo mesi di tentennamenti e silenzi sulle strategie anti Covid messe in atto dalla macchina orwelliana del governo Conte e dopo continue divisioni sul piano di aiuti economici per la ripresa post pandemia, ora i leader del centrodestra tornano a battere un colpo.

Per la verità, a leggere le notizie che circolano sul web, sembrerebbe che il corteo del centrodestra sia degno di nota solo per gli assembramenti che si sarebbero creati. Nulla di più. Ma tant’è.

In ogni caso, al di là della solita propaganda dei giornaloni di casa nostra, il dato sugli assembramenti, porta con sè un rischio politico. E ci spieghiamo: se il centrodestra vuole che la manifestazione di oggi resti agli onori della cronaca solo per gli assembramenti, veri o presunti che siano, o per la giusta e necessaria vivacità politica dopo mesi di atteggiamenti incolore, da oggi, 2 giugno 2020, non può non partire la costruzione di una proposta seria per l’Italia.

E non lo diciamo per retorica. Oggi come oggi la gente della retorica politica non sa che farsene. Il dato sul calo del consenso personale al premier Conte parla chiaro: basta parole, ora contano solo i fatti. E questi, ora, per molti hanno un solo nome: liquidità. Soldi per riprendere le attività lavorative, soldi per pagare gli stipendi arretrati, soldi per tornare a guardare il futuro con un briciolo di speranza in più.

Ecco perché, al di là degli atteggiamenti folcloristici – alla Pappalardo per intenderci-, le proteste arancioni degli ultimi giorni sono solo un piccolo aperitivo di quello che potrebbe succedere a settembre-ottobre quando, se non si interviene, molti Italiani rischiano di rimanere a casa non per il Coronavirus ma perché non hanno più un lavoro.

Alla luce di tutto ciò, oggi il centrodestra unito ha una responsabilità in più: per mostrarsi come vera alternativa di governo deve avanzare una proposta concreta per il futuro di questo Paese. Proposta che venga inevitabilmente percepita come credibile e percorribile. I margini ci sono. Il centrodestra ha uomini e tradizione di governo non indifferente. Va sfruttata proprio ora. Come? Formare un governo-ombra? Perché no. La proposta non affascina nessuno, ce ne rendiamo conto, anche perché richiama una stagione veltroniana che non ha avuto grande fortuna.

Se non proprio un governo-ombra, va lanciata una proposta che assuma sempre più i caratteri di una risposta di governo. Ecco, risposta oggi è la parola che tutti vogliono sentire. Risposta alle troppe incertezze dovute non tanto al Covid, quanto alla evidente incapacità governativa di porre in atto soluzioni concrete ai problemi post pandemia. Non è un giudizio sul governo. È la realtà, quella che vediamo ogni giorno. Il popolo del centrodestra attende questa risposta.

Quindi, da oggi, testa bassa e lavorare. Altrimenti, il 2 giugno 2020 verrà ricordato come l’assembramento di forze diverse incapaci di trovare una unità per il Paese.

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