Home News Diciamoci la verità: il “reset” fra Usa e Russia non è mai decollato

Un dialogo infruttuoso

Diciamoci la verità: il “reset” fra Usa e Russia non è mai decollato

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La nuova strategia Statunitense di "reset politics”, che avrebbe dovuto resettare appunto le relazioni tra due stati (Usa-Russia), avanza con troppi tentennamenti e si scontra con problemi di carattere politico che ne impedisce il decollo completo. Dopo un ventennio di relazioni estremamente travagliate tra Mosca e Washington, che vide i suoi minimi storici nell'agosto del 2008 a seguito dell'intervento militare Russo in Georgia, il Presidente Obama ha tentato di rompere con il passato e di recuperare il tempo perduto. Obama ha cercato di superare tutte le difficoltà accumulate con la formula molto sbrigativa e semplificata del "reset" che ha destato subito un certo scetticismo tra gli addetti ai lavori.

Questa politica doveva mirare alla normalizzazione dei rapporti bilaterali tra le due superpotenze nucleari. Il presunto miglioramento doveva servire come stimolo sostanzialmente per due o tre questioni vitali, tra cui rinegoziare lo "START" (trattato per la riduzione di armi strategiche) e assistere l'anomala economia Russa ad entrare nella WTO (l’organizzazione mondiale del commercio). L'entrata nel WTO è una meta molto ambita dai russi che tentano di coronare il "sogno" da più di quindici anni senza esito. Anche se lo "START" è stato già rinegoziato ed è entrato in vigore nel febbraio del 2011, rivelandosi comunque un percorso estremamente difficile da concordare e pieno di ostacoli politici che hanno più volte rischiato di farlo saltare del tutto.

Seguendo il processo da vicino si scopre che uno degli ostacoli più significativi per cui il “reset politics" fatica a decollare è legato alla questione Georgiana. Ufficialmente gli Usa, insieme ai paesi membri della NATO, Ue e l'Onu (tranne la Russia, Venezuela e Nauru) riconoscono l'integrità territoriale della Georgia venendo così in netto contrasto con la posizione Russa. Questo tipo di contrapposizione politica è ben noto a tutti, ma di recente, alti funzionari del dipartimento di stato americano e della Casa Bianca (Michael Mcfaul) ammettono apertamente che il tema della Georgia non è solo una divergenza di vedute ma anche il punto di confronto politico attivamente dibattuto tra i due paesi.

Tornando alla questione del WTO, ricordiamo che per entrare a far parte dell'organizzazione mondiale del commercio, il paese aspirante deve prima risolvere ogni contenzioso economico-doganale con ciascuno dei paesi membri (se tali divergenze esistono) e rendere le proprie frontiere trasparenti e adeguate agli standard internazionali. Il diplomatico Usa riferisce che la Russia chiese di includere la Georgia (in quanto membro dell'organizzazione) nel pacchetto del negoziato Usa-Russia per l'adesione alla WTO, tentando così di evitare la trattativa diretta con il governo di Tbilisi. Sempre secondo Mcfaul, Washington rifiutò tale approccio invitando Mosca a sedersi al tavolo dei negoziati con i georgiani e a risolvere tutti i contenziosi direttamente con loro. Anche se teoricamente gli Usa sarebbero in grado di influenzare la politica Georgiana, evitano di fare qualsiasi tentativo di persuasione e lasciano il governo russo a faccia a faccia con Tbilisi. Qui la situazione si complica ulteriormente, poiché la Russia, a differenza del resto del mondo, non riconosce l’integrità territoriale della Georgia e ciò rende in pratica impensabile la possibilità di accordarsi sulle questioni doganali. 
E’ difficile sapere a che gioco gioca veramente Washington, ma nonostante tutto sembra che riesca tuttora a rassicurare il governo georgiano che nulla verrebbe deciso o concordato con la Russia sacrificando la Georgia e i suoi interessi nazionali.

La questione georgiana si rivela uno dei punti chiavi per cui la "reset politics" fatica a portare dei frutti sperati e rimane il principale ostacolo tra i due. I problemi non riguardano certo solo il WTO ma anche la cooperazione nell’ambito militare. Gli Usa insieme ai paesi dell’Europa Occidentale vorrebbero vedere la Russia più in sintonia con l’Alleanza Atlantica ma tutto ciò è pressoché impossibile sempre per la questione georgiana. Gli Stati Uniti e la grandissima maggioranza dei paesi membri della NATO appoggiano attivamente l’adesione della Georgia nella NATO innescando così ulteriori re-azioni da parte del governo russo. La verità è che finché tra questi due giganti esistono dei contenziosi geo-politici sui quali nessuno dei due è disposto a cedere (almeno per ora) la Reset Politics è destinata a una morte prematura.
 

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