Duro colpo ai servizi segreti francesi e altre pillole d’intelligence

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Duro colpo ai servizi segreti francesi e altre pillole d’intelligence

15 Novembre 2011

La Francia resta inquieta, e Nicolas Sarkozy, tutto preso dalle benedizioni ai nuovi scenari italici, teme attacchi speculativi, abbassamenti di rating e, last but not least, la consueta caterva di guai che continua a piovere sui servizi segreti. Nei giorni scorsi, su questo fronte delicato, si è messo a menare duro il Consiglio Costituzionale  d’Oltralpe con una decisione che, prendendo spunto dalla richiesta dei familiari delle vittime dell’ attentato di Karachi, rischia di limitare l’ operato della DGSE e di tutti gli uffici che lavorano per la sicurezza nazionale. Dal primo dicembre, salvo provvidenziali interventi governativi dell’ultim’ora, i magistrati avranno facoltà di cercare documenti, effettuare perquisizioni e chiedere lumi su materie potenzialmente nevralgiche per gli interessi del Paese. In queste ore, nei palazzi delle spie il clima oscilla tra l’inquietudine e il fastidio, con richieste pressanti al potere politico per mettere almeno una toppa a una situazione che rischia di dare il via a una serie infinita di "ricerche show", con speculazioni mediatiche annesse.

L’Eliseo, che ha bisogno come il pane di 007 efficienti e senza troppi guinzagli al collo (a meno che non siano " di casa"), deve ora estrarre un asso dalla manica per rimediare alla sentenza di Palais Royal, con gli esperti in materia del partito socialista che, guardando alle imminenti elezioni presidenziali, non sembrano davvero disposti a concedere facili sconti o scorciatoie, visto che i maggiori impicci di questi anni riguardano personaggi di area post gollista.

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Il Commissario Montalbano di Camilleri la definirebbe  "un’ altra ammazzatina a Dubai". Parliamo della sospetta eliminazione dell’iraniano Ahmed Rezaie, 31 anni,  figlio dell’ex capo della Guardia rivoluzionaria Mohsen, trovato defunto in una stanza del Gloria Hotel dell’Emirato. Le cause del decesso, oltre che il luogo, ricordano da vicino quelle riscontrate nel caso di Mahmoud al-Mabhouh, alto papavero di Hamas stroncato il 19 gennaio 2010. Per quell’assassinio, come noto, fu incolpato il Mossad, ed in seguito scoppiò il famoso "affaire passaporti".

Il giovane Rezaie, secondo fonti israeliane, in contatto con lui per via della vicenda dell’aviatore Ron Arad, scomparso nel 1986, non aveva particolari problemi di salute e sarebbe caduto su ordine diretto dell’Ayatollah Khamenei, deciso a punirlo per via dei ripetuti e manifesti intenti dissidenti. 

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Omar Suleiman, l’eminenza grigia del regime egiziano del deposto Hosni Mubarak, torna in pista a dispetto di chi lo credeva destinato a un futuro di guai e galere. Il principe ereditario dell’Arabia Saudita Nayef bin Abdul Aziz lo ha nominato proprio consigliere per la sicurezza. Vista la lotta interna che procede senza sosta a Riad, non è escluso che il vecchio dominus dell’ Intelligence mediorientale possa giocare un ruolo interessante in un possibile prossimo assestamento delle stazioni di comando del Paese. Washington e Gerusalemme, forti d’un solido rapporto con Suleiman, vigilano attente.

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