Finanziaria, Prodi molla il Welfare e cede al ricatto dei comunisti

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Finanziaria, Prodi molla il Welfare e cede al ricatto dei comunisti

29 Settembre 2007

La Finanziaria 2008 prevede interventi per 11,5 miliardi di euro. Per i quali il governo non avrebbe mai potuto ottenere un via libera senza dare un contentino alla sinistra radicale. E’ stato infatti rinviato il provvedimento che dovrà recepire il protocollo sul Welfare: di pensioni, ammortizzatori sociali e lavoro se ne parlerà nel Consiglio dei Ministri fissato per il 12 ottobre.

Lo slittamento della discussione consente alla maggioranza di portare in Cdm un documento forte dell’esito del referendum dei lavoratori (che si terrà tra l’8 e il 10 ottobre) e soprattutto apre la strada alle modifiche che la sinistra radicale potrebbe apportare al testo. In particolare sul capitolo lavoro, considerato che a  Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica non sono mai andate giù le misure introdotte dal Protocollo su contratti a termine e sullo staff leasing (previsto dalla Biagi).

Del resto, anche l’intento di questi giorni di cercare una sintesi fra le diverse proposte, come aveva cercato di fare Prodi, era sostanzialmente naufragato confermando così le distanze politiche fra le diverse anime della coalizione. Così ieri, a dover fare un passo indietro, in nome dell’approvazione della Finanziaria, è stato il ministro Damiano. La mossa di Prodi e Tps ha fatto contenti ovviamente Giordano & C. ma ha agitato le acque sul fronte sindacale e mandato su tutte le furie Lamberto Dini. “Noi liberaldemocratici non vorremmo che sia il preludio a un annacquamento se non addirittura l