Germania, il killer che gode. Ma Moody’s tira la mazzata

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Germania, il killer che gode. Ma Moody’s tira la mazzata

Germania, il killer che gode. Ma Moody’s tira la mazzata

25 Luglio 2012

Ieri notte l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato l’outlook della Germania (e degli “euro-rigoristi” Olanda e Lussemburgo) da stabile a negativo mantenendo la “tripla A” che però adesso è a rischio declassamento. Finora la Germania è stata il killer che gode. Infatti, agisce da killer di misure e istituzioni che potrebbero servire per il rilancio dell’Eurozona, in contropartita ai sacrifici richiesti agli Stati che stanno subendo gli attacchi della speculazione contro l’euro. Ora però Moody’s le chiede di pagare il conto: il suo rating non sarà sostenibile se l’Eurozona andrà in pezzi con l’uscita della Grecia. Se invece aiuterà Spagna e Italia, che sono in difficoltà, servirà un sostegno finanziario che «almeno temporaneamente» metterà sotto pressione il suo “Aaa”.

Finora l’ostruzionismo ha portato bene a Berlino. Dopo avere voluto l’Esm, il meccanismo europeo di stabilità finanziaria, con dotazione di 500 miliardi, che avrebbe nello statuto la possibilità di comprare sul mercato secondario titoli del debito di Stati dell’Eurozona oggetto di assalti speculativi, la Germania ha bloccato lo scudo pretendendo procedure formali di richiesta di aiuto da parte degli Stati che ne vorrebbero beneficiare. Passaggi che ne rallentano l’efficacia e generano pessimismo. Ha anche bloccato, con i veti della Bundesbank, gli interventi della Bce per l’acquisto di titoli sul mercato secondario, che lo scorso anno ebbero grande efficacia nel ridurre gli spread, pur con acquisti limitati (circa 40 miliardi per i titoli italiani).

Una parte delle banche tedesche si oppone alla vigilanza della Bce sulle banche europee e blocca di fatto l’unione bancaria europea, che è essenziale per avere una vera unione monetaria. La Merkel invoca la vigilanza della Bce sulle banche come condizione per un aiuto a quelle spagnole che non sia anche un debito del governo di Madrid. Ma i big della finanza tedesca si oppongono a tale vigilanza per loro scomoda. La Germania trae dal ‘killeraggio’ una serie di benefici anomali. Mentre lo spread sui Bonos spagnoli ha superato quota 600 e quello sui Btp è andato sopra i 500 punti, il tasso dei Bund nell’asta di ieri è sceso in negativo allo -0,054% con una domanda di 6,3 miliardi di titoli. La rendita di cui godono le finanze pubbliche tedesche non deriva, però, dalla loro virtuosità, ma dal fatto che, per la recessione in cui si trovano gran parte degli Stati a causa delle politiche di deflazione dei bilanci, la Bce mantiene il tasso di interesse a un livello inferiore all’inflazione. Era all’1%, ora è sceso allo 0,75%. Un’altra ragione per cui la finanza pubblica gode di una rendita differenziale per il suo debito pubblico è ancora più anomala.

Si tratta del premio che la Germania riceve per l’azione anti-euro che svolgono, insieme alla Bundesbank, una parte importante dei suoi media, dei suoi economisti (un centinaio ha firmato una lettera contro l’aiuto europeo alle banche spagnole, che è servito peggiorare la loro situazione e quella dei Bonos e dei Btp), dei suoi banchieri, dei suoi parlamentari dando così la sensazione che l’Europa è disunita e che l’euro sta per crollare, perché la Germania ha nostalgia del marco. Insomma, il ‘killeraggio’ delle tappe per il rafforzamento dell’unione monetaria da parte di vasti ambienti tedeschi avvantaggia i Bund perché accresce il rischio che l’euro crolli e la possibilità che la moneta tedesca si rivaluti rispetto all’euro. I benefici del ‘killeraggio’ non riguardano solo le finanze pubbliche ma soprattutto banche, industria, famiglie.

Innanzitutto il tasso di interesse operato dalle banche alle industrie tedesche è molto basso, perché commisurato al basso tasso sui Bund. E ciò dà un vantaggio competitivo alle loro imprese rispetto alle nostre e a quelle di altri Stati di Eurolandia. Inoltre, il cambio dell’euro è sceso, come risultato dai rumors secondo cui l’Eurozona si sfalderà e ciò avvantaggia le esportazioni tedesche, dando luogo alla anomalia per cui l’attivo nella bilancia dei pagamenti non fa salire il cambio, ma lo fa scendere. Così Berlino, mentre noi siamo in recessione, cresce: il Pil aumenta e la disoccupazione scende. Ma dove andrà a finire il “killer che gode” se l’Eurozona va sempre più in crisi? Il treno, con questi binari divaricati, può deragliare. Moody’s lo ha preannunciato.

Tratto da Il Giornale