“Falso, astuto, sleale e viscido”. Chissà di chi parla la Finocchiaro?

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“Falso, astuto, sleale e viscido”. Chissà di chi parla la Finocchiaro?

21 Novembre 2008

 “Penso che sia un uomo falso, astuto, sleale e viscido” Dice Anna Finocchiaro al Corriere della Sera (21 novembre) Con un identikit così è difficile capire di quale esponente del Pd la Finocchiaro stia parlando

“Rivendico la linearità del nostro comportamento sulla vicenda della Vigilanza” Dice Walter Veltroni alla Repubblica (21 novembre) Ma quando ci si caga addosso, il problema non è che la cacchina sia caduta giù bella dritta

“Riflettere su un concetto antico come ‘disciplina di partito’” Dice Chiara Geloni su Europa (21 novembre) Senza scordare tutti gli ammennicoli che ben si legano all’antico concetto: dal culto del capo (duretto quando si ha come leader Veltroni), al saluto con il pugno chiuso fino agli insulti contro i traditori della classe operaia, i pidocchi nella criniera di un nobile destriero. Senza scordarsi le picozze per i casi estremi 

“Da questo punto la Cgil è il nemico perfetto” Dice Edmondo Berselli sull’Espresso (21 novembre) Berselli è in depressione da collasso del prodismo e abborraccia analisi sballate come quella del governo che si è scelto la Cgil come nemico perfetto. Certo che se Berlusconi l’avesse fatto, sarebbe una scelta oculata: dove trovare un nemico che non sa se firmare o non firmare, scioperare o non scioperare, fare il leader responsabile o il Capanna 2008. Se hai un nemico che si spara sul piede ogni volta che estrae la pistola, dovresti tenertelo caro