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Lectio magistralis

Giorgia Meloni: l’insegnamento di una leader

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Nell’Aula Magna di Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, ai tempi della mia frequentazione, campeggiava, sulle enormi lavagne poste sul muro retrostante la cattedra, una scritta effettuata con il “cancellino” che diceva: “Solo la stupidità può dare la misura dell’infinito”.

E sulla miserabile stupidità delle affermazioni riferite alla Presidente Giorgia Meloni da parte di un “Professore” di un’università italiana all’interno di una trasmissione radiofonica del cui trittico “Professore Università e radio” non vogliamo, quale damnatio memoriae, ricordare il nome è stato detto tanto. E soprattutto è arrivata, non scontata nè dovuta, la solidarietà del Presidente Mattarella.

Quello che merita un approfondimento in questa vicenda non è certo nè il contenuto miserabile e codardo delle affermazioni nè le attestazioni di solidarietà (tutto sommato politicamente ed eticamente inevitabili), quanto l’analisi effettuata dalla Presidente Meloni, con la lucidità politica di chi, per abitudine e vocazione, sa scorgere dietro le apparenze i significati.

Mi riferisco ad un passaggio delle affermazioni della Presidente Meloni che, nel commentare la solidarietà del Presidente Mattarella, ne evidenzia la funzione strutturale di “costituzione di un limite”. Il concetto ed il pensiero della Presidente Meloni su questa necessità del limite in politica risulta densa di significato che provo, con tutta la modestia del caso, ad interpretare.

Nell’affermazione della Presidente Meloni riecheggia, con suggestioni di R. Musil (Der Mann ohne Eigenschaften), il senso “positivo” del limite.

Il valore del confine e della misura, come evidenziato da P. Zellini, risulta ivi descritta con la consapevolezza di quel profondo segreto morale insito nell’uomo, ma oggi andato quasi dissolto nell’opera degli odiatori da media, consistente nella semplice intuizione che “non è lecito permettersi tutto”. Come non esiste la felicità senza limiti non vi può essere libertà di espressione senza limiti.

Il confine, sostiene Musil, costituisce l’arcano del fenomeno espressivo, il segreto della forza, della fortuna, della fede e del problema  di sostenersi da parte dell’uomo microscopico, dell’infinito atomo del male dell’universo sconfinato.

E da qui l’insegnamento della Presidente Meloni a quel limite, quel “limes” che deve essere alimentato per sopravvivere da una propria ininterrotta forza e necessità interiore, in quanto esso è sempre soggetto all’effetto dissolvente dell’illimitato rappresentato, per quanto qui interessa, dal regno della stupidità.

Regno della stupidità in cui l’assenza di limite, come sostiene Zollini, si presente come principio negativo e dissolvente, in quanto ignorare l’ordine imposto dal limite significa evidentemente ricondurre la stessa realtà ad uno stato informe e disorganizzato ove ogni cosa perde la sua riconoscibilità come ente o concetto concreto e gli eventi e le affermazioni appaiono slegati, imprevedibili e suscettibili di una evoluzione priva di logica.

Viceversa, il limite cui fa riferimento la Presidente Meloni è ciò che fa esistere concretamente ogni oggetto conferendogli in ogni istante una propria forma ed una propria individualità all’interno di un sistema di rapporti sociali, anche conflittuali, ma normati dalla presenza del limite.

In buona sostanza, la stupidità come infinito sembra costituire la tipica sfera di azione del principio della dissoluzione di ogni forma di ordine sociale che rende necessario il “limite” che in ogni momento corregge la situazione di indefinita potenzialità negativa implicita nell’illimitato ed impone agli eventi uno sviluppo razionale.

Concetto di limite espresso anche dal posizionamento all’opposizione della forza presieduta dalla Presidente Meloni, se lo stesso può essere inteso quale “limite dell’utile” nel senso attribuitogli da G. Bataille. Limite dell’utile dato dalla volontà di perseguire gli interessi nazionali anche facendo aggio sull’immediato tornaconto politico.

Grazie Presidente Meloni della bellissima “lectio magistralis”.

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