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Grecia. L’incendio che ha minacciato Atene per tre giorni è di origine dolosa

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Secondo quanto scrive la stampa ellenica, vi sarebbero forti indizi che il grande incendio divampato nei giorni scorso e che ha devastato 21.000 ettari di foresta nella regione greca dell'Attica assediando per tre giorni la capitale Atene, sia stato provocato intenzionalmente. A confermarlo sarebbe un rapporto dei vigili del fuoco consegnato oggi alla procura che dovrà ora decidere se si è trattato di un incidente o di un'azione dolosa.

Un ordigno incendiario inesploso è stato infatti rinvenuto, riferisce il quotidiano Kathimerini citando fonti della polizia, in un luogo impervio di Grammatiko a nordest di Atene da dove partì il più grave rogo che abbia devastato la Grecia dal 2007, quando dieci giorni di fiamme causarono la morte di oltre 70 persone e la distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste.

Fonti dei pompieri hanno denunciato che "una o più persone" sarebbero all'origine dell'incendio nella zona di Grammatiko, la stessa che è stata nelle settimane passate anche al centro di proteste contro la decisione di costruirvi una grande discarica regionale, e la stampa si interroga se possa esservi un collegamento con l'incendio. Il magistrato competente dovrà ora interrogare una persona sospetta, apparentemente un uomo di 59 anni originario del comune di Grammatiko, per chiarire le circostanze dell'incendio.

Il partito comunista (Kke) ha denunciato "un grande piano doloso" a sfondo speculativo all'origine degli incendi. Il governo ha risposto promettendo di ripristinare tutte le aree naturali bruciate senza consentire alcuna speculazione edilizia, come successo in passato.

Mentre un'inchiesta è stata aperta per accertare le cause dell'incendio e verificare se vi siano state carenze nel modo in cui vi è stato fatto fronte, alcuni giorni fa più di un migliaio di persone hanno dimostrato ad Atene. I manifestanti hanno denunciato l'incapacità del governo davanti al grave incendio che pur senza fare vittime ha provocato l'evacuazione di migliaia di persone e, secondo gli esperti, danni ecologici "incalcolabili".

Intanto, l'European forest fire information system (EFFIS) sta effettuando un bilancio dei danni provocati dalle fiamme nell'area intorno ad Atene e sul monte Pentesi, le zone più colpite dagli incendi dei giorni scorsi. Secondo l'organismo sarebbero andati perduti 21.000 ettari, in gran parte foreste, pinete, macchia mediterranea ma anche terreni agricoli. Le prime stime mostrano che circa il 60% del territorio investito dalle fiamme era rappresentato da aree di interesse naturalistico, delle quali il 40% non potrà recuperare funzioni di ricostituzione naturale, essendo stato in passato ripetutamente colpito da incendi. Il 30% circa, costituito da fitta pineta adulta, ha ancora un potenziale di rigenerazione nei prossimi anni, e il restante 30%, costituito soprattutto da macchia, presenta buone capacità di recupero e rigenerazione.

In altre regioni della Grecia, un primo bilancio delle aree percorse dal fuoco registra che nell'isola di Zacinto sono andati in fumo circa 1.400 ettari, a Evia 5.500, sul monte Kithairon 3.073 e nell'isola di Skyros 127. Ed insieme alla vegetazione, sono state colpite anche numerose specie tipiche di quell'ambiente naturale, almeno 80 tipologie aviarie, ma anche mammiferi, rettili, anfibi.

Ma i numerosi incendi che hanno colpito la Grecia non hanno provocato solo danni ambientali. Secondo i primi sondaggi pubblicati dopo gli incendi dell'Attica e le durissime critiche da parte della stampa e dell'opposizione per il modo con cui è stata gestita l'emergenza incendi, il partito socialista di opposizione Pasok estenderebbe ad almeno il 6% il suo vantaggio su Nuova Democrazia del premier Costas Karamanlis, già sconfitto con uno scarto del 4,4% alle passate elezioni europee.

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