Gas e debiti: se continua così l’Ucraina rischia il fallimento
06 Gennaio 2009
Mentre i due grandi hanno conservato il loro posto, l’unica vittima eccellente della rinnovata crisi politica autunnale fu il presidente del parlamento, Arseniy Yatsenyuk. Dato che il Fondo Monetario Internazionale ha vincolato il maxi prestito di 16,5 miliardi di dollari all’approvazione di una legge finanziaria particolarmente dura, è necessario che il parlamento elegga un nuovo speaker per procedere alla sessione di bilancio. Siccome l’operazione con l’Fmi è stata gestita direttamente da Yushchenko, il prestigio internazionale del presidente in questo momento dipende dall’approvazione della finanziaria.
Nei piani del presidente, il candidato a presiedere il parlamento unicamerale doveva essere Ivan Pliusch, uomo fidatissimo di Yushchenko. Ma
La vera tempesta nel cielo sopra a Kyiv è la crisi economica. La divisa nazionale ha subito una svalutazione del 45% rispetto a settembre. La crisi monetaria può costare la poltrona al governatore della Banca centrale che è anche finito sotto inchiesta parlamentare. L’unica boccata d’ossigeno per la moneta è provenuta dal rialzo dei tassi di interesse, saliti dal 18 per cento fino al 22 per cento. Ma la svalutazione ha infiammato l’inflazione spingendola al 20 per cento, persino oltre il tasso registrato nel 1998, la crisi più acuta per l’Ucraina. E il livello dei prezzi nelle ultime settimane ha toccato il 25 per cento.
Se non fosse per il prestito dell’Fmi, Kyiv sarebbe quasi a secco di liquidi dopo aver bruciato gran parte delle sue riserve in dollari per difendere inutilmente la sua moneta. La borsa ha ceduto il 74 per cento dal gennaio 2008 e le azioni del principale gruppo che produce acciaio hanno polverizzato il 92 per cento del loro valore. A fine anno il segno “meno” è il simbolo dell’Ucraina. Come ha scritto con arguzia un blogger ucraino, quest’anno si parla di “Crisimas” e non “Christmas”. Gli effetti sociali di queste statistiche possono rivelarsi drammatici.
La notevole vulnerabilità politica ed economica dell’Ucraina non fa che aumentare la pressione della Russia. Il punto più critico resta
Invece pare che la costruzione di undici nuove navi da guerra sia destinato proprio ad occupare basi come Ochamchire. Così sarà più difficile trovare una nuova sede per la flotta di Sebastopoli e allo stesso tempo la presenza militare russa ne uscirà rafforzata. Anche sul fronte energetico la fine dell’anno ha portato un improvviso peggioramento dei rapporti tra Kiev e Gazprom, che pretende il saldo dei debiti per il 2008 oppure un sostanzioso rialzo dei prezzi per il 2009. La pesante svalutazione della moneta ha già raddoppiato il costo della bolletta energetica e i russi a un certo punto hanno deciso di chiudere il rubinetto.
