E’ sempre un piacere confrontarsi con le analisi politiche di Concita
04 Novembre 2008
“Comunque vada, col voto si chiude oggi l’era dei Bush” Dice Concita De Gregorio sull’Unità (4 novembre) L’alta scuola di banalità veltroniane prepara bene a prendere posizioni così pregnanti sul fatto che un presidente non eleggibile dopo il secondo mandato, “comunque” non sarà rieletto
“Se non sarà radicale, allungherà solo la lunga sofferenza dell’unilateralismo americano” Dice Toni Negri sul Manifesto (4 novembre) Il rivoluzionario padovano sogna che Obama come un Chavez qualsiasi, lo chiami a consigliarlo. E, poi, dicono che il pastisse non fa male
“Voi sapete che questo giornale ha aderito alla campagna per il boicottaggio del 4 novembre” Dice Pietro Sansonetti su Liberazione (4 novembre) Poi si passerà a una dura lotta contro il 6 gennaio, il 22 marzo, il 15 agosto. Come fa quel mascalzone di Guzzanti a dire che di calendari si occupa solo la Carfagna?
“La voglia di studiare, di imparare un mestiere, di prendersi le proprie responsabilità nella costruzione di un futuro comune” Dice Dacia Maraini sul Corriere della Sera (4 novembre) Quei fantastici slogan studenteschi così “responsabili”: non vogliamo pagare noi la crisi (sottointeso: se la paghino gli idraulici e gli operai). Oppure quello: le università le paghino gli evasori (come se uno che si fa pagare l’università dal droghiere sotto casa invece che dal papà benestante non agisse di fatto da evasore)
