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Energia e diga, un decennio di no

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Dall’opera multimiliardaria alle decine di milioni di euro per la costruzione dei loculi cimiteriali. Si trova di tutto, in Puglia, se si scava tra le opere bloccate, a rilento, in attesa di fondi o di autorizzazioni. L’opera più rilevante dal punto di vista degli investimenti è la linea ad Alta capacità ferroviaria Bari-Foggia-Napoli, quella che permetterà l’innesto sull'Alta velocità. Il cantiere non è chiuso, i lavori sono in corso proprio nella parte pugliese tra Orsara e Bovino: ma l’investimento complessivo dell'opera, secondo la stima dell'Ance, si aggira intorno agli 8 miliardi dì euro e a oggi sono stati stati garantiti solo 1,5 miliardi di euro. I restanti 6,5 dovrebbero arrivare dal Piano per il Sud. Se per l'Alta capacità il problema sono i fondi, per il rigassificatore di Brindisi sono le autorizzazioni. Dopo 10 anni la Brindisi Lng (British gas) attende ancora il via libera dalle amministrazioni locali (tutte contrarie) dopo l’ok governativo. E così restano congelati i 500 milioni di investimento e i posti di lavoro conseguenti: 400 nel primo anno di costruzio­ne del terminale, 800 nel secondo, 1.100 nel terzo, 800 nel quarto che diventeranno 400 nella fase di esercizio dell’impianto.

Simili, ma già proiettati nel contenzioso, i motivi del  blocco della strada Maglie-Leuca, circa 300 milioni di investimento: la gara è stata sospesa a seguito dei vari ricorsi ed è in atto una battaglia giudiziaria che vede coinvolti Regione, ministero e vari enti locali. Più unica che rara, invece, la causa della calma piatta sulla Diga di Piano dei Limiti: quando i soldi c’erano (118 milioni stanziati dal governo, più una ventina dagli enti locali) Puglia e Molise non riuscirono a mettersi d’accordo per utilizzarli. Adesso che sono molti di meno (tagliati a 20 con un costo salito a 200), tutti vorrebbero la nuova diga su un territorio di 517 ettari, 224 del Molise e 293 della provincia di Foggia. In stand-by restano anche i circa 300 milioni di euro per miglioramenti ambientali (copertura carbonile) legati alla centrale Enel di Brindisi (da stimare), gli investimenti Eni a Taranto e a Brindisi per 1,4 miliardi di euro per il periodo 2011-2014 per mancanza di autorizzazioni, così come la Piastra logistica di Taranto (200 milioni). Poi c’è il nodo ferroviario di Bari, che attende ancora lo stanziamento delle risorse del Piano per il Sud. Di importo minore, ma ugualmente in attesa del via libera, il 2° lotto della tangenziale Sud di Taranto (per un contenzioso dell’impresa aggiudicataria) del valore di circa 20 milioni (50 operai) e il project financing di costruzione e gestione dei loculi cimiteriali di Foggia (circa 25 milioni di euro) bloccato per problematiche connesse a lungaggini burocratiche per la stipula della convenzione con il Comune (operai coinvolti circa 100).

“La carenza di investimenti, unita all’interruzione dei finanziamenti in diverse opere pubbliche e agli ostacoli nella spesa dei fondi programmati − spiega Salvatore Matarrese, presidente Ance Puglia − non consente al comparto delle costruzioni, che in Puglia rappresenta il 10% del Pil regionale, di risollevarsi dalla crisi; ad oggi purtroppo, non si registrano ancora concreti segnali di ripresa: il 2010 è stato il terzo anno consecutivo di contrazione del valore della produzione che, tra il 2007 e il 2010, è sceso da 11,122 a 8,779 miliardi di euro, meno 21%. Le opere pubbliche segnano il passo; nei primi quattro mesi del 2011, infatti, con 449 bandi di gara e una spesa di 417 milioni, si è registrata una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2010 dell'8,6% in termini numerici e del 40,7% in termini di valore. È inammissibile che programmi infrastrutturali, approvati nel 2004, molti dei quali deliberati dal Cipe, non siano ancora stari attuati”.

(Tratto dal Corriere del Mezzogiorno Economia)

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