Del Turco arrestato all’alba  e Veltroni è solo “stupito”

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Del Turco arrestato all’alba e Veltroni è solo “stupito”

14 Luglio 2008

Il “pericoloso delinquente”, dirigente di una notoria “associazione sovversiva”  Ottaviano Del Turco è stato finalmente arrestato, all’alba, come si conviene, umiliato con manette, infangato su tutti i media del paese: ladro, ladro, ladro… 

Tutto questo ha dell’incredibile, ma è successo. E’ successo oggi, 14 luglio 2008, non nel 1992. E ancora più incredibile e che sino a tutto il tardo pomeriggio gli unici che si sono indignati per la gogna, per l’oltraggio a Del Turco, sono stati Silvio Berlusconi e Stefania Craxi.

Del Turco non è del centro destra, è uno dei più specchiati dirigenti del centrosinistra. Veltroni però, tace per ore. D’Alema, però, tace. E con loro tacciono Rutelli e Fassino.

Un silenzio eloquente, drammatico: prima di esporsi vogliono controllare, sapere, verificare. Politicamente vili come sono, non hanno ancora imparato alla loro tenera età a indignarsi per la palese violazione delle norme del diritto e dell’etica civile di questo arresto. Non sospettano neanche di essere impegnati in una doverosa solidarietà morale e personale con Del Turco.

Finalmente, alle 17.51, con straordinaria prontezza di riflessi, Veltroni si sveglia. Ma non si sbilancia, fa il pesce in barile: esprime “stupore e amarezza”. Ma, naturalmente, esprime piena fiducia nella magistratura. Non una parola, non una, per l’arresto, così palesemente offensivo, così palesemente immotivato, per le manette al vecchio militante socialista. Non un accenno alla evidente pretestuosità di quell’imputazione di “associazione sovversiva” – che è quella, l’unica, che  permette l’arresto- usata come grimaldello per fare e strafare dai magistrati. Il buon Veltroni è “stupito”. C’è da non crederci.

Del Turco è un galantuomo notorio, è stato ministro delle Finanze, è stato segretario generale della Cgil, è stato l’uomo che ha sfidato – e purtroppo vinto – Bettino Craxi, diventando segretario del Psi in piena Mani Pulite. Ma di questo i vertici del Pd si fanno un baffo. Fanno manovrine, fanno gli opportunisti, temono l’ira di Di Pietro.

Naturalmente, della biografia rispettabile e pubblica di Del Turco, ai magistrati di Pescara  non importa  nulla – anzi,! – e calpestano il codice. Nulla, nulla li autorizza a sostenere che vi è una delle condizioni per l’arresto: non il pericolo di fuga, non la reiterazione del reato, non l’inquinamento delle prove.  La prima condizione è esclusa dalla limpida e alta biografia di Del Turco, le seconde, sono evitabili con un avviso di garanzia e pochi, semplici, atti investigativi. Ma per loro l’importante è stabilire l’imperio del loro comando e –inpuniti- lo esercitano.

L’arresto di Ottaviano del Turco  è l’ennesimo, orrendo schiaffo alla democrazia formale e sostanziale da parte di una magistratura ormai fuori controllo. E’ un arresto mediatico, in funzione dei giornali, attuato con le più odiose e persecutorie modalità della peggiore stagione forcaiola di questo paese.

Di Pietro esulta. Veltroni e D’Alema tacciono. O si “stupiscono”. Un nuovo, terribile sintomo dell’agonia culturale e morale della sinistra italiana.