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Da Bagnasco ancora un monito contro la colonizzazione ideologica del gender

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È il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italia, a lanciare ancora una volta un monito e un appello a tutela della famiglia. In occasione dell’apertura del Consiglio Permanente della Cei, il Cardinale ha sottolineato come oggi la famiglia viva uno stato di sofferenza causato dal sommarsi della crisi economica e sociale.

L’uomo della Cei punta i piedi, chiedendo alla politica fatti concreti su lavoro e occupazione ma non solo. Bagnasco ha affrontato temi come la persecuzione dei cristiani, il Sinodo, l’impegno dei cristiani nella società e la libertà di opinione. Un discorso ad ampio raggio che ha messo al centro la sfida antropologica per il Ventunesimo secolo, e, per restare al 2015, ha confermato che la famiglia resta al centro dell’agenda episcopale.

Un programma intenso che vede vescovi, cardinali e sacerdoti in prima linea nella salvaguardia e tutela di questo nucleo fondamentale della società. Una battaglia alla quale partecipare sostenendo l’operato della chiesa ed, in particolar modo, quello dei sacerdoti che lavorano all’interno delle singole parrocchie a contatto con la realtà.

Bagnasco ha anche messo in guardia dal fatto che la cultura del gender venga diffusa dalle agenzie educative e dai media nazionali in una sorta di “colonizzazione ideologica” delle giovani generazioni offrendo loro una visione antropologica distorta. Servirebbe invece una forte inversione di tendenza e gruppi o associazioni come Manif Pour Tou, Sentinelle in Piedi, Giuristi per la Vita, Il Forum delle Famiglie, insieme a siti e giornali come La Nuova Bussola, Il Timone, Tempi, Avvenire, stanno portando avanti da tempo una battaglia su questi temi.

Ma è all'interno del parlamento che nascono le leggi e pertanto i primi a dover difendere la famiglia devono e dovranno essere i rappresentanti democraticamente eletti dagli italiani. 

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