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Dai fatti nasce il futuro

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Ho ancora addosso l’emozione. Vedere così tante persone che, nonostante il caldo torrido hanno risposto al nostro appello, è un messaggio chiaro che arriva alla politica. Mi riferisco all’evento organizzato giovedì scorso dal Pdl a Pescara, all’ex Aurum. Soprattutto in un momento come questo, con la fiducia dei cittadini verso le istituzioni in caduta libera, abbiamo dimostrato ancora una volta di essere in controtendenza. Il motivo è intuibile. La gente ha bisogno di risposte, di concretezza. Noi di tutto questo ci siamo assunti la responsabilità perché sappiamo che è solo dai fatti che può nascere il futuro. I fatti del governo regionale erano appesi, a caratteri cubitali, sulle pareti dell’Aurum. Sono il nostro punto di partenza, di un futuro che vogliamo scrivere. Ognuno di noi può e deve farlo. Per questo voglio raccontare quali sono stati i fatti che con l’appoggio del partito ho realizzato nel mio lavoro da senatrice iniziato tre mesi fa e soprattutto quale è il futuro che mi impegnerò a scrivere.

Valori, territorio, donne. Sono queste le mie priorità, il punto di partenza del mio lavoro, intorno ai quali ho costruito e costruirò i miei fatti ed il mio futuro Sui valori ho da sempre delle certezze che mi hanno motivata ed anche supportata nei momenti più difficili. Ho la convinzione che esistano dei principi non negoziabili, che abbiamo il dovere di difendere e sui quali si gioca la nostra identità e la nostra credibilità nei confronti dell’elettorato. Questi principi sono la vita, la sua difesa; la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; la libertà di scelta educativa e religiosa. Valori da affermare ogni giorno, perché oggi purtroppo nulla più è scontato. Ho già manifestato l’intenzione di presentare una proposta di legge costituzionale per integrare l’articolo 29 della Costituzione: non è sufficiente che lo Stato riconosca la famiglia fondata sul matrimonio: è necessario sancire che l’unione a fondamento della società è solo quella tra uomo e donna. Credo sia inutile dilungarmi su quanto fatto per l’Aquila. In Commissione, in Senato, abbiamo approvato, nei limiti degli angusti tetti di spesa, un emendamento che migliora il “decreto emergenze”, consentendo uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro.

Vorrei solo sgombrare il campo dall’equivoco costruito sapientemente dal Pd: la battaglia per l’Aquila è stata congiunta e condivisa e non certo merito della sola Pezzopane, come la senatrice del centrosinistra vuole far credere. Ma l’impegno per il territorio riguarda anche le infrastrutture: urgenti, necessarie e imprescindibili per lo sviluppo e la competitività. Sempre in Senato abbiamo presentato una mozione per l’ammodernamento del Corridoio ferroviario Adriatico, ed un ordine del giorno su un collegamento importante come quello tra Pescara e Roma. E molto c’è da fare anche per la rete portuale oltre che per potenziare l’aeroporto. Ma soprattutto mi batterò per riportare finalmente gli investitori in Abruzzo. Non è accettabile che le logiche del “no a prescindere” e il pregiudizio travestito da difesa dell’ambiente, costringano il nostro territorio ad un arretratezza e ad un ritardo gravissimi. Lo sviluppo sostenibile è possibile, lo stanno sperimentando molti paesi. Non si può soccombere davanti a veti ricattatori il più delle volte non supportati da riscontri oggettivi.

Infine, le donne. Chi conosce il mio modo di pensare sa bene che sono da sempre contraria a forme di riconoscimento del ruolo delle donne per così dire “imposte”, come le quote rosa. Ma nel tempo ho dovuto ricredermi, perché seppure incompleto, tale riconoscimento rappresenta uno strumento prezioso per conquistare spazi altrimenti impossibili da raggiungere. In questo senso, purtroppo, il cammino da compiere è ancora lungo. In Senato abbiamo appena votato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Istanbul, contro la violenza sulle donne e in sede regionale sono al fianco della donne per ottenere una modifica della legge elettorale che introduca la doppia preferenza di genere. Garantire pari opportunità alle donne, che si tratti di partecipare alla vita pubblica, nel lavoro così come nella società, rappresenta una conquista di civiltà. Qualche giorno fa leggevo le riflessioni di un intellettuale che lamentava nei politici una tendenza a fuggire dalle proprie responsabilità, una mancanza di coraggio nelle decisioni. Credo invece di aver messo sul tappeto le mie responsabilità, almeno quelle che giudico più urgenti. Io ho deciso da che parte stare. E proverò a trasformare il futuro in una nuova sfida.

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