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L'analisi

Elezioni municipali in Francia: l’inatteso ritorno della quadriglia bipolare

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Montage panoramique effectué à partir de 15 photographies de taille 3008 x 2000. Appareil : Nikon D50 Objectif : SIGMA 28-200mm DG MACRO Réglages : Vitesse : 1/2000 Ouverture : f/6.3 Sensiilité : 200 ISO Focale : 28mm (équiv. 42mm) Balance des blancs : ensoleillement

Riassunto delle puntate precedenti. Il 15 marzo scorso in Francia, a crisi sanitaria annunziata, si sono svolte le elezioni municipali: un turno importante per numero dei consigli comunali da rinnovare e ancor più per il rango delle città coinvolte; tra le altre Parigi, Lione, Bordeaux, Marsiglia.

Con la pandemia alle porte l’astensione volò a livelli record e all’indomani del voto la vita politica francese fu congelata. Poiché queste consultazioni sono regolate da un sistema a doppio turno (differente da quello che in Italia si adotta per l’elezione dei sindaci perché non passano solo i due più votati ma tutti i candidati che hanno superato il barrare), le elezioni sono rimaste come sospese: una parentesi aperta e non chiusa. La pandemia francese, dunque, si è politicamente caratterizzata per una strana atmosfera di  attesa alimentata dalla rilevanza della posta in palio, dalla curiosità di comprendere l’effettivo stato di salute dei partiti e infine – non da ultimo – dal fatto che queste elezioni si situano quasi a metà del cinquennato del Presidente Macron: insomma sono nella sostanza delle elezioni di middle term.

Dopo grandi titubanze e la paura di ripetere la “frittata” del primo turno per una ripresa improvvisa dei contagi, la data del secondo turno è stata stabilita: si voterà il prossimo 28 giugno. Il primo problema è comprendere come possa coniugarsi una campagna elettorale con il distanziamento sociale posto come condizione dal Consiglio Scientifico per autorizzare lo svolgimento della consultazione: niente comizi, riunioni, giri per mercati, aperitivi e quant’altro. La campagna elettorale fondamentalmente correrà sul filo del telefono, sfrutterà la fibra della rete, dilaterà l’importanza del mezzo televisivo. Sarà, in ogni caso,  il primo esempio di campagna elettorale “a distanza”.

Qualcuno ha dubitato della “sostanza” democratica di una consultazione sottoposta a tali vincoli. Ma il fatto che si stia parlando di un secondo turno contribuisce a svilire molto questi dubbi. Nella realtà delle cose, infatti, in Francia il tempo successivo al primo turno non è mai stato caratterizzato da meeting, comizi e quant’altro. E’ un tempo di lenta sedimentazione, occupato molto dal gioco di ricerca delle alleanze. Perché dalla scelta di un candidato giunto nelle posizioni di rincalzo – ma con un risultato che gli consente comunque il passaggio in finale -, di ritirarsi o di confermare la candidatura -, può passare la vittoria o la sconfitta di uno degli attori principali. Inoltre, c’è da considerare che tra il primo e il secondo turno trascorrono di norma due settimane. In questo caso il tempo si è più che raddoppiato e ciò, per quanto concerne la conoscenza delle posizioni in campo, rappresenta certamente un vantaggio per la scelta consapevole degli elettori.

A dispetto di tutte queste perplessità, i risultati elettorali potrebbero avere un’importanza straordinaria per l’evoluzione del sistema politico francese. Innanzi tutto c’è la sfida di Parigi il cui primo turno ha rappresentato una sorta di rivincita dei partiti classici della V Repubblica: Repubblicani e Socialisti, i grandi sconfitti delle ultime presidenziali. Il sindaco uscente, la socialista Hidalgo, è giunta in testa, tallonata da Rachida Dati, ex ministra dell’epoca Sarkozy e sindaco uscente del 7° arrondissement parigino. Più distanziata Agnés Buzyn, candidata del partito del Presidente (En Marche) che poco prima aveva abbandonato la poltrona di Ministro della Sanità e, a chiudere il quadro, va anche segnalata la discreta performance del candidato ecologista Villani.

Un assordante silenzio prolungatosi per tutta la fase della pandemia, ha fatto a lungo pensare a un possibile ritiro della Buzyn (circostanza che, secondo i sondaggi, avrebbe avvantaggiato la candidata della destra) ma alcuni giorni fa questa ipotesi è stata smentita: l’ex-ministra di Macron sarà regolarmente schierata ai nastri di partenza del secondo turno. La circostanza crea un’altra e differente incertezza: che indicazione darà ai suoi elettori Villani che pareva orientato a sostenere la Hidalgo e che oggi si trova invece sospeso tra l’appoggio alla sindaco uscente e quello alla candidata della maggioranza presidenziale?

Se a Parigi Macron non ride a Lione addirittura piange. Lì, infatti, il suo alleato fidato, l’ex-sindaco Collomb – un vero e proprio simbolo per la città – ha stretto un’alleanza esplicita con la destra nel tentativo di sbarrare la strada al candidato ecologista, giunto nettamente in testa al primo turno. I “macroniani” sono stati così costretti a prendere le distanze e a denunziare apertamente la scelta di Collomb.

Si potrebbe andare avanti con la descrizione di altri casi specifici. In generale, però, allargando l’obiettivo, questo secondo turno sembra riproporre alcuni elementi di una fotografia così sbiadita che sembrava essere ormai relegata nell’album dei ricordi: quella di una Quinta Repubblica governata da una sorta di quadriglia bipolare con a destra gollisti e giscardiani, a sinistra socialisti e comunisti e un’estrema destra sostanzialmente fuori dai giochi .

Oggi non ci sono più giscardiani e comunisti; al loro posto macroniani ed ecologisti (e non è la stessa cosa) e l’estrema destra non può certo essere considerata marginale come un tempo (risultato controverso: molti sindaci uscenti confermati al primo turno, delusione cocente a Marsiglia). Se si analizzano i risultati del primo turno si scopre che spesso la quadriglia c’è, il bipolarismo meno. Allargando lo sguardo al ballo delle alleanze che sta andando in scena, però, qualcosa del tempo che fu sembra essere tornato. Ancor più, il tentativo di En Marche – il partito di Macron – di federare tutti quelli che avrebbero voluto definitivamente mandare in soffitta quell’album dei ricordi sembra incontri impreviste difficoltà; i risultati del 28 giugno potrebbero decretarne il fallimento.

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