Finanziaria, l’emendamento sui ticket ruba i soldi al Sud
08 Novembre 2007
Il nuovo emendamento che punta a coprire il buco causato dall’abolizione dei ticket sanitari non convince il centrodestra. Anzi, per dirla con le parole del capogruppo di An in commissione bilancio a palazzo Madama, Mario Baldassarri (An) il provvedimento appena illustrato “è peggio di quello precedente”.
I lavori in Aula al Senato sull’esame della Finanziaria sono ripresi da dove erano stati interrotti ieri sera: il nodo sulla copertura della cancellazione dei ticket per la diagnostica e la specialistica che costa 830 milioni circa.
Dopo l’allarme della Ragioneria dello Stato che aveva indicato un deficit di 294 milioni nel 2008 come conseguenza della soppressione del provvedimento, la discussione stamani è partita con toni più mesti.
La tabella consegnata in Parlamento ieri ha avuto infatti l’effetto dirompente di una bomba cluster: opposizione in fibrillazione grazie all’avvallo dei tecnici di via XX Settembre sui conti, maggioranza in ritirata con tanto di “ammissione di colpevolezza” da parte del presidente della commissione Bilancio e discussione in Aula sospesa.
Di certo c’è che la relazione della Ragioneria dello Stato deve aver fatto tremare le gambe al ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Che appena tre giorni fa aveva rassicurato gli italiani con queste parole: “Le voci sollevate in questi giorni in merito a presunte non coperture, in particolare per quanto riguarda la sospensione nel 2008 dei ticket sanitari, sono favole, strumentali e poco responsabili”. Intervenendo in aula al Senato il capo del Tesoro aveva precisato che “tutte le iniziative della manovra hanno copertura finanziaria, come previsto dalla Costituzione”.
Non poteva immaginare, il sei novembre, che a distanza di sole 24 ore sarebbe arrivata la smentita del ragioniere generale Mario Canzio (che non a caso aveva evitato di apporre la firma sul provvedimento originario).
Così stamani il presidente della commissione Bilancio, Enrico Morando (Ulivo), ha illustrato la soluzione individuata dalla commissione (su cui era stata raggiunta un’intesa ieri sera con la Ragioneria generale dello stato). Saranno adottati alcuni emendamenti tecnici suggeriti dalla Ragioneria mentre per la copertura di 92 milioni di maggior deficit si farà ricorso ad un taglio delle spese dei Ministeri, si era detto ieri.
“Il nuovo emendamento è una farsa”, tuona Baldassarri, secondo cui il Governo fa finta di tagliare gli acquisti di beni e servizi e di ridurre i fondi del ministero dell’Economia mentre abbassa radicalmente i soldi a disposizione del Mezzogiorno.”Riducono i fondi al Sud (che tra le altre cose rientrano negli interventi europei) e come nulla fosse nella Finanziaria spalmano risorse cercando di dare un contentino a tutte le anime della maggioranza”.
Sebbene per due volte, la maggioranza avesse rischiato grosso – si trattava di due emendamenti della coppia della sinistra radicale Turigliatto-Rossi, uno sull’esenzione totale dell’Ici per i possessori della prima casa l’altro sulla destinazione ai comuni delle risorse provenienti dalla lotta all’evasione – il problema maggiore era arrivato proprio in seguito allo scontro tra la maggioranza e la ragioneria generale dello Stato.
La giornata di ieri è emblematica della situazione e mette in evidenza il pasticcio compiuto da questa maggioranza, dice l’ex viceministro dell’economia Giuseppe Vegas, secondo cui “Il fatto che il presidente della commissione Bilancio Morando abbia definito ‘reali’ i dubbi sulla copertura del provvedimento e il presidente Marini abbia deciso di abbreviare la seduta e rinviare la discussione in commissione significa che il Governo si è reso conto dello scoperto”.
