Finanziaria: i conti non tornano, si va verso la Fiducia

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Finanziaria: i conti non tornano, si va verso la Fiducia

11 Dicembre 2007

Da ieri la Finanziaria  si trova all’esame dell’Aula della Camera.
Dove con ogni probabilità verrà posta la Fiducia,  già autorizzata all’inizio della sessione di
bilancio, per accelerare i tempi in vista dell’esame a Montecitorio. La manovra
dovrebbe infatti tornare  al Senato per
la terza lettura pochi giorni prima di Natale ed essere approvata
definitivamente  entro fine anno. Non
senza nuove modifiche. Secondo rumors di palazzo, si starebbe infatti pensando
a uno o più maxiemendamenti  nei quali
far sparire in maniera soft (per evitare lo strappo con la Camera già visto in
seguito alla riforma sul welfare)  alcune
misure approvate in Commissione Bilancio.

Un alleggerimento necessario per due motivi.  Il primo: Prodi e Padoa Schioppa devono pur
sempre fare i conti con quella “finanziaria leggera” promessa appena tre mesi
fa. Il 24 settembre il ministro dell’Economia aveva assicurato che la manovra
sarebbe stata “leggera, trasparente e leggibile”.
Nel corso del suo iter parlamentare però la Manovra è decisamente lievitata.
Gli articoli erano 97 ma nel tempo sono passati a 151 (Senato) e con l’ultimo
esame in Commissione Bilancio alla Camera sono diventati 213 per una spesa di
oltre 800 milioni di euro in più. Anche se per l’opposizione il calcolo è
decisamente più pesante: circa 2 miliardi. Tra commi aggiuntivi e articoli bis,
ter e quater gli articoli sono più del doppio di quelli inizialmente previsti. Alla
faccia della Finanziaria leggera. Neppure di  trasparenza e leggibilità è facile parlare,
considerato che se verrà posta la Fiducia tutti questi emendamenti verranno racchiusi
in quel necessario maxiemendamento che ai più risulterà poco comprensibile.

Intanto, il dibattito prosegue, come anche  l’ondata di scioperi. A volte piuttosto
curiosi. E’ di pochi minuti fa per esempio, la notizia che è a rischio la pausa
caffe: i gestori delle macchinette di distribuzione automatica di alimenti e
bevande(circa 2 milioni) associati a Confida (Associazione italiana
distribuzione automatica) incroceranno infatti le braccia nel periodo natalizio
per protestare contro l’emendamento della Finanziaria 2008, che impone “l’introduzione
di una costosa e inappropriata tecnologia di memorizzazione su supporto
elettronico, per rilevare le transazioni giornaliere nelle macchine
distributrici”.

Il secondo motivo per il quale la Manovra dovrebbe subire un
ritocco è scontato quanto il primo: mancano i soldi. La verifica è ancora in
corso, certo, ma alcune norme sono scoperte, tanto che si parla di un buco pari
a un miliardo di euro. Ecco perché Il Governo, nonostante il record di entrate
fiscali nei primi dieci mesi dell’anno (+8%) si potrebbe vedere costretto a
eliminare alcune misure. Peccato  che
ancora una volta, giusto per restare in tema di trasparenza, appaia quanto mai difficile
individuare molte delle norme-causa dello scoperto perché la valanga di emendamenti
 ostacola  un’analisi seria delle coperture. Un esempio
su tutti, di cui poco si è sentito parlare, il capitoletto a favore delle
vittime del terrorismo. Giustissima nel merito per carità, ma quale l’onere?
Quale impatto avrà sui conti e in quali termini si prevede la copertura?
Nessuno lo dice. Anche se il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi assicura
che non saranno toccate norme come l’abolizione dei ticket ambulatoriali o
quella per l’equiparazione fra vittime della mafia e del terrorismo: “Se devo
scegliere di far saltare qualcosa, fra queste e la misura per le società di
calcio, preferisco quest’ultima”, ha detto.

E’appeso al filo della copertura anche il nodo sulla rottamazione
degli elettrodomestici mentre si parla di un problema tecnico per quanto
riguarda l’ingresso in Finanziaria della rottamazione auto: la misura potrebbe
essere considerata inammissibile perché l’emendamento non è stato presentato e “trattato”
in commissione Bilancio.<%2Fp>

Intanto, la manovra è passata da 11 miliardi (questa la
spesa prevista quando venne presentata in Consiglio dei Ministri) a 12,9 e dopo
il passaggio in Commissione è sbarcata in Aula alla Camera con una previsione
di spesa pari a 13,7 miliardi.