Home News E’ finito il tempo dei pontieri e delle colombe. Noi vogliamo le elezioni!

Nessuna trattativa con i pugnalatori

E’ finito il tempo dei pontieri e delle colombe. Noi vogliamo le elezioni!

9
68

La situazione è chiara. Drammaticamente chiara. E’ in atto un attacco senza precedenti, violento, concentrico, ultimativo verso il Presidente del Consiglio, un attacco alla democratica scelta degli elettori, ripetutamente confermata negli ultimi due anni. Due anni di colpi violenti, legittimati dalla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, atto tendenzialmente ed evidentemente eversivo per il quale nessuno, anche sul colle più alto di Roma, si è stracciato le vesti.

Anni nei quali le magistrature di mezz’Italia, una dopo l’altra, in sincronia perfetta, hanno schizzato fango sul Presidente del Consiglio e il suo inner circle, santificando assassini di bambini e trattando le puttane come oracoli (ovviamente, per essere chiari, preferisco colui che le tratta per quello che sono, cioè puttane), fino ad accusare perfino il più grande contribuente d’Italia di evasione fiscale(!?).
Poi qualcuno ha ordinato il colpo finale: con sempre maggior frequenza il Corriere della Sera (che fortunatamente di endorsement non ne ha mai azzeccato uno) ha cominciato, da un lato a fare il verso a Repubblica e ai peggior settimanali di gossip, dall’altro a dare mandato ai suoi editorialisti “indipendenti” di attaccare il governo e il Presidente del Consiglio.

Contemporaneamente, come in ogni battaglia finale che si rispetti, sono comparsi i traditori, i pugnalatori, viscidi e frustrati, coloro che Berlusconi sdoganò dalle fogne, dove la sinistra, la stessa di ora, li voleva riporre. Oggi sono diventati gli opliti dell’antiberlusconismo, mandati in prima linea dalla sinistra e dai poteri che vogliono Berlusconi morto (dicono solo politicamente), compagni di merende dei magistrati, vezzeggiati dai giornali e venerati dalle TV.

Già la televisione, dove i rappresentanti del PdL sono da settimane sbeffeggiati ed irrisi da conduttori ormai padroni del servizio pubblico e da scribacchini a pagamento. La TV, dove fioccano le orazioni civili (sic!) antiberlusconiane di modesti pennivendoli con la scorta, novelli oracoli tra i soliti clown e buffoni da Oscar.

Tutto all’interno di una commistione istituzionale perversa e senza precedenti.

Non c’è più alcun dubbio (mai avuti!), si è deciso di far fare a Berlusconi la fine di Craxi, morto in esilio, al quale furono perfino rifiutate le cure. I mandanti sono gli stessi, ma in questo caso si sbagliano di grosso: Berlusconi non si arrenderà così facilmente, nonostante le colombe e i pontieri, ci sono gli elettori a vigilare.

E per questo che, approvata la legge di stabilità, non resta che tornare alle urne dove ciascuno si dovrà prendere le proprie responsabilità. Se ciò non venisse concesso, non resta che pretenderlo, imporlo, farlo chiedere dalla piazza fin dove sarà necessario. Se poi questo si vuole chiamare guerra civile…
 

  •  
  •  

9 COMMENTS

  1. Ma ha sempre fatto ridere la
    Ma ha sempre fatto ridere la puntuale offerta di Berlusconi ad ogni nuovo presidente di confindustria di chissà cosa,(vieni al mio posto e battute così),anche se,regolarmente, questa lobby finisce per trafficare sempre con i suoi nemici.D’altra parte basta vedere i suoi giornali o quelli dei grandi gruppi.Dopo aver mancato gravemente di leadership,ora Berlusconi sembra deciso.Speriamo continui,visti i negativi precedenti non c’è da giurarci.Si renderà conto che in ballo c’è qualcosa di molto più importante del suo governo.C’è da decidere se l’Italia è un normale paese democratico,in cui l’ultima parola sono sempre gli elettori a dirla,o la solita italietta dei poteri opachi che degli elettori se ne strafregano.E se si va a nuove elezioni e vince,che lo faccia su di un programma di riforme radicali.Non sono d’accordo sulla solita storia delle manifestazioni.A chi fa un golpe fregano nulla,(Casini è arrivato a dire:Speriamo che non ci siano sommosse!).Dare le dimissioni da parlamentari sarebbe molto più semplice e più efficace.Anzi,basterebbe minacciarle,vorrei vedere cosa farebbe Napolitano.Se passasse il ribaltone-golpe,la colpa sarebbe del centrodestra,gli altri farebbero solo una cosa molto sporca che da loro non meraviglia.

