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Economia, Eurispes: quasi metà delle famiglie italiane non arriva a fine mese

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“Povera Italia!”. Quello che fino a poco tempo fa era solo un detto o un modo di dire, oggi sembra una triste realtà. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2017 pubblicato da Eurispes secondo cui circa un italiano su quattro dice di sentirsi povero. E non è certo una semplice percezione o la classica lagna pessimistica, bensì una situazione generata da cause diverse, tra le quali spiccano in modo particolare la perdita del lavoro (76,7%), una separazione o un divorzio (50,6%), una malattia propria o di un familiare (39,4%), ma anche la dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%) o la perdita di un componente della famiglia (38%).

In sostanza, pare che voucher e divorzio breve, introdotti da Renzi & Co., non abbiano sortito effetti positivi. Anzi. Alla luce dei dati contenuti nel Rapporto, il 48,3% delle famiglie – quasi la metà – oggi non riesce ad arrivare alla fine del mese, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto all'anno scorso. Per questo, sempre più nuclei familiari sono costretti ad attingere ai proprio risparmi. Ecco perché solo in una casa su quattro si è in grado di mettere qualcosa da parte. Non solo. Per far fronte alla morsa della crisi, che dunque è tutt’altro che superata, molte famiglie sono costrette a tagliare addirittura le spese mediche.

Ma il prezzo più alto lo pagano, come al solito, i più giovani. Sostenere il costo dell’affitto o il mutuo inizia a pesare? Allora, per andare avanti c’è chi decide di tornare indietro. Molti infatti hanno detto di aver preferito tornare a vivere a casa di mamma e papà (13,8%) o dei suoceri, oppure ricorrere, in ogni caso, al loro sostegno economico (32,6%) e al loro aiuto per la cura dei figli, al fine di evitare di sostenere costi di asili nido e baby sitter. “Questa situazione – ha spiegato il presidente di Eurispes Gian Maria Fara – è frutto della mancanza di un progetto per il futuro che possa vedere tutti collaborare nell’interesse generale del Paese”.

“L’Italia ha registrato un continuo declino – sottolinea Fara – rispetto alle posizioni degli altri Paesi dell’Eurozona sul fronte dell’istruzione, della ricerca e innovazione, mentre il fronte delle imprese è caratterizzato da un alto livello di indebitamento con il sistema bancario”. In più, il quadro Eurispes mette in guardia da alcune tendenze che “stanno producendo effetti devastanti sul sistema politico e istituzionale”: impoverimento del ceto medio, blocco della mobilità sociale, mancata crescita e redistribuzione della ricchezza. Insomma, un vero bollettino di guerra, un "grido di dolore" che la politica dovrebbe ascoltare, ma che al momento, questo governo e quello che l'ha preceduto, a quanto pare, hanno preferito ignorare.

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1 COMMENT

  1. Eurspes:quasi metà delle famiglie italiane non arriva a fine me
    Se veramente in Italia ci fosse circa il 50% di famiglie che non arrivano alla fine del mese significherebbe che anche una buona parte della classe media ne sarebbe fortemente coinvolta, e allora come si spiegherebbe che negli ultimi due-tre anni le vendite di automobili sono costantemente in forte ascesa anche rispetto ad alcuni altri paesi dell’Europa. Chi compra tutte queste auto, la classe operaia ed i ricconi magnati? Poi il 48,6% di famiglie vorrebbe dire che il paese avrebbe almeno il 70% della popolazione semi affamata, ma allora la disoccupazione non sarebbe sull’11% come lo è ora, ma piuttosto verso il 25-30%, e penso che la gente invaderebbe ogni giorno le vie delle città manifestando violentemente. Questi dati statistici mi fanno ricordare quando la sinistra negli anni furenti, pur di attaccare i governi di Berlusconi, blateravano alla TV che a fine mese alle famiglie mancavano i soldi per comprare il latte ai neonati e/o bambini.
    Il problema vero per il nostro paese è l’abnorme debito pubblico che non si potrà mai ridurre a causa dell’altrettanta sproporzionata spesa pubblica simile ad un colabrodo, e la politica ha terrore metterci le mani, ne abbiamo avuta una reale prova a cominciare dai tempi di Monti quando da allora, e negli anni successivi, si sono succeduti vari “esperti” perchè tagliassero gli sprechi, ma quando poi è arrivato il momento di tagliare la politica ha tagliato… gli esperti, come ha fatto, buon ultimo, lo stesso Renzi.

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