Governo e sindacati hanno tagliato le ali alla compagnia

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Governo e sindacati hanno tagliato le ali alla compagnia

03 Aprile 2008

Jean Cyryl Spinetta se ne è tornato in Francia. Il
presidente Maurizio Prato si è dimesso. I lavoratori sono delusi dai loro
stessi sindacati che nel frattempo sono impegnati nel gioco del rimpallo delle
responsabilità con il Governo.  E il
Governo invece non sa più che pesci pigliare.

Alitalia è piombata nel caos più
assoluto.

Come davanti a un film di Totò e Peppino, gli italiani si
trovano a dover assistere allo spettacolo messo in scena da sindacati ed Esecutivo ancora in carica. Rei entrambi, a torto o a ragione e per motivi
diversi, di aver fallito nella trattativa italo-francese. Come potevano pensare,
i sindacati, che i francesi si sarebbero accollati gli oneri di tutte le
attività di terra? Le otto sigle avevano chiesto, tra le altre cose, che non venissero chiuse le attività
cargo, che venisse dismesso un numero minore di aerei, e che la società
finanziaria del Tesoro, la Fintecna, partecipasse all’aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e,
soprattutto, conferisse l’intera quota che possiede in Az servizi alla
“Nuova Alitalia”. Una proposta che ha spinto Air France a dare forfait.

E ora? Su Alitalia aleggia lo spettro dell’insolvenza per
scarsa liquidità e in pochi giorni potrebbero finire le risorse anche per
l’acquisto del carburante e per pagare le rate del leasing degli aerei. E pensare che sui
conti è ancora mistero. Fu sotto Pasqua che i
ministri uscenti del governo Prodi, Tommaso padoa Schioppa e Alessandro Bianchi
si scontrarono a distanza. Secondo il titolare dell’Economia, Alitalia
aveva ossigeno solo per qualche settimana, per cui –  spiegò – non si può perdere tempo ed è
indispensabile andare avanti con la vendita ad Air France. Per il suo collega
dei Trasporti, invece, c’era liquidità sufficiente per l’intero 2008”.

Ma oggi, a un passo dal fallimento, mentre la tedesca
Lufthansa ha smentito di poter tornare in corsa, governo e sindacati si
rinfacciano reciproche accuse. Il Governo, appunto. “Alifrance”  ieri è
precipitata dal sesto piano di via della Magliana intorno alle sette di sera, quando
l’ad Spinetta ha respinto la proposta dei sindacati e lasciato il tavolo.
Decretando così il fallimento della linea di Prodi e Padoa Schioppa che tanto
si erano spesi per svendere l’ex compagnia di bandiera ai francesi, assistiti nell’operazione
proprio da un uomo del Professore, quel Francesco
Mengozzi che già nel 2001 venne proposto da Enrico Micheli (braccio
destro di Prodi) alla testa di Alitalia per risanarla e che oggi figura come
advisor dei francesi. Un doppio tracollo per il presidente del Consiglio ancora
in carica, se si considera che a sentire il peso del fallimento è anche un’altra
“pedina” prodiana: Maurizio Prato, messo al comando della compagnia il primo
agosto del 2007.  E’ stato infatti grazie
al centrosinistra che Prato,
dirigente Iri di lungo corso con reputazione di ottimo liquidatore e buon
risanatore, ha preso il posto di Giancarlo Cimoli.

Silvio Berlusconi invece continua la sua battaglia solitaria
per il salvataggio della compagnia. Monitora la situazione e se da una parte
tiene il filo diretto con “Sinergetica”, la società di Bruno Ermolli  incaricata di studiare l’aspetto operativo
della cordata, dall’altra lancia un nuovo monito agli imprenditori italiani
affinché non si rinunci alla compagnia (“non si deve partecipare con milioni di
milioni, basta anche una fiche”, ha detto il leader del PdL).

Con molta probabilità sarà il nuovo Governo, dopo il 13 e 14
aprile, a decidere sul destino di Alitalia. Anche se da qui a breve la
prospettiva tecnicamente più concreta resta il commissariamento, come fu per la
Parmalat (anche per Alitalia circola il nome di Bondi).

Intanto, al termine di un vertice a Palazzo Chigi (a cui è
seguita una conferenza stampa dei sindacati che chiedono un incontro urgente al
Governo) l’Esecutivo ha annunciato che “verificherà se ci sono ancora
possibilità di intesa con Air France su Alitalia. Il Governo – si legge in una
nota – preso atto dell’interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia
e delle dimissioni del presidente Prato, è anzitutto impegnato a garantire la
necessaria continuità di governo dell’azienda