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Dopo l’uccisione di Rezaei al Mossad avranno poco tempo per le vacanze

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Sta lasciando immaginabili strascichi l'uccisione dello scienziato nucleare Daryoush Rezaei, freddato lo scorso 23 luglio a Teheran da due uomini a bordo di una motocicletta. Non solo nel Paese di Khamenei ed Ahmadinejad, che già lamenta la dipartita innaturale di parecchi esperti della materia, ma soprattutto tra le fila dell'Intelligence israeliana, additata come protagonista di quest'operazione estiva. Dal " no comment" rituale del ministro della Difesa Ehud Barak si è passati a un'indiscrezione riportata dalla testata tedesca Der Spiegel, secondo la quale proprio un commando del Mossad sarebbe autore del drammatico quanto efficace blitz in terra persiana.

Una fonte anonima, che Gerusalemme avrà gran voglia d'individuare, ha sibilato infatti all'autorevole quotidiano che quella contro Rezaei è stata "la prima missione del celebre servizio segreto da quando è guidato da Tamir Pardo". Il tutto dopo che gli Stati Uniti, scontatamente accusati dal regime dell'Iran, si erano chiamati fuori negando ogni responsabilità sulla sparatoria mortale. Il timore della vecchia guardia dell'agenzia spionistica chiamata in causa è la nascita di un altro tormentone, dopo le polemiche seguite all'affaire Dubai (l'eliminazione del dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabhouh in un prestigioso hotel dell'Emirato, come si ricorderà, portò perfino a una crisi diplomatica ad ampio raggio).

La sensazione di alcuni osservatori attenti alle più riservate vicissitudini dello Stato Ebraico è che Pardo, come naturale, non abbia ancora il pieno governo di una struttura tanto capace quanto difficile da gestire. L'uscita del suo predecessore Meir Dagan, col contorno di discussioni annesse, anche in merito ai differenti approcci alla questione iraniana, è stata forse troppo rumorosa per le abitudini della ditta, a detrimento di una compattezza storicamente necessaria.

A margine di questa ultima avventura, che fornirà notizie ancora per parecchio tempo, continua serrato il dibattito tra forze armate, 007 e autorità politiche sull'opportunità o meno di un attacco militare contro gli impianti nucleari di Teheran. Gli uomini dell'aviazione, in particolare, starebbero spingendo per accelerare i movimenti e non concedere respiro a un nemico che è sempre pericoloso sottovalutare.

Il premier Netanyahu, come tutti i governanti del globo in quest'agosto che sembra un autunno caldo, avrà poco tempo per abbronzarsi.

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