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Dietro lo scontro sul G8 c’è l’ostilità di Bertinotti per De Gennaro

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 L’ipocrisia italiana è fantastica, stupenda, deliziosa. Si dice G8 e si intende De Gennaro. Sì, proprio così: Rifondazione Comunista e soprattutto Fausto Bertinotti, non avevano affatto intenzione di usare una commissione parlamentare d’inchiesta sul G8 di Genova solo per fare propaganda, sputtanare poliziotti e permettere a Heidi Giuliani di continuare a raccontarsi una falsa verità su suo figlio. No, la volevano –e la vogliono- per portare a termine una insidiosa manovra politica: distruggere Gianni De Gennaro, la sua carriera e soprattutto la rete immensa di relazioni che un centrosinistra demente gli ha permesso di costruire (e che un centrodestra distratto, incredibilmente, non contrasta).

 A tutti è evidente una verità tanto banale, quanto ovvia: se ci furono –e ci furono- comportamenti deviati e “cileni”- delle forze di polizia in quei giorni a Genova, non in piazza, ma dopo, vedi Caserma Diaz, la responsabilità non fu affatto del ministro Claudio Scajola, giunto al dicastero degli Interni poche settimane prima, ma del capo della polizia De Gennaro, dei suoi uomini più vicini, delle sue indicazioni politiche, straordinariamente simili, peraltro, a quelle applicate pochi mesi prima a Napoli, contro l’estrema sinistra, con simile ferocia.

 Per uno dei tanti paradossi della politica italiana, mentre Claudio Scajola, un po’ per senso dello stato, un po’ per una certa dose di ingenuità politica, dava una piena copertura istituzionale non solo alle forze di polizia, ma anche e specificamente a De Gennaro, la sinistra riformista faceva il suo solito doppio gioco –fare finta di stare con le forze dell’ordine e intanto soffiare sul fuoco della loro piena delegittimazione- mentre la sinistra radicale sparava a tutto spiano contro le forze dell’ordine e decideva di “farla pagare” al responsabile: De Gennaro appunto.

 Questo è stato il senso della candidatura di Heidi Giuliani, questo il senso della proposta di una Commissione d’Inchiesta. Il lavoro della magistratura genovese, infatti, ha un limite invalicabile: può perseguire le eventuali responsabilità penali dei singoli, ma non ha gli strumenti per una individuazione delle vere responsabilità politiche e operative dei vertici della polizia.

Responsabilità evidenti, perché non è possibile che episodi come quello della Diaz siano iniziativa di soli quadri intermedi.

 La disistima, e addirittura l’astio di Rifondazione –e personale di Bertinotti- nei confronti di Gianni De Gennaro hanno già giocato un ruolo fondamentale nella sostituzione dei vertici dei Servizi disposta dal governo Prodi. De Gennaro è stato bloccato in prima persona –si è dovuto “accontentare” della funzione di Capo di Gabinetto degli Interni- e lo straripare dei suoi fedeli alla guida del Sismi e del Sisde è stata parzialmente contenuta. Ma a Bertinotti non basta, anche se De Gennaro e i suoi fedeli continuano a fargli degli straordinari e indebiti favori, dando disposizioni incredibili e pericolosissime circa l’osservazione dei settori più pericolosi dell’area contigua all’eversione. Il Sisde, ad esempio, non può più disporre di infiltrazioni nei centri sociali o in circoli sospetti di frequentazione anche di terroristi, se non su disposizione personale e diretta del direttore stesso del Servizio. I dirigenti locali non hanno più alcun margine di iniziativa in questa fondamentale area di controllo e i tempi e la farraginosità burocratica del meccanismo di accentramento imposto ne depotenziano gli effetti.

 La Commissione d’Inchiesta su Gianni De Gennaro, dunque, esce, per il momento, di scena. Ma non è detto che non venga riproposta e che non vi siano tentativi di portarla all’esame dell’aula in qualche modo.

 De Gennaro è sempre al vertice delle nostre Forze di Sicurezza ed è giovane, molto giovane.

 Lo scontro continua. Parlando d’altro, s’intende, come nelle migliori spy story.

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3 COMMENTS

  1. C’è voluto poco a capire,(
    C’è voluto poco a capire,( che il titolo: Dietro lo scontro sul G8 c’è l’ostilità di Bertinotti
    per De Gennaro,) che chi ha scritto quell’articolo, non’ è altro che uno sporco fazioso che ha lo scopo solo di mentire. Tutta
    L’Italia a vissuto quel giorno di guerra a Genova,
    indimenticabile le scene repressive tipo Cileno
    degli anni settanta, perpetrate dalle forze del=
    lordine del Governo Berlusconi.
    Smettetela di infangare il nome del ragazzo ammazzato barbaramente.
    Fu messo molto in risalto all’epoca dei fatti,
    la scena che ritraeva Carlo Giugliani, con l’esti=
    ntore in mano. Ma pensate davvero che quei conte=
    nitori, crescono per le vie di Genova come i fun=
    ghi? Perchè non dite alla gente la vera provenien=
    za? Perchè non raccontate alla gente, a quale for=
    ze dell’ordine era appartenuto quell’istintore?
    Questo è il mio commento, avrei potuto essere
    molto più duro, mi basta così.
    Saluti da Santino D’Astofo

  2. SISMI E SISDE SPIANO IRANIANI E CENTRI SOCIALI
    Ma caro Panella chi te l’ha detto a te che il SISMI/Sisde non può più disporre di infiltrazioni nei centri sociali?

    Se hai tempo e voglia leggiti come SISMI e SISDE spiano in Italia le società controllate dal Governo Iraniano e i centri sociali. Sin’oggi (e fino a quando non sarà oscurato) sarà ancora possibile farlo sul sito:

    http://piemonte.indymedia.org/article/3566

    E’ pubblicata una lettera riservata inviata al presidente della Repubblica e ai 2 Direttori dei Servizi di intelligence (Sismi e Sisde) da uno 007 che si chiama Altana Pietro. Nella missiva si fa cenno ad incarichi (per conto del SISMI) relativi ad attività di intelligence contro i Centri Sociali e tutte le società controllate dal governo Iraniano in Italia (l’agente del Sismi fa il nome delle società NISCO, IRASCO, IRITEC, IRISA, TEEN TRANSPORT, IRAN AIR, etc etc).

    buona lettura

    Hamid

  3. US investigation on iranians society in Genoa
    News from the Indymedia portal at the link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/6178
    “U.S. investigation in Genoa “Violated the embargo on Iran”

    Thursday, October 29th, 2009 in Genoa, the financial police searched the offices of an Iranian-Italian company specialized in the import-export: it was the crucial step taken on an international letter rogatory in the United States. The suspicion is that, through a system of “triangulation” of trade between countries, unrelated to any “black list” have been violated restrictions imposed after the UN Security Council resolutions on particular types of industrial supplies to Iran. Not fully understood the terms of engagement with the Iranian company based in Genoa, where, however, were acquired documents to be sent to the USA.

    Site Indymedia has discovered that years ago the Italian military secret service spied many Iranian society – all controlled by the Iranian government – with operational base in Genoa. The site publishes some confidential SISMI’s documents where he reveals the names of some secret agents: Altana Pietro and Renato Raso.

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