Home News Da liberali a post comunisti, storia di una parabola intellettuale e politica

Da liberali a post comunisti, storia di una parabola intellettuale e politica

2
23

Il lungo e commosso articolo che Giuliano Ferrara ha dedicato alla scomparsa della zio Giovanni («Il Foglio», 8 maggio 2007) pone, sia pure in un breve passaggio, un problema storico e politico di notevole importanza: come sia avvenuto che una parte non secondaria della cultura liberale degli anni Cinquanta o – che è lo stesso – dell’anticomunismo democratico di quegli anni, abbia concluso la sua navigazione nei mari della politica italiana, approdando a una specie di «liberalismo postcomunista». Questa è stata la parabola di Giovanni Ferrara, «il liberale lamalfiano e spadoliniano (…) fattosi diessino, maestro amato dei circoli laici e cattolico-democratici che stanno ora tentando la via del nuovo partito, fusione di un certo Pci e di una certa Dc», le due forze che aveva combattute per tanti anni a suo modo. Ma analoga risulta anche quella di filosofi, letterati, uomini dell’economia, della finanza e della politica provenienti dal medesimo ambiente,  e – se vogliamo guardare alle varie realtà periferiche – di non trascurabili frange delle élites locali (e dei loro eredi) che, fra il 1950 e il 1980, contrastarono spesso vivacemente la presenza politica e culturale della sinistra comunista nelle loro zone.

Una prima risposta emerge con una certa ovvietà: costoro avrebbero riconosciuto i mutamenti avvenuti nel vecchio avversario, la liquidazione, da parte sua, di ogni scoria vetero-comunista e %E2

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. complimenti, molto bello il
    complimenti, molto bello il suo articolo, e ottimo il paragrafo che riassume lo spirito della Repubblica (giornale).

  2. trovo il suo articolo molto
    trovo il suo articolo molto ben argomentato e preciso. Ho 60 anni ed ho cominciato ad interessarmi di politica dalla fine degli anni 50. Per cui non potevo seguire le vicende degli intellettuali de “il mondo”, però le ho conosciute in seguito e penso che tutto il suo discorso fili perfettamente.
    Posso aggiungere che io conosco anche un fenomeno nuovo e cioè persone, oltre gli 80 anni, di stampo più che boghese, un tempo adoranti per Mussolini e poi vicine al Msi,(quante battaglie negli anni 60 perchè io ero favorevole al centro sinistra e loro decisaente contro) che ora, in odio a Berlusconi, votano per la siistra se non per Rifondazione.
    Comunque sapere che i grandi industriali, i grandi finanzieri, i grandi giornali borghesi, i grandi salotti borghesi votano tutti a sinistra, con i vari Caruso, Pecoraro Scanio, Giordano Diliberto ed altri soci del medesimo stampo, mi fa schifo e mi fa venire il voltastomaco.
    Non si illuda comuque perchè questi personaggi pur di stare a galla sono pronti a tutti anche a rinegare il loro passato e passare armi e bagagli al nemico. Forse si salverebbe DE Gasperi, ma non ne sono convinto, perchè sarebbero pronti a travorgli, piano piano, i più grandi difetti perchè il suo anticomunismo era troppo evidente.
    Cordiali saluti

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here