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Partita doppia

Dalla Rai a Vendola, dai dialetti alle ronde: tutte le mosse sbagliate di Pd e compagni

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Nella polemica estiva sono emersi tre argomenti, fra di loro connessi, su cui la nostra sinistra continua, gioiosamente, a farsi male da sé. La prima è la polemica sulla Rai, le nomine dei capi e vice capi dei suoi canali e la presunta indipendenza ed obbiettività del Tg3, che Berlusconi si è permesso di criticare. Il secondo argomento è la presunta soggezione del governo e del Pdl alla Lega Nord in rapporto alla diversificazione locale dei salari, alle “ronde”, al dialetto nelle scuole e alla adozione di simboli regionali nella bandiera italiana. La terza questione riguarda il presidente della regione Puglia Niki Vendola che vuole ricusare il magistrato che sta indagando sullo scandalo della sanità nella sua regione e sui connessi affari di sesso e droga delle “allegre comari di Bari” del Pd e dei partiti collegati.

Il primo argomento è connesso al secondo per il modo come il Tg3, ossia Telekabul, presenta i temi della Lega Nord in rapporto al Pdl e a Berlusconi. E il terzo si collega al primo in base alla questione di chi abbia diritto di dare lezioni sulla autonomia degli organi del terzo potere, quello della informazione e della giustizia. Tutti insieme i tre temi potrebbero avere il titolo wertmulerriano “come questi ex sessantottini rimasti ragazzi riescono a farsi del male con le proprie mani, mentre potrebbero andare al mare o in montagna a meditare sul proprio crepuscolo”.

Secondo Paolo Garimberti presidente della Rai, che si è astenuto su due recenti proposte di nomine che riguardavano i due noti giornalisti Gian Luigi Paragone e Franco Bechis, la ragione della sua decisione di non approvare queste nomine è che esse riguardano giornalisti esterni all’azienda. Mentre egli sostiene che i massimi livelli dirigenziali della sua compagnia siano di competenza solo di personale interno. Questa impostazione, che molti hanno lodato in nome dell’autonomia della Rai, è espressione di un corporativismo arcaico che dovrebbe suscitare una condanna generale. Non esiste, nel mondo contemporaneo, una grande impresa seria per la quale viga la regola che solo il personale interno può arrivare alle massime cariche dirigenziali. Un tale principio, infatti, ove sistematicamente applicato, isolerebbe l’impresa dal mercato e la porterebbe a una inevitabile inefficienza. Poiché la Rai è una impresa pubblica, finanziata dal contribuente con il canone, che è una vera e propria imposta, in quanto dovuto da chiunque possegga un apparecchio radio televisivo funzionante a prescindere dal fatto se esso venga utilizzato per ascoltare e vedere i programmi Rai, mi pare evidente che la dichiarazione di Garimberti urti contro i doveri che egli dovrebbe avere, di fronte al contribuente, di assicurare una efficiente gestione dell’impresa. Ma va aggiunto che la sua tesi non ha alcun serio precedente nella storia della RAI. Il dottor Curzi, che ha lanciato la terza rete Rai e ha trasformato il TG 3 in  TeleKabul, non veniva dalla Rai, era un giornalista professionista fazioso, ma estremamente competente, che proveniva dalla stampa comunista. E gli esempi di giornalisti della stampa che sono passati alla Rai o viceversa sono numerosissimi.

Non è facile comprendere come mai si debba stabilire che i giornalisti della carta stampata non possono andare ad assumere cariche in Rai, sulla base della autonomia di questa. Forse che i giornalisti che sono in Rai sono privi di connotazioni politiche? Forse che i giornalisti della carta stampata sono, per loro natura, servili al potere costituito, ossia hanno in sé un marchio di inaffidabilità? Si rende conto la sinistra che ha sostenuto questa tesi di Garimberti quanto essa sia odiosa, antiliberale, mortificante per chi la sostiene? Guarda caso, i due “indegni “ non provengono, come Sandro Curzi dalla stampa “falce e martello”, ma da quella di indirizzo opposto. E quindi la posizione di Garimberti era, né più né meno, una posizione ipocrita.

Secondo lo stesso Garimberti il Tg3 farebbe una informazione oggettiva. Per dare un esempio di quanto ciò sia falso si potrebbe citare il notiziario del Tg3 di giovedì, che dava l’economia italiana in caduta libera, stravolgendo i dati dell’Istat da cui si desumeva che il secondo trimestre non era peggio del primo e ignorando gli altri indicatori, usciti insieme ai dati Istat, che presentavano l’economia italiana come in recupero. Questa è roba da TeleKabul, non oggettiva informazione.

