Dai programmi alla politica: Sarkozy cambia marcia e anche squadra

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Dai programmi alla politica: Sarkozy cambia marcia e anche squadra

24 Giugno 2009

Non è ancora il “grande rimpasto” in vista della fase due del quinquennato, quello potrebbe verificarsi dopo le elezioni regionali del 2010. Ci sono, però, alcune scelte interessanti che confermano il rinnovato volontarismo di Sarkozy dopo il successo alle elezioni europee. Quattro gli interventi più rilevanti.

Innanzitutto le due sostituzioni obbligate: quella di Michel Barnier, ministro dell’Agricoltura sbarcato a Strasburgo, e quella di Rachida Dati ex ministro della Giustizia e vera bocciata dell’esecutivo. Michèle Alliot-Marie ha fortemente voluto la giustizia, Sarkozy l’ha accontentata (il dicastero è di quelli roventi anche in Francia) chissà forse con l’obiettivo di “logorarla”, nell’immediato ottenendo l’ottimo risultato di liberare il ministero dell’Interno per il fedelissimo Brice Hortefeux (il teorico dell’immigration chiosi).

Secondo punto interessante, Sarkozy procede con la politica di ouverture, ma lo fa con grande circospezione e con una novità: anche il Modem di Bayrou è travolto dalla sua “campagna acquisti”. Entra un Mitterrand nell’esecutivo e l’immagine non è da poco. Non si deve però dimenticare che il grado di esposizione politica fino ad oggi tenuto da Frédéric Mitterrand non è stato elevato. Insomma nulla di paragonabile al caso di Kouchner. Inoltre Mitterrand alla Cultura significa garanzia di competenza e stima unanime nel settore. Molto più interessante è invece la nomina di Michel Mercier al ministero dello spazio rurale e allo sviluppo del territorio: si tratta in questo caso dell’ex tesoriere del Modem, amico personale di Bayrou. Il leader centrista riceve una seconda batosta dopo il fallimento alle europee.

Terzo punto da tenere in considerazione lo spostamento dal ministero dell’Educazione nazionale a quello pesantissimo del Lavoro per il fedelissimo del Capo dell’Eliseo Xavier Darcos. La posizione sarà determinante nei prossimi mesi, sia per i problemi legati alla disoccupazione in crescita, sia per la prospettata nuova riforma pensionistica. Al ministero comunque importante dell’Educazione (con la riforma del liceo alle porte) è promosso Luc Chatel, una delle giovani sorprese positive del primo governo Fillon.

Ultimo spostamento interessante quello di Bruno Le Maire. Missione compiuta per l’esperto di mondo tedesco come vice-ministro agli Affari europei. Ora che il sole è tornato a splendere tra Sarkozy e Merkel, il diplomatico tra le due sponde del Reno è promosso al rango di ministro dell’Agricoltura. Da verificare se si tratta realmente di una promozione per un personaggio molto vicino a de Villepin. Con questa scelta Sarkozy ha forse deciso di coprirsi le spalle dalla fronda interna dei fedelissimi dell’ex Primo ministro di Chirac. Al posto di Le Maire un interessante nuovo vice-ministro agli Affari europei, l’Ump Pierre Lellouche, esperto di difesa e di Nato.

Nel complesso un rimpasto più ampio, rispetto al preventivato, condotto con l’intenzione di compattare l’esecutivo attorno alla figura del Presidente, senza toccare due pesi massimi come Borloo (Energia, Ambiente e Sviluppo) e Lagarde (Economia) e limitandosi a far ruotare gli altri tre uomini forti Hortefeux, Alliot-Marie e Darcos.

Con il discorso di Versailles Sarkozy ha enunciato le linee teoriche per il rilancio e delineato il quadro di una sorta di “nuova frontiera”. Con il rimpasto ha ritoccato la squadra per tentare di iniziare il lavoro. Un anno di tempo, poi le regionali daranno il voto alle scelte presidenziali.