Home News I due passi avanti del Cav. e il passo indietro dei guastatori (di destra e non)

Il Predellino

I due passi avanti del Cav. e il passo indietro dei guastatori (di destra e non)

11
4

Dopo il successo riportato a Bruxelles, con l’approvazione della lettera di intenti programmatici per assicurare la sostenibilità del debito pubblico italiano e promuovere la crescita economica, il premier ha dimostrato anche ai muri, se ce ne fosse stato bisogno, quanto fosse falsa la tesi per la quale il problema dell’Italia sarebbe Berlusconi e la sua credibilità nazionale e internazionale.

I sorrisetti fuor di luogo di Nicolas Sarkozy - che avrebbe invece ottimi motivi per essere corrucciato dato che se Roma piange Parigi non ride - hanno lasciato lo spazio ad una valutazione tanto puntuale quanto rassicurante sulla situazione dei conti pubblici italiani e sulla robustezza dell’economia e del credito nel nostro Paese, oltre che sulla adeguatezza delle misure individuate dal governo e di cui il premier italiano si è fatto anche garante politico.

Il Consiglio europeo dell’altro ieri mette dunque la parola fine sul teatrino nazionale che per qualche giorno sembrava preludere al crollo del governo, e rende un pò ridicoli quanti nel Pdl insistono nella bersanesca richiesta al premier di fare un passo indietro per favorire l’allargamento della maggioranza. Chi non si è accorto di quanto è accaduto al Consiglio Europeo o è in malafede o è politicamente analfabeta.

Il punto semmai è opposto: da ieri il presidente del Consiglio ha conquistato ulteriore forza, essendo riuscito a rappresentare agli alleati europei una situazione obbiettiva dei conti pubblici e un programma credibile e ben scadenzato nel tempo di misure necessarie per rafforzare la sostenibilità del debito pubblico e rilanciare la crescita dell’economia. La linea esposta nel documento programmatico soddisfa pienamente le aspettative presentate all’Italia dalla Bce nella ben nota lettera dello scorso agosto con la quale la Banca Centrale si impegnava a sostenere almeno in parte il debito italiano, qualora il governo avesse messo in atto misure necessarie alla crescita.

Ora Silvio Berlusconi ha ottenuto un mandato dall’Europa, che lo rafforza sul piano nazionale e che offre all'alleanza di governo l’opportunità di rovesciare, nei prossimi diciotto mesi che ci separano dalla fine della legislatura, le difficili condizioni dell'economia nazionale e, insieme ad esse, gli infausti pronostici di futura sconfitta elettorale.

Con questo forte mandato, Berlusconi dovrebbe sfidare le opposizioni, e in particolare quelle forze che condividono gli obiettivi e l’agenda del governo, perché diano un contributo fattivo alla realizzazione di quelle misure che sono necessarie a portare l’Italia e l’Europa in condizioni di stabilità finanziaria, rilanciando l’economia e la produzione di ricchezza, uniche vere armi per contrastare il pericolo del debito e lo spettro del declino. Dunque, non occorre un passo indietro, ma due avanti, per portare nel perimetro del governo e della maggioranza parlamentare quelle forze politiche che - senza pregiudizi o rancori - hanno il dovere di guardare agli interessi del Paese e dei ceti produttivi, del mondo delle imprese e del lavoro da cui la sinistra politica e sindacale sono ormai lontane anni luce.

Oltre a chi gli chiede un passo indietro, il premier dovrebbe respingere al mittente le proposte di chi gli suggerisce di arroccarsi nel fortino di Palazzo Chigi da qui a gennaio, per poi puntare alle elezioni nel 2012, prima di crollare, viste le difficoltà numeriche che la maggioranza incontra quotidianamente alla Camera dei Deputati. La strategia definita da qualcuno della “riduzione del danno” sarebbe letale per Berlusconi e il suo partito, perché per la prima volta in quasi vent’anni di storia separerebbe l’interesse politico del premier e del gruppo dirigente del suo partito da quello del suo popolo e di quanti - a tutti i livelli - hanno combattuto in questi anni per non consegnare il Paese in mano alle sinistre.

Sarebbe paradossale se, a quasi vent’anni dalla discesa in campo, fosse proprio Berlusconi per una strategia insensata a consegnare il Paese in mano a Bersani, Vendola e Di Pietro. Questa sì, sarebbe una uscita di scena ingloriosa.