  2. Elezioni
    ELEZIONI, ELEZIONI, ELEZIONI!!!! Se il centro destra perderà poco importa. Meglio la chiarezza che questa situazione. La vera preoccupazione è che se il centro destra (PdL e Lega) vince (e si vincerà) ci aspettano altri anni di scandalucci, malignità, veleni e fini polli che cascano nella rete delle sirene. Il problema che qui c’è odio ad persomam e questo si placa solo con la sconfitta senza condizioni del nemico. Il problema del centro sinistra? è che l’Italia, il mio amato paese, sede di Roma antica, dei Papi, del Rinascimento e di tutto quello che l’Occidendente ha portato di buono nel mondo non è il paese che vorrebbero e che vogliono cambiare. Se Berlusconi sarà costretto alla sconfitta senza condizioni, bhe, morto un Papa se ne fa un altro!…e il Papa non è mai progressista!!!

  3. ELEZIONI
    Bravo Milton. Analisi lucida e fedele della realtà delle cose sotto li occhi di tutti. VOGLIAMO LE ELEZIONI. Solo così potremo tollerare Ronchi (se sarà rieletto) seduto accanto a di pietro e Fini accanto a Bersani a prenedere per i fondelli gli Italiani (l’uno, i cui sodali hanno assunto puttane e fannulloni a josa in tutte le amministrazioni rosse e l’altro, sudicio traditore di chi l’ha eletto).

  4. Attacchi dall’apparato di controllo e sfruttamento unito
    Le conventicole che si raggrumano intorno ai comunisti (ex- neo- para- catto- filo- cripto- fazio- fascio- ecc.) considerano avversari politici soltanto quelli che pèrdono, gli avversari vincenti sono criminali e mali assoluti. Chi li vota e li sostiene prezzolato e minus habens, indegno e inadeguato al voto.

  5. Concordo in pieno con Vanni
    Concordo in pieno con Vanni ed aggiungo che della rivoluzione liberale promessaci ne abbiamo vista davvero poca ma che spetta agli elettori e non ai circoli radical finaziar giudiziar chic decidere da chi farsi governare.

  6. caro Milton, ha ragione,
    caro Milton, ha ragione, come sempre … ma pur essendo una convinta e fedele elettrice di centro-dx, nonché armatissima di senso del dovere civico, questa volta tanta voglia di andare a votare non ce l’ho … costa troppo, in termini di fiducia (appunto civica), tempo (opportunità per il paese), denaro (bè qui ogni commento è superfluo!) … non so davvero cosa pensare, vincere le elezioni non serve a niente in un paese dove i poteri forti risiedono fuori (e dietro) il parlamento …

  7. Finalmente
    Il problema è che la situazione è chiara da mesi e c’è qualcuno, vedi Ferrara e il Foglio, che fa ancora finta di non capire cosa sta succedendo. Comunque, bentornato all’Occidentale, meglio tardi che mai.

  8. Andiamo a votare, soprattutto ora.
    Nicoletta, è proprio questo il momento di fare muro. Anni fa, quanto sta succedendo in questi giorni era la regola. Non c’era modo, allora, di esercitare sui politici alcuna vera pressione, se non in occasione delle elezioni. Ma anche in quei frangenti, il sistema elettorale proporzionale ed il diffuso consociativismo tra i partiti (ed ancor prima la minaccia rossa) non consentivano di cambiare le cose. Il Paese era completamente bloccato mentre i governi venivano fatti e disfatti a piacere. Allora, una porcata come quella di fini sarebbe tranquillamente passata sopra le nostre teste e ciascuno di noi sarebbe stato spettatore impotente dello scempio. Oggi è tutto diverso. Certo, non sono rose e fiori, ma il fatto stesso che io e lei e mille altri possiamo fare sentire la nostra voce e leggere di mille altre voci assonanti vale oro. Mi creda, dall’altra parte ci leggono e sanno che c’è un fronte ed è compatto. Ma soprattutto, sanno (o dovrebbero sapere, ma qualcuno ancora non l’ha capito, tipo Bersani) che la gente non è più quella che frequentava le case del popolo o le parrocchie e non è più possibile darle da bere tutto. E’ per questo che l’attuale coacervo politico ne avrà ancora per poco. Ma è proprio per questo che dobbiamo continuare a stare in contatto e, soprattutto, andare a votare per dare realtà al nostro esercito virtuale.

  9. Una valanga di voti, invece.
    Nicoletta 17/11/10 17:53 gentilissima! Perdoni le mie semplificazioni provocatorie. Convinta, fedele al centro dx e armatissima di senso civico, dunque non andrà forse a votare. Potrà così risparmiare in fiducia tempo e denaro. Vincere non serve a nulla, meglio perdere.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here