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Parole di disordine naturale

E’ la paura costruita ad arte del domani che pesa di più sul calo delle nascite

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Perché della paura mondiale di perdere privilegi devono fare le spese i bambini? Forse questo mondo è così impaurito per la perdita di ogni significato, che non riesce a comprendere l’idea di speranza che è la nascita di un figlio, anzi di tanti figli, come vorrebbe il nostro codice genetico. Alla paura per la desertificazione del mondo, alcuni rispondono chiedendo la desertificazione dei figli: sia non facendoli più, che rendendoli degli oggetti fatti su misura. E non mancano esempi.

Il fondatore della CNN Ted Turner chiede che la politica del figlio unico che vige in Cina sia esportata anche all’occidente: secondo lui troppi figli significano troppo inquinamento, e conseguente surriscaldamento globale. E alla conferenza sul clima a Cancun l’Economista Brian O’Neill propone una simile politica denatalista per lo stesso fine. Da anni sentiamo il solito ritornello: “Il mondo sta per esplodere”, “L’Italia si sta desertificando”, “Le Alpi scompaiono”, mostrando iceberg a zonzo per gli oceani, e pesci tropicali nel mediterraneo (magari arrivati al seguito di una petroliera). Ritornello che finisce con lo slogan: “Per salvare il mondo non fate più figli!”. Al terrorismo di alcuni, altri fanno seguire una conclusione che non c’entra niente: “Non fate più figli!” (voi che ormai non siete più cittadini ma servi utili al benessere di pochi). “Non fate più figli!” (voi popoli in via di sviluppo che ben ci guardiamo dall’aiutare, ma dobbiamo ridurre di numero e pretese). Non c’entra niente, ma quanto la dice lunga su dove “il dente duole”, cioè lo scandalo che la nascita di un figlio è per la cultura che afferma che la vita non ha senso!

E pur di continuare con lo slogan prediletto, si oscura la realtà dei fatti, anche se il Daily Mail proprio il 5 dicembre riporta che ormai la temperatura negli ultimi 15 anni è praticamente invariata. Ma smascherati e imperterriti gli stessi hanno cambiato ritornello. Già, invece della sabbia arrivano le piogge e quindi tutti a urlare: “Arriva un clima 'monsonico' !” (prescindendo dal fatto che i monsoni sono forti venti e che qui non se ne vede traccia; ma se vanno a Trieste forse riescono a far passare la Bora per un vento asiatico). Ma siccome nessuno credeva neppure a questo, e siccome è inverno e arriva la neve eccoli che alcuni gridano: “Una nuova era glaciale!” e comunque sempre lo stesso slogan: “non fate più figli!”.

Non dicono più neanche che il clima alterato è colpa dell’uomo, dato che non è carino parlare del fatto che la rossa (e ricca) Cina sia tra i Paesi che più inquinano, e perché ormai l’odiato Bush non c’è più… Ma tutto fa brodo per diffondere ansia e angosce. Surriscaldamento e congelamento: un tempo si chiamavano “estate” e “inverno”; ora che pensiamo di aver un bottone pronto per ogni nostro desiderio, non accettiamo più il sudore ad agosto e di prendere l’ombrello a novembre: non è nostro diritto inalienabile aver sempre bel tempo? E così arriva ad agosto l’allarme deserto totale e a dicembre l’allarme era glaciale.

Nel suo libro “Bufale apocalittiche, le catastrofi annunciate (e mai attuate) del terzo millennio” (Ed. Ponte alle Grazie), Andrea Kerbaker dedica solo poche righe al surriscaldamento globale, ma molto efficaci: “Ad ascoltare i media in questi tempi, ci sono almeno altre due catastrofi che incombono: il riscaldamento globale, che porta dritto dritto alla fine del mondo, e la crisi economica, come nel ’29, anzi no: ben peggio…” E il libro è interessante perché dall’Aviaria, alla Mucca Pazza, alla febbre H1N1, al millennium bug racconta tutti i disastri apocalittici annunciati e che si sono trasformati in bolle di sapone.

Tragedie annunciate, paure amplificate  dilagano sui giornali: ci danno un nodo alla gola, fanno saltare i prezzi, impazzire i mercati, generano rabbia e paura. E fanno diminuire la fiducia nel domani, la speranza, la certezza che il mondo è posto all’interno di un disegno buono; a spese dei più poveri, dei figli dei più poveri, popoli o singoli. Tutto questo sta un passo dietro al dibattito bioetico, e lo condiziona, tanto che parlare dei temi di fine-vita o droga o aborto è zoppo se non si risolve questo background di disperazione generale: come intravedere una soluzione positiva e piena di speranza se la speranza (e i figli che ne sono il simbolo da sempre) si sta rarefacendo?

 

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1 COMMENT

  1. 1-“Turner dice che la
    1-“Turner dice che la politica del figlio unico della Cina potrebbe essere esportata in Occidente.” Non so se si tratti di stupidita’ o di malafede: l’Occidente ha gia’ una tendenza demografica negativa; gli unici ad avere molti figli sono gli immigrati islamici e cio’ comincia a causare problemi.
    2- Penso che la causa principale della bassissima natalita’ tra gli Europei non sia la paura di catastrofi varie, ma la mancanza di un lavoro sicuro, il costo di un figlio, da mantenere fino alla fine degli studi, e il fatto che le donne ora si sposino molto tardi, o non si sposino affatto (prima devono laurearsi, trovare un lavoro soddisfacente ecc.)

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