 

  •  
  •  

11 COMMENTS

  1. Povera Italia
    Premesso che l’unico mandato di cui dovrebbe tener conto Berlusconi è quello dei cittadini Italiani e non quello dell’Unione Sovietica Europea, come andrà a finire già me lo immagino. Sciopero generale, manifestazioni in cui gli amici di sinistra manifesteranno il loro “disagio” esistenziale bruciando auto e cercando di accoppare poliziotti…. Poi il governo arriverà a qualche compromesso assolutamente inutile a raggiungere qualsivoglia obiettivo…

    Certo se il governo fin da inizio legislatura avesse cominciato a fare riforme per uno stato più snello e meno dispendioso… avesse cominciato a fare una sana politica liberale…. già, ma stiamo parlando del governo Socialista della Social Card, quello che pensa che le crisi economiche si risolvano con la cassa integrazione (ovvero facendo pagare le inefficienze delle aziende disfunzionali a quelle funzionali, salvo poi chiedersi come mai le nostre aziende non sono competitive…)…
    Insomma ci sarà un lungo periodo penoso davanti a noi…

    Vendola e Di Pietro..si’ forse potrebbero fare di peggio…forse…

  2. Avanti tutta
    Stiamo arrivando a un dunque? Forse. I sindacati scenderanno in piazza? Probabile (magari se tagliamo anche i contributi per le manivestazioni tipo trreni speciali etc, saranno di meno). Spaccheranno vetrine? Chiediamogli i danni! Questo giro l’Unione Sovieta Europea sta facendo il nostro gioco! Avanti tutta!
    PS: perchè non aboliamo i contributi di stato per i partiti e i loro giornali: vuoi proporre un progetto politico, vai a Roma ti registri e pubblichi il tuo bilancio, se sei bravo e hai delle idee interessanti qualcuno ti finanzia, se sei uno spacca vetrine e basta non fai politica.PPS: Qualcuno mi spiega perchè devo pagare lo stipendio a quelli di RAI3? Non possimo venderla a qualche Coop?

  3. Passi avanti si ma verso l’uscita!
    Questo articolo è un vero capolavoro! Ne va apprezzato il coraggio per il coraggio che mostra nello sfidare il ridicolo. Ma in che mondo vive Stracquadanio? Ma quale successo è stato ottenuto a Bruxelles? Un elenco di (più o meno buoni) propositi imposto dall’esterno e da realizzare in pochi mesi dopo che per anni non si è riusciti a fare nulla (negando perfino l’esistenza della crisi stessa). Il parlamento e totalmente bloccato, il governo ormai lo teme come la peste sapendo che il raggiungimento di una maggioranza al suo interno (escluse naturalmente le decine di inutilissime fiducie) è legato all’estro e alle esigenze tattiche di gruppuscoli di parlamentari-ricattatori impegnati solo a conservare benefit e privilegi. La realtà è che questo è un governo cadavere non più in grado di approvare alcunché, altro che riforme. En-passant nelle ultime parte dell’articolo si ammette che forse qualche difficoltà numerica potrebbe esserci al punto di consiglire un allargamento del perimetro della maggioranza. Do una notizia a Stracquadanio: Le forze politiche prive di pregiudizi e rancori, che hanno a cuore gli interessi del Paese e dei ceti produttivi, del mondo delle imprese e del lavoro, hanno già chiarito che premessa di ogni discorso è l’uscita dal tunnel berlusconiano: Berlusconi torna a dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro e ai suoi Hobby e il centrodestra italiano prova a diventare credibile.

  4. Evidentemente Stracquadanio
    Evidentemente Stracquadanio vaneggia. Berlusconi non esce rafforzato dall’esame di Bruxelles, che ha rconosciuto le buone intenzioni (sì, appunto, solo quelle), ma ci aspetta al varco della realizzazione delle stesse. In Italia la maggioranza, piena di mal di pancia, non terrà a lungo, c’è da risolvere il problema “frondisti” e non so se basteranno le promesse di qualche ruolo più visibile e la seduzione del cadreghino…
    Il governo dovrà fare in pochi mesi ciò che non ha fatto negli ultimi 18-20 anni (con poche ed irrilevanti eccezioni), e con una maggioranza risicata, con i capricci della lega nord…
    La vedo durissima…

  5. @Vincent Vega
    Sei un inguaribile pessimista. Persino il WSJ (e non sostenete che è un giornale di Belrusconi…) si è accorto che B è l’unica alternativa possibile, ad oggi, per l’Italia. Ci piace? Ma…i giudizi si sprecano. Però fare continuamente i disfattisti, gli idealisti ad oltranza sperando che un giorno piova cioccolato, e non succede solo perchè sulla terra c’è B. mi sembra realmente ridicolo. Quanto meno, se utilizzi lo pseudonimo di Vincent Vega, cerca di essere coerente con il personaggio di Tarantino, sii leale…e le tue voglie polemiche tienile per l’occasione giusta…se non riesci, Vincent Vega ti ha idicato la via…Ciao

  6. Le “uniche alternative
    Le “uniche alternative possibili” non mi convincono in genere, di sicuro non in politica. Sostenere che Berlusconi è insostituibile o, al contrario, che distruggerà il paese è un tipico caso di iperboli opposte che si alimentano a vicenda, sono ambedue scarsamente credibili.

