Nominati i componenti dell'autority

Fatta l’Agenzia per il nucleare ora tocca a quella per energia elettrica e gas

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Il Governo, raccolti i pareri del Parlamento, ha deliberato la nomina dei cinque membri dell’Autorità per la Sicurezza Nucleare. Ora manca solo la firma di Napolitano per formalizzare la costituzione del collegio che sarà guidato da Umberto Veronesi e composto dai professori in Impianti nucleari Marco Ricotti e Maurizio Cumo, designati dal Ministro dello sviluppo economico, e dai giuristi Stefano Dambruoso e Stefano Laporta, designati dal Ministro dell’ambiente.

Perché l’autorità acquisti piena operatività serve stabilire la sua sede. Roma è la candidata naturale, ma sono state proposte anche Milano, Genova e Torino. Con lo stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che fisserà la dimora dell’agenzia, saranno decisi i compensi dei componenti dell’Agenzia. L’autorità è già dotata di uno Statuto, approvato la scorsa estate; manca, invece, il regolamento di organizzazione e funzionamento interni, da approvarsi con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri e la nomina del direttore generale, uno dei primi atti che verranno emanati dal collegio in via di costituzione. Umberto Veronesi, intanto, ha già annunciato a breve la convocazione di una prima riunione del vertice.

Nei prossimi giorni verranno discusse le nomine dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. L’authority è chiamata a svolgere importanti funzioni di impulso anche nel processo di ritorno al nucleare. Su sua proposta, infatti, saranno disciplinati gli sconti in bolletta di cui beneficeranno le popolazioni interessate dalla localizzazione di impianti nucleari. Sarà l’autorità a vigilare sulla realizzazione e l’esercizio del Parco Tecnologico della Sogin e a determinare le tariffe che gli operatori corrisponderanno per il conferimento del materiale radioattivo al Deposito nazionale.

Il governo ha designato presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Pierpaolo Bortoni, ingegnere elettrico con una pluridecennale esperienza nel settore: prima al CESI, poi all’Autorità per l’energia elettrica e dal 2009 al Ministero dello sviluppo economico. Il collegio, se le designazioni avranno l’approvazione dei due terzi delle commissioni parlamentari competenti, sarà poi costituito da Luigi Carbone, Rocco Colicchio, Valeria Termini e Alberto Biancardi. La commissione attività produttive si riunirà martedì alle 14 per l’esame delle candidature e l’audizione del presidente in pectore (mercoledì sarà la volta degli altri componenti). Lo stesso giorno, alle 20,15, la commissione industria del Senato è convocata per discutere le proposte di nomina.

Il settore energetico attende da troppo tempo la ricomposizione del collegio e la prorogatio decisa dal Consiglio di Stato, che ha scongiurato il totale arresto dell’attività regolatoria, scade a metà febbraio. Sono trascorsi due mesi dalle prime nomine e il timore di una paralisi del settore provocata dall’incapacità della politica di trovare un accordo ha suscitato un dibattito, aperto dal segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini sulle colonne di Terra, in merito all’opportunità di ripensare il sistema di designazione delle nomine e di sottrarle ai giochi di palazzo. Per ora, i veti incrociati della politica che hanno tagliato trasversalmente maggioranza e opposizioni e che hanno fatto naufragare la designazione di Catricalà alla presidenza dell’autorità, sembrano esser stati superati. Ne rimane un triste segno della fragilità dell’indipendenza delle autorità amministrative indipendenti.

 

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1 COMMENT

  1. Creare il ministero dell’energia e…
    sopprimere il ministero dell’ambiente–

    Nel seguente collegamento le ragioni per cui dovremo comprare gli EPR 1.6 dei francesi.– http://www.nytimes.com/interactive/2010/05/02/weekinreview/02marsh.html?ref=gl

    La scoperta…
    dell’acqua calda–

    C’è chi si ritira sull’Aventino (lo struzzo democratico che mette la testa nella sabbia) e chi (fascista) grida al Paese la necessità del ritorno al nucleare.–
    Il lettore avveduto vada a leggere la tabella Euro per kWh di Eurostat e si chieda perché l’Italia non comunica più i dati, lasciando pertanto scoperte le caselle degli anni 2008, 2009 e 2010.–
    La follia della spesa per fotovoltaico ed eolico ne sono la causa ed anche i responsabili governativi si sono ritirati sull’Aventino, a dar man forte ai predicatori dell’unità del Paese dopo averlo portato al collasso con le loro assurde pretese della loro politica energetica.–
    Governo? Se ci sei batti un colpo!–

    Renzo Riva– renzoslabar@yahoo.it
    PLI F-VG–
    Energia e Ambiente–

    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&init=1&language=en&pcode=tsier040&plugin=0

    2008, 2009 e 2010 Eurostat non riporta dati per l’Italia

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