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Dissi e mi contraddissi

Giornalismo trash o linea politica: quando si specula anche sul terrorismo

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Riavvolgiamo il nastro. In Italia le Forze dell’ordine arrestano un presunto terrorista, destinatario di un mandato di cattura internazionale. Il decreto legge antiterrorismo funziona, i nostri apparati di sicurezza lavorano in silenzio e con grande professionalità per garantire la migliore difesa dei cittadini.

E cosa succede nel frattempo? Succede che invece di complimentarsi con le Forze dell’ordine, i teorici del tanto peggio tanto meglio mostrano il broncio. A fare da cassa di risonanza allo scontento e al populismo demagogico di taluni, si segnala la coppia Sallusti-Santanchè, «Rosa e Olindo da Erba» secondo la definizione che ne diede Vittorio Feltri.

Eppure proprio il Giornale riportava in diversi pezzi le dichiarazioni con cui Alfano riconosceva il rischio, basterebbe riprendere l’articolo di Sergio Rame del 15 febbraio scorso: «per le minacce del terrorismo abbiamo un monitoraggio permanente dei possibili rischi, l’allerta resta elevatissimo, abbiamo riunioni continue con forze dell’ordine e intelligence, nessun Paese, nessuno Stato è a rischio zero».

Tutto questo per dire cosa? Solo per sottoporre una semplice questione: quella del Giornale è la linea editoriale stile trash decisa a quattr’occhi, oppure prende spunto da idee e stati d’animo berlusconiani? E se così fosse, come si concilierebbe l’alleanza che Forza Italia ha ricercato con noi soprattutto in Liguria e Campania? Sarà mica che un partito in frantumi sente già il fiato sul collo del Nuovo Centrodestra?

E allora, fuoco alle polveri direbbe il generale Cadorna. Attenzione però alle battaglie in stile Caporetto.

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