  7. @ vincent vega
    “Le forze politiche prive di pregiudizi e rancori, che hanno a cuore gli interessi del Paese e dei ceti produttivi, del mondo delle imprese e del lavoro, hanno già chiarito che premessa di ogni discorso è l’uscita dal tunnel berlusconiano”
    E chi sarebbero queste forze politiche responsabili? I cattocomunisti di Casini, i fasciocomunisti di Fini o i comunisti nudi e crudi di Bersani?
    Questa è una pura barzelletta.
    E francamente confondere le corporazioni sindacali e confindustriali con i “ceti produttivi e lavorativi del paese” è una barzelletta che ha stufato.
    Casini e Bersani rappresentano proprio il vecchiume socialista che ha portato allo sfascio attuale lo stato italiano.
    Berlusconi (e soprattutto Tremonti) finora hanno governato in modo pessimo per mancanza di politiche liberali e liberiste.
    Quello che è veramente un’iperbole irrealistica è che queste politiche vengano fatte da Casini, Fini e Bersani. Questi tre sono sicuramente peggio di Berlusconi. Se uno si è stancato del socialismo di Tremonti può pensare di votare per Grillo o per i radicali. Ma l’alternativa liberale non è certo quella di chi grida in piazza con i boiardi del parassitismo come Bonanni.
    Se Berlusconi combatte e cade facendo riforme liberali corre il rischio di essere rieletto, imo.
    Credo che sia questo che stia bruciando sotto il culo a Bonanni, Casini e Bersani.

  8. Un successo … plumbeo!!!!!!!!!
    Altro che supposto successo riportato a Bruxelles dal nostro (ancora per poco) Capo del Governo. La risposta del mercato è stata oggi spietata. Infatti, per chi non ne sia ancora al corrente, le odierne aste dei titoli di stato italiani hanno registrato un andamento deludente nonché ultra oneroso per le tasche di noi contribuenti. In particolare il rendimento del BTP triennale è salito al 4,93%, massimo livello dal 2000, mentre quello del BTP decennale è salito al 6,06%, massimo livello dal 1997. Lo spread BTP vs. BUND ha invece toccato quota 383 punti base, non molto distante dalla pericolosa soglia di p.b. 400. Poco on.le Stracquadanio, come soleva dire il grande Totò, “ma ci faccia il piacere, ci faccia”!!!!!!!!!!

  9. Resto basito di fronte ad un
    Resto basito di fronte ad un articolo di tal fatta, anche la partigianeria ha un limite, se non altro di buongusto: dopo il “successo” di ieri, infatti, i titoli di Stato sono sopra il 6%, in una situazione di pre-default.
    Con gli interessi sul debito a questo livello si renderanno necessarie, patrimoniali, innalzamento età di pensione, tasse, tasse e tasse; visto che di tagliare sprechi non sono capaci.
    Quanto ancora abuserai della nostra pazzienza caro Berlusconi…..se continua così penso molto poco.

  10. DOMANDA
    MI CHIEDO E LE CHIEDO,ON.STRACQUADANIO : COME SI PUO’PORTARE NEL PERIMETRO GOVERNATIVO QUELLA O QUELLE FORZE CHE HANNO LA STESSA VISIONE DEL GOVERNO ECC.ECC. IO CREDO CHE LEI SI RIFERISCA SOLO E SOLTANTO ALL’UDC PERCHE’ PRESUMO CHE LE ALTRE FORZE NON ABBIANO,PER MOTIVI DIVERSI;INTERESSI COMUNI AL CENTRODESTRA.E ALLORA TORNO A CHIEDERLE : CON ATTREZZI COME CESA E CASINI ,SOMMAMENTE INAFFIDABILI , VISCIDI E LEGATI ORMAI AL COVO DEI FRUSTRATI DI FLI , COME CREDE CHE CI SI POSSA ACCORDARE?
    SPERO AL CONTRARIO CHE NON SIA LEI,ONOREVOLE STRACQUADANIO, A VOLER FARE UN PASSO VERSO UNA DIREZIONE CHE E’ TUTTALTRO CHE A FAVORE DEL CENTRODESTRA. SPERO DI ESSERE DA LEI SMENTITO.IN FEDE.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here