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Doveva andare in pensione il nuovo capo dei servizi segreti di Zap.

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Dopo quasi mezzo secolo di onorata vita militare, arrivando a raggiungere il più alto grado nell'esercito spagnolo, il generale Felix Sanz Roldan pensava solo a godersi la meritata pensione in famiglia  e al nuovo cane da portare a spasso come un comune mortale distante dal potere. Mai si sarebbe aspettato, dopo la brusca caduta di Alberto Saiz, troppo disinvolto con vacanze e amicizie, che al premier Zapatero saltasse per la testa, giusto il luglio scorso,  di chiamare proprio lui alla direzione del Centro Nacional de Inteligencia. Da bravo soldato, senza nemmeno bisogno d'indossare divisa e onorificenze, ha risposto alla profferta con un solenne "obbedisco" e si è messo al lavoro  pancia a terra, per nulla spaventato dal difficile compito di ricostruire i servizi segreti di Spagna.

Con la personalità cartesiana che i migliori conoscenti gli riconoscono, secondo la maggioranza degli osservatori il suo lavoro sta già producendo buoni effetti, per la soddisfazione dell'esecutivo, soprattutto per quanto attiene l'organizzazione, l'apertura alla società dell'agenzia e i rapporti con gli altri 007. Sanz è entrato subito nei meccanismi delle spie di Madrid, parecchio sotto stress a causa dei postumi della precedente gestione, unendo carisma, prudenza e studio dettagliato di ogni dossier. I punti di riferimento governativi del generale sono la "zarina" Maria Teresa Fernandez de la Vega e Alfredo Perez Rubacalba, con cui tiene contatti quotidiani. Meno facili i rapporti col titolare della Difesa Carme Chacon, che aveva altre idee, deluse dalla scelta finale di Zapatero,  per l' importante poltrona, postazione di controllo su tutti i movimenti del regno di Juan Carlos.

Un diplomatico esperto porta ogni giorno il mattinale a Sanz Roldan, soffermandosi sulle questioni spinose e più complesse, mentre a un militare di stretta fiducia è stato affidato il compito di sovrintendere le questioni inerenti al funzionamento interno del Centro. Elena Sanchez è invece la numero 2 a tutti gli effetti, un vero e proprio vicario, essenziale per la macchina. Il capo del CNI guarda anche alla strategia di lungo periodo e ha creato all' uopo un gruppo di lavoro (Special Studies) che prova a prevedere gli impegni, e i guai, futuri del Paese e, come la Francia, ha dato via libera alla nascita d'una sorta di Master d'Intelligence, per una formazione completa degli aspiranti agenti.

Le spine sono rappresentate specialmente  dalla riduzione dei fondi stanziati per i Servizi, mangiati in parte dalla crisi economica, e dai connazionali che restano prigionieri dei predoni in Mauritania e nella zona dell' Oceano Indiano, con annesse preoccupazione per le loro vite e i danari persi nel corso delle truffaldine trattative per il rilascio. Mentre Sanz Roldan prova a sciogliere questi nodi, Alberto Saiz, forse tra una battuta di pesca d' altura e l' altra, aspetta ancora che il governo gli affidi il nuovo incarico promessogli in cambio dell'addio silenzioso.

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