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I mercati tutto sommato reggono, in attesa di un “cavaliere bianco”?

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Un venerdì nero chiude una settimana di ribassi sui listini mondiali. Venerdì Milano chiude in rosso dell'1,04%, dopo aver sfondato i minimi storici del 9 marzo 2009, Madrid ha segnato un calo dello 0,41%, -1,14% per il Ftse100, -2,21% del Cac40 e la maglia nera va al Dax, sceso nell’ultima seduta della settimana del 3,42%.

A Wall Street l’S&P500 che chiude perdendo il 2,46%, il Dow Jones a -2,22%, e il Nasdaq a 2.82%.Le Borse sono state colpite da una raffica di dati macro negativi sia in Europa che negli States, a partire dal deludente dato sul lavoro di maggio.

Non è andata meglio in Asia: in Cina brusco rallentamento dell'attività manifatturiera a maggio, dove l'indice Pmi dei direttori degli acquisti è sceso a 50,4 punti dai 53,3 di aprile, ad un passo dalla soglia dei 50 punti che divide un'economia in contrazione da una in crescita. La Borsa di Tokyo chiude la settimana a -1.2% scivolando a 8.440 punti.

Se riuscissimo a guardare le Borse con distacco vedremmo che i mercati reggono bene nonostante il bombardamento di dati macroeconomici negativi. Forse si sta aspettando l’arrivo del “cavaliere bianco” che potrebbe essere americano dove la Fed potrebbe annunciare un QE3 a fine giugno, europeo dove la Bce potrebbe abbassare i tassi (anche solo simbolicamente) o cinese dove la Banca centrale sta facendo di tutto perché la recessione non entri nei suoi confini.

Rimane quello tedesco che latita perché alle prese con i suoi no agli eurobond. In attesa di un cavaliere bianco guardiamo alle notizie positive prima fra tutte la discesa del prezzo del petrolio che oggi è meno caro di un anno fa e la svalutazione dell’euro che non accenna a fermarsi.

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