I cattolici della “differenza cristiana”  quando usciranno dalla storia?

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I cattolici della “differenza cristiana” quando usciranno dalla storia?

26 Luglio 2008

No, non vi scuso, cari cattolici di “Famiglia cristiana”. Perché la sciatteria intellettuale non merita le scuse. E, poi, se a voi sta bene questo giudizio sulla politica italiana, che ve ne fate delle scuse? E di chi, poi? Di che parliamo? In realtà, è ben chiaro di cosa stiamo parlando. Per l’ennesima volta. Il tema è il clericalismo degli intellettuali sedicenti “cattolici”. Pardon, degli intellettuali e dei politicanti pseudo cattolici. Perché, a ben guardare, cosa manca, oggi, ad un cattolico per essere davvero tale? Niente. Come ieri: niente.

E’ indice di sudditanza culturale e ideologica continuare con questo cahier de doleance, infinito, interminabile: dov’è finita la “differenza cristiana”, dove sono i cattolici in politica, perché la Chiesa non è ascoltata dalla politica, etc. Fuffa. Aria fritta. Menzogne ideologiche. La realtà è un’altra e la Chiesa non deve essere chiamata in causa, perché è evidente che un conto è Tettamanzi, un altro è Maggiolini o Biffi, allora accettiamo questa pluralità di voci e smettiamola con questa chiamata alle armi contro la “cattiva” politica. 

Se i cattolici non riescono più a fare politica insieme, cosa che Ruini non ha affatto stigmatizzato, anzi, e neanche Benedetto XVI, a quanto ne sappiamo almeno, che colpa ne hanno i cosiddetti laici o agnostici che dir si voglia? Non solo. Se le battaglie su Eluana – che io ritengo, almeno in parte non più che sassi nello stagno, ma non dotate di carica politica, perché, alla fine, il Parlamento si dovrà pronunciare e non si potrà andare avanti sempre con questa tiritera stucchevole e anche un po’ ideologica – vengono portate avanti da laici battaglieri come Ferrara e, insieme, da cardinali e cattolici con i gradi da maggiore o da generale, diciamo così, bene, che cosa possiamo farci? 

Dobbiamo preoccuparci di questa non meglio definita “assenza” dei cattolici in politica, oppure continuare a considerali martiri della causa, aspetti sbagliati e contrapposti (unica la logica demenziale immanente, però)? Dobbiamo stracciarci le vesti, fare penitenza, che dobbiamo fare?

Non è Dio a dover andare in panchina perché Dio non chiede il permesso a nessuno per esistere e per porsi nella storia, né agli atei, né ai super-cattolici. E’ piuttosto l’ideologia clericale a dover lasciare la storia, a togliersi dalle scatole una volta per tutte. L’ideologia dei cattolici amanti della fantomatica “differenza cristiana”, che vuol dire vado in Chiesa e voto Pd (appunto: sei proprio “differente”, anzi “diverso”…soprattutto dalla tradizione e dal magistero, absit iniuria verbis…), dei cattolici “adulti”, dei cattolici dell’“evangelizzazione e promozione umana”, del pacifismo gnostico, delle veglie di preghiera a fianco dei banditi antagonisti del G8 di Genova, insomma degli illiberali sedicenti cattolici. Che non accettano di buon grado il principio cardine della società liberaldemocratica, anche detta aperta: competition is competition. Chi ha più filo tesserà. Punto. Non chi dà più filo da torcere ai Vescovi non simpatizzanti. Si tratta di un altro filo. Se non si è perso il filo. Ovviamente.