Francia, la Royal non si arrende e pensa a come prendersi la rivincita

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Francia, la Royal non si arrende e pensa a come prendersi la rivincita

17 Settembre 2009

“Tocca alla Direzione attuale del Partito Socialista punire coloro che hanno rubato voti…”, dice Segolène Royal, sconfitta da Martine Aubry (la dura e pura sindaco di Lille, figlia di Jacques Delors), al Congresso socialista dello scorso novembre. E ha preannunciato una “dichiarazione solenne”, minacciando anche denunce penali. “Il Partito socialista non è un’area di non-diritto. Rubare un voto in un’associazione, in un partito, in una società, è un delitto penale. Nessuno capirebbe l’impunibilità di coloro che hanno coperto queste frodi; sarebbero capaci di ricominciare!”. E ancora: “Ogni elettore del Partito Socialista ha diritto a denunciare l’affare in sede giudiziaria…”. Ma chi sarebbero i mandanti o i protettori dei ladri di voti? “Una manciata di elefanti” (leggi vecchi notabili) del Partito: quindi non Martine Aubry, anche se sotto accusa è in particolare proprio la federazione di Lille.

Tutto è nato dalla pubblicazione di un libro sui brogli congressuali, Hold-uPS, arnaques et trahisons. Ma c’è chi dice che anche i supporters della Royal non siano stati proprio delle mammolette… D’altro canto Ségolène sembra abbastanza isolata in questa denuncia. E’ in minoranza in Direzione. La Aubry dice che ha altro da fare; non vuole occuparsi di queste sciocchezze. La maggioranza del Partito sostiene che i rappresentanti della Royal erano negli organi di scrutinio dei voti; se volevano dire qualcosa dovevano farlo: ne hanno avuto tutto il tempo. Gli stessi seguaci di Ségolène la pregano di “…girarsi verso il futuro”, senza piccarsi di ciò che accaduto in passato ed è difficilmente dimostrabile. Ma lei va avanti. Perché? Se lo chiedono in molti.

Negli ambienti socialisti si dice che Ségolène punti all’elettorato e non più al Partito; vuole stare sui media, fare notizia. Obbiettivo: vincere le primarie aperte per la designazione del candidato socialista alle elezioni presidenziali del 2012 e, prima ancora, ottenere la riconferma alla presidenza della regione Poitou-Charente. In effetti la  “dichiarazione solenne”, preannunciata con le fanfare, per il 15 settembre, dalle 5 alle 6 del pomeriggio, accompagnata da una presenza televisiva al TG delle 20, sul primo canale francese, è sembrata alquanto sproporzionata rispetto ai fatti. Di solenne ha avuto ben poco; la Royal ha rinunciato alla via giudiziaria, ma ha chiesto  “la verità” (da accertare come, non è dato sapere); e se brogli non ci sono stati, gli autori del libro devono essere denunciati.

Il Partito Socialista invece ha sfidato gli autori a un dibattito pubblico sui brogli. Segolène la ritiene una scorciatoia inaccettabile: e anche gli autori del pamphlet sembrano respingere la sfida del PS. Gli “elefanti” tacciono: sono sicuri che la bella signora si stia scavando la fossa da sola, come ormai è sua abitudine (pensano, tra l’altro, che non sia stato Sarkozy a vincere le presidenziali del 2007, ma lei a perderle…). Non a caso da un’indagine Ipsos risulterebbe che Ségolène sarebbe  ottava nelle preferenze della sinistra francese, molto dietro a Strauss-Khan, Delanoe e la stessa Aubry. E’ insomma opinione diffusa in Francia che Ségolène stia facendo una sceneggiata, per riprendersi il palcoscenico; e lo fa da bella donna qual è;  facendosi aspettare (la dichiarazione è stata a bella posta ritardata, poi rinviata, poi riannunciata); gestendo la sua immagine, anche fisica; facendo capricci e ripicche. Si direbbe che per Sarkozy Ségolène Royal sia una grande fortuna! Tutto il mondo è paese.