Ma c’è dell’altro, che riguarda il modo ipocrita con cui il Tg3, secondo la tradizione togliattiana, fa le sue cronache. E riguarda le “ronde”. Il telegiornale regionale della Liguria sul tema ha intervistato il sindaco di Imperia che ha dichiarato che le ronde sono da condannare in quanto “fasciste”. Se ci si riferisce ad An come erede del Msi, il riferimento è palesemente fuori luogo, perché per questa corrente politica (confluita nel Pdl) l’ordine pubblico va assicurato dalle forze dello stato. Ed il Ministro della difesa La Russa, che a questa tradizione appartiene, ha mobilitato l’esercito per compiti di ordine pubblico. Ma l’intervistato di Imperia voleva attribuire alle “ronde” una specie di diploma fascista, allo scopo di far supporre che si tratti di “manganellatori”, nemici del popolo. E qui veniamo all’odioso modo come viene presentata la proposta di differenziare i salari fra Nord e Sud, tenendo conto del costo della vita: sono “gabbie salariali”, da condannare perché implicano lo sfruttamento del lavoratore meridionale. Berlusconi che sostiene i salari differenziati sarebbe “succube della Lega Nord”. Ma la tesi della contrattazione periferica decentrata fa parte da molto tempo dei programmi di “Forza Italia”, ora confluita nel Pdl. Si tratta di far aderire di più la contrattazione sindacale alla realtà del mercato. E in che modo Berlusconi sarebbe succube della Lega Nord, visto che ha appena lanciato un programma speciale per il Mezzogiorno? La proposta della Lega Nord di chiedere che i docenti delle scuole medie ed elementari facciano un esame di dialetto, si è presto trasformata in quella di insegnare le tradizioni locali, che è contenuta nel testo di modifica federalista della Costituzione, che reca il nome di “ norme di modifica costituzionale Bossi-Fini” e che fu a suo tempo approvato dal centro destra e poi bocciato dal centro sinistra. E la terza proposta leghista, di inserire i simboli regionali nel tricolore non è stata accolta né dal Pdl né dal governo, perché ciò non è possibile. L’articolo 12 della Costituzione infatti stabilisce che “la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano, verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguali dimensioni”. Di fronte alla nuova iniziativa del governo per il Mezzogiorno, la Lega Nord ha “abbozzato” e si è limitata ad alcune innocue dichiarazioni retoriche di “fede nordista”.
Non si tratta di Berlusconi “succube della Lega Nord “ ma di una necessità della Lega Nord di allinearsi alla politica nazionale del Pdl, cercando di mantenere viva la propria identità, tramite messaggi promozionali, compreso quello delle “ronde”, he a Roma cambiano nome, svolgendo compiti analoghi.

Mi piace, però, chiudere questo articolo ferragostano con Niki Vendola, che ripudia il magistrato che sta indagando sul fango della sua giunta. La cosa (tragi)comica è che l’indagine, secondo Massimo D’Alema, doveva mettere in luce le frivolezze a luci rosse di Silvio Berlusconi. La storica frase fu “ ci sarà una scossa”. Infatti c’è stata. Ma riguarda Vendola, il “puro”.

 

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5 COMMENTS

  1. ma stiamo scherzando?
    Qui bisogna cominciare a capirsi: io ho il forte sospetto che io viva in un’Italia diversa da quella in cui vivono i giornalisti dell’Occidentale. Che il TG3 sia di parte mi sembra più che evidente, ma gli altri TG pubblici e privati e il 99% della stampa sono neutrali ed obbiettivi? Se vogliamo credere alle favole, possiamo credere ad un TG1 e TG2 obbiettivi e indipendenti dai partiti; se, invece, le cose le vogliamo vedere….il discorso cambia! O no?

