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Finanziaria: i conti non tornano, si va verso la Fiducia

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Da ieri la Finanziaria  si trova all’esame dell’Aula della Camera. Dove con ogni probabilità verrà posta la Fiducia,  già autorizzata all'inizio della sessione di bilancio, per accelerare i tempi in vista dell’esame a Montecitorio. La manovra dovrebbe infatti tornare  al Senato per la terza lettura pochi giorni prima di Natale ed essere approvata definitivamente  entro fine anno. Non senza nuove modifiche. Secondo rumors di palazzo, si starebbe infatti pensando a uno o più maxiemendamenti  nei quali far sparire in maniera soft (per evitare lo strappo con la Camera già visto in seguito alla riforma sul welfare)  alcune misure approvate in Commissione Bilancio.

Un alleggerimento necessario per due motivi.  Il primo: Prodi e Padoa Schioppa devono pur sempre fare i conti con quella “finanziaria leggera” promessa appena tre mesi fa. Il 24 settembre il ministro dell’Economia aveva assicurato che la manovra sarebbe stata “leggera, trasparente e leggibile”. Nel corso del suo iter parlamentare però la Manovra è decisamente lievitata. Gli articoli erano 97 ma nel tempo sono passati a 151 (Senato) e con l’ultimo esame in Commissione Bilancio alla Camera sono diventati 213 per una spesa di oltre 800 milioni di euro in più. Anche se per l'opposizione il calcolo è decisamente più pesante: circa 2 miliardi. Tra commi aggiuntivi e articoli bis, ter e quater gli articoli sono più del doppio di quelli inizialmente previsti. Alla faccia della Finanziaria leggera. Neppure di  trasparenza e leggibilità è facile parlare, considerato che se verrà posta la Fiducia tutti questi emendamenti verranno racchiusi in quel necessario maxiemendamento che ai più risulterà poco comprensibile.

Intanto, il dibattito prosegue, come anche  l’ondata di scioperi. A volte piuttosto curiosi. E’ di pochi minuti fa per esempio, la notizia che è a rischio la pausa caffe: i gestori delle macchinette di distribuzione automatica di alimenti e bevande(circa 2 milioni) associati a Confida (Associazione italiana distribuzione automatica) incroceranno infatti le braccia nel periodo natalizio per protestare contro l'emendamento della Finanziaria 2008, che impone “l'introduzione di una costosa e inappropriata tecnologia di memorizzazione su supporto elettronico, per rilevare le transazioni giornaliere nelle macchine distributrici”.

Il secondo motivo per il quale la Manovra dovrebbe subire un ritocco è scontato quanto il primo: mancano i soldi. La verifica è ancora in corso, certo, ma alcune norme sono scoperte, tanto che si parla di un buco pari a un miliardo di euro. Ecco perché Il Governo, nonostante il record di entrate fiscali nei primi dieci mesi dell’anno (+8%) si potrebbe vedere costretto a eliminare alcune misure. Peccato  che ancora una volta, giusto per restare in tema di trasparenza, appaia quanto mai difficile individuare molte delle norme-causa dello scoperto perché la valanga di emendamenti  ostacola  un’analisi seria delle coperture. Un esempio su tutti, di cui poco si è sentito parlare, il capitoletto a favore delle vittime del terrorismo. Giustissima nel merito per carità, ma quale l’onere? Quale impatto avrà sui conti e in quali termini si prevede la copertura? Nessuno lo dice. Anche se il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi assicura che non saranno toccate norme come l'abolizione dei ticket ambulatoriali o quella per l'equiparazione fra vittime della mafia e del terrorismo: “Se devo scegliere di far saltare qualcosa, fra queste e la misura per le società di calcio, preferisco quest'ultima”, ha detto.

E’appeso al filo della copertura anche il nodo sulla rottamazione degli elettrodomestici mentre si parla di un problema tecnico per quanto riguarda l'ingresso in Finanziaria della rottamazione auto: la misura potrebbe essere considerata inammissibile perché l'emendamento non è stato presentato e “trattato” in commissione Bilancio.<%2Fp>

Intanto, la manovra è passata da 11 miliardi (questa la spesa prevista quando venne presentata in Consiglio dei Ministri) a 12,9 e dopo il passaggio in Commissione è sbarcata in Aula alla Camera con una previsione di spesa pari a 13,7 miliardi.

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