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Genchi tira in ballo i “servizi deviati” ma ha ancora tante spiegazioni da dare

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Quando un politico italiano non sa che pesci prendere, c'è da star certi che attacchi la litania dei servizi segreti deviati. Nel passato, talvolta ombroso, della nostra democrazia, le distorsioni e le incongruenze nel campo dell'Intelligence non sono mancate, e sarebbe puerile negarlo. Altrettanto vero è che l'alzata di scudi contro le spie "infedeli " finisce sovente per danneggiare quanti ogni giorno, nei confini nazionali e all'estero, lavorano con coscienza per la sicurezza e il buon nome della Repubblica.

Bene ha fatto, quindi, il Presidente della Camera Fini a correggere le affermazioni accalorate di qualche suo attendente forse troppo precipitoso e poco attento alle doverose distinzioni. Fuori dall'agone di Montecitorio e dintorni, dal pulpito mediatico che gli è più caro, ha ripreso invece ad esternare Gioacchino Genchi, perito informatico al servizio di alcune Procure coinvolte in indagini delicate e vicequestore di Polizia in odore di radiazione.

Con la consueta verve polemica, l'agente siculo ha messo nel mirino il capo del Dis, Gianni De Gennaro, reo nientemeno che d'essere trasversale a destra e sinistra, ma anche naturalmente il premier Berlusconi e, last but not least, è arrivato a non escludere attività di dossieraggio sulla famiglia del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Nessuna voce ufficiale ha ritenuto di replicare ad osservazioni così perentorie e, se vogliamo anche maliziose, ritenendo evidentemente che non valesse la pena discettare su argomenti ipotetici e provocatori. In un momento di fibrillazione politica, basta un fiammifero a scatenare l'incendio, e l'Italia ha bisogno di tutto tranne che di questo scenario. Un conto sono le notizie, caricate o meno di spunti propagandistici di cui solo i sepolcri imbiancati possono sorprendersi, altro affare sono invece le illazioni non suffragate da fatti precisi.

Domenica scorsa, interrogato sul tema da Lucia Annunziata, Walter Veltroni, già aspirante deluso alla poltrona di vertice del Copasir, ha escluso che Napolitano possa essere in alcun modo sfiorato da sospetti, evitando però di censurare la loquela del Genchi. Al quale, prima d'avventurarsi in disquisizioni sui più alti vertici del Paese, bisognerebbe chiedere piena chiarezza sui famosi server soprannominati "Ciampi" e "Gifuni".

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