Giallo a Messina sui risultati: i conti non tornano e i verbali sono spariti
19 Giugno 2008
L’unico colore che mancava alle schede elettorali nel turno di amministrative siciliane era il giallo. Ma a macchiare il voto di questa tinta ci pensa Messina, dove all’alba del terzo giorno dopo la chiusura dei seggi, ancora i risultati non sono definitivi – mancano i dati ufficiali di ben 130 sezioni – e scende in campo la magistratura per cercare di chiarire cause e responsabilità di questi clamorosi ritardi. In più pare che, nelle ultime ore, si sia aggiunta una denuncia anche da parte del commissario straordinario regionale, Gaspare Sinastra, che in questi mesi ha gestito il Comune di Messina.
Andiamo con ordine: il procuratore aggiunto nella città dello Stretto, Pino Siciliano, ha aperto un fascicolo per fare luce su questa vicenda che non ha precedenti in Italia. Ieri mattina i carabinieri si sono recati nei seggi nei quali si sono rilevate le maggiori anomalie. Gli uomini dell’arma hanno visionato la documentazione, i verbali ed hanno sentito i presidenti dei seggi e gli scrutatori. Nei prossimi giorni i carabinieri consegneranno una dettagliata relazione a Siciliano che poi adotterà i provvedimenti del caso. Già nei giorni scorsi il procuratore aggiunto si era interessato all’improvvisa defezione di ben 73 presidenti di seggio, sostituiti all’ultimo momento.
A rendere ancora più enigmaticamente controverso il turno elettorale messinese, la considerazione del dirigente del dipartimento demografico del Comune, Carmelo Altomonte, il quale, in una relazione scritta consegnata a Sinastra, ha confermato “l’impossibilità di potere definire correttamente la contabilizzazione dei risultati elettorali”. In relazione, dunque, a quest’analisi si potrebbe inserire la denuncia presentata dal commissario Sinatra. Tutto probabilmente scaturisce sempre dalla relazione di Altomonte, che prosegue: “Bisognerà attendere gli esiti del lavoro di riscontro del seggio centrale, insediatosi ieri, per la proclamazione degli eletti. Le anomalie più ricorrenti registrate riguardano la comunicazione numero 9 pervenuta al Comune, durante la fase di scrutinio con il riepilogo dei voti per i candidati. In particolare per molte sezioni manca tale modello, mancano i voti assegnati ai candidati a sindaco ed ai candidati consiglieri; vi è incongruenza tra voti assegnati al candidato a sindaco e quelli destinati alle liste collegate (esempio voti assegnati al candidato sindaco eccessivamente inferiori a quelli delle liste collegate)”.
Altre singolarità riguardano, “errori nelle sommatorie dei voti validi, contestati e non assegnati, nulli, schede bianche, che non coincidono con le cifre dei votanti riportate nella comunicazione finale delle ore 15 di lunedì 16 e con gli elettori registrati”. Infine: “Il totale delle preferenze assegnate ai candidati al Consiglio comunale risulta superiore ai voti di lista comunicati con il modello di riepilogo dei voti assegnati al candidato a sindaco e liste collegate e nelle comunicazioni riportanti il resoconto delle preferenze assegnate ai candidati per ciascuna lista, mancano le preferenze assegnate ai singoli candidati”.
Inoltre sul tavolo di un altro magistrato, Ferdinando Licata, che presiede la commissione di verifica, stanno per arrivare i ricorsi dei rappresentanti di lista dei candidati a sindaco del Pd Francantonio Genovese e Fabio D’Amore della lista “Risorgimento Messina”. Di fatto nei ricorsi sono contestati la regolarità delle operazioni del seggio centrale, apertosi ieri nell’aula consiliare del Comune, in quanto non si è proceduto alla verifica delle schede bianche e nulle, ritenute necessarie per chiarire eventuali errori contenuti nei verbali. E a proposito di verbali, sembra che in 4 sezioni siano spariti dai seggi.
Messina: caso del destino, in questa lingua di terra tra mare e colline, tra Scilla e Cariddi, dove la normalità chissà per quale strano sortilegio non ama più dimorare.