  2. la sinistra ?
    La sinistra attualmente non e’ rappresentata in parlamento..Perche’ non vi occupate dei disastri che sta operando il centro destra ?
    Abbiamo un capo di governo piu’ interessato a darsi da fare con giovani donne (compreso minorenni) che a governare..
    Debito pubblico alle stelle nonostante tagli dissennati a Scuola, Ricerca, Sanita’.In tutto il mondo si fanno beffe di noi..
    Da pochi giorni Marcello Pera (l’ex. presidente del Senato non un omonimo) ha pubblicato sul suo sito una durissima lettera di accusa (Berlusconi ha espropriato il parlamento…).
    Il centro destra ha fatto una campagna stampa di mesi perche’ un collaboratore di Prodi si era fermato a parlare con un trans (dieci secondi, senza scendere di macchina..).Cosa si dovrebbe fare per Berlusconi con lo stesso metro ? Come minimo arrostirlo su una graticola..
    Sopportiamo ancora qualche mese, anche nel PDL c’e’ chi ha perso la pazienza…

  3. x fede*
    Lei non vive in un’Italia diversa da quella dei giornalisti dell'”Occidentale”. Vive in un’Italia fortunatamente diversa da quella in cui quelli come lei ci avrebbero voluto obbligare a vivere. Lei ammette che il Tg3 è di parte, bontà sua, e infatti io di solito non lo guardo: ora mi spiega perché se le fa tanto schifo lei legge sempre l'”Occidentale” e lo commenta pure? Questa testata non è un servizio pubblico e ha tutto il diritto di esporre le sue opinioni. E’ chi fa servizio pubblico che non deve far passare le proprie opinioni come notizie, cosa che fa, regolarmente, il Tg3.

  4. X Mauro
    “lei vive in un’Italia diversa da quella in cui quelli come lei ci avrebbero voluto obligare a vivere”… mmm…. mi sembra un pò trita questa storia dei comunisti cattivi. Può dirmi esattamente quando è stato tentato il colpo di stato per “costringere” gli italiani a vivere come non volevano?? Il pericolo era l’unione sovietica semmai ma dare degli stalinisti a tutti quelli di sinistra non denota grande apertura mentale. Se posso dire la mia sul TG3, il problema va cercato a monte: bisogna buttare fuori TUTTI i partiti dalla RAI e costituirla come azienda autonoma, fondazione o qualsiasi altra cosa non abbia un CDA eletto dal parlamento, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che se ne approfitterà per fare i comodi propri ma certo questo argomento non verrà messo in agenda da nessun partito perché ormai tutti si sono sistemati più o meno bene. Io il TG3 lo guardo poco ma posso dire che senz’altro fa meno schifo degli altri due. E l’idea che non riesco più a guardare il TG1, il tiggì per antonomasia in italia, perché ormai fa mezzo giornale con gli slogan dei politici e mezzo con le storie di cani abbandonati e gente intervistata con il solo scopo di portarla alle lacrime per fare salire lo share, mi fa in****are come una bestia. Questa è l’Italia in cui vivo, e vorrei che fosse diversa, caro Mauro.

  5. Ringrazio Alessandro
    Ringrazio Alessandro per la risposta a Mauro che rispecchia in toto le mie idee. Voglio solo aggiungere che leggo l’Occidentale perchè spero di vivere ancora in una democrazia e di essere libero di potermi confrontare e criticare, se necessario, chi la pensa diversamente da me. Il pensiero unico è un concetto che proprio non sopporto: nè quando è imposto da regimi di sinistra nè da quelli di destra. E noti, caro Mauro, ho intenzionalmente usato la parola REGIMI.
    Perchè vede, caro Mauro, l’unica cosa che sapete fare è dare del comunista a chiunque la pensi diversamente da voi. E una cosa ve la devo dire da da persona NON COMUNISTA quale io sono sempre stata e sarò (nonostante voi): se abbiamo avuto sessanta anni di DEMOCRAZIA, imperfetta quanto si vuole ma democrazia, lo dobbiamo, anche, alle migliaia di partigiani comunisti che hanno contribuito a liberare l’Italia. Da chi? Da che cosa? lo sapete meglio di me!! Quindi, prima di lanciare anatemi contro i comunisti riflettete due secondi e cercate di ricordare anche quale è stato l’ultimo regime in Italia. E notate una differenza: nessuno, delle persone critiche sull’idee della maggioranza di questo sito (chiaramente di destra)si è mai espresso utilizzando la parola FASCISTA. Che detto sinceramente qualche personaggio, nelle sue esternazioni, se lo sarebbe meritato. E sempre sinceramente, forse per qualcuno potrà essere un complimento, il termine fascista io lo interpreto come fortemente dispregiativo, sicuramente peggio di comunista. In Italia il regime è stato fascista e non comunista: parlate della Russia ma ricordatevi anche del Ventennio fascista! Sempre che vi interessi vivere in uno Stato democratico, chiaramente!
    12 ago 10,56

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