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I primi 10 giorni di Tremonti: tamponare la finanziaria di Prodi

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La Finanziaria 2008, l’ultima del governo Prodi, venne annunciata tra squilli di tromba. Particolarmente decantata, poi, è stata la riforma dell’imposizione societaria effettuata a “costo zero”, ossia con abbassamento delle aliquote ma contestuale dilatazione della base imponibile.

Temiamo però che non sortirà gli effetti sperati. Come prima considerazione, queste colonne credono che le riforme a “costo zero”, quando interessano le voci fiscali, siano da prendere con le pinze.

Perché? Abbassano le aliquote ma espandono l’imponibile: alla fine della fiera, il gettito di imposte per il Fisco è il medesimo. Per i contribuenti, invece, sono complicazioni a non finire, come sembra ad esempio suggerire l’affannosa corsa di poderose società di capitali verso la trasformazione regressiva in società di persone (per gli aspetti fiscal-legali, è interessante la lettura di PARISI, PARPIGLIA, “Il riporto degli interessi passivi e la trasformazione fiscale ‘regressiva’”, Corriere Tributario n. 15/2008, su www.ipsoa.it ).

La ragione è da cercare nella nuova, criticatissima norma di Visco che introduce una limitazione generalizzata alla deduzione degli interessi passivi. E che, applicandosi alle società di capitali ma non a quelle di persone, ha indotto veri e propri colossi ad assumere forme societarie “anomale” per la loro attività.

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Per non parlare dello stop alle deduzioni extracontabili: in Germania, dove è stata da poco varata una riforma simile – pure quella a “costo zero” con una limitazione drastica alla deducibilità degli ammortamenti, gli effetti sono fin da ora preoccupanti.

Nel senso che le spese da parte delle società in immobilizzazioni ammortizzabili sono calate di colpo: le imprese investono meno perché non possono “defiscalizzare” il costo come in passato.

Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, segnalo un interessante commento di Sebastien Dullien apparso su Global Eco Monitor pochi giorni fa: “German economy shows signs of slowing” (consultabile su http://www.rgemonitor.com/euro-monitor/252579/german_economy_shows_signs_of_slowing)

Il grafico di Dullien, che riporta in ordinata lo stock di investimenti e in ascissa i mesi di riferimento dal gennaio 2007 al marzo 2008, mostra chiaramente l’andamento degli investimenti in immobilizzazioni da parte delle società tedesche: dal 1 gennaio 2008, la data di effetto della riforma fiscale, si assiste a un calo costante.

Finora questo tipo di elaborazioni è difficile da trovare in Italia, ma sul capitolo investimenti queste colonne registrano frequenti timori sottotraccia da parte delle aziende di casa nostra.

Come seconda considerazione, anche volendo attendere gli esiti della riforma senza azzardare giudizi anticipati – per la qual cosa occorre il gettito definitivo dato da saldi e acconti – la Finanziaria 2008 ha riformato l’imposizione societaria dove era meno necessario.

Ma, così facendo, non ha agito sulla vera massa critica per le entrate di Stato, Regioni e Comuni: le persone fisiche.

Oltre agli sciagurati Unico messi in rete dal Fisco, da qualche giorno abbiamo a disposizione delle interessanti elaborazioni sui dati IVA e dirette per il 2005. Dai quali si evince che il 70% dei redditi proviene non già dalle imprese, bensì dalle persone fisiche (dipendenti, pensionati, autonomi, ecc ecc…).

Quale insegnamento si può trarre da tutto ciò? Da queste colonne auspichiamo che – tranne che per i diritti già acquisiti e dunque irreversibili – il nuovo governo rovesci gli effetti dell’ultima Finanziaria: così com’è, non serve a nessuno e fa solo danni.

 

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2 COMMENTS

  1. Pubblicità dei dati fiscali
    Io ritengo illiberale, la privacy dei dati fiscali dei cittadini (pubblici in tutte le società liberali e democratiche) e indecente, osceno criminoso poter raccontare (senza limiti di privacy)che un essere umano morto aveva fatto l’amore un’ora prima, oppure che aveva le mestruazioni, e così via..
    Questo è l’osceno, non il far sapere ai clienti che ristoratori da Michelin non sanno guadagnare più di 1000 euro al mese…ossia che sono proprio degli uomini d’azienda incapaci meritevoli di fallire anche se bravi a cucinare….oppure definiteli voi….
    (perchè usufruiscono dei nostri stessi servizi di polizia, di esercito, di magistratura, di istruzione dei loro figli, di sanita ecc…ma li pagano? Un po’ come quelli che vanno sul tram senza biglietto vero… pazienza i barboni, ma gli altri…)

  2. OK SU PUBBLICAZIONE REDDITI
    Concordo pienamente con colui che ha scritto il post immediatamente precedente al mio. Perchè tutta questa indignazione sul fatto che sono state pubblicate le dichiarazioni dei redditi? Io non ci vedo nulla di male. Capita in molti paesi dell’amato “occidente”. Bah…
    Altra cosa è dire che il sistema fiscale italiano è vessatorio e che questo induce all’evasione tutti coloro che un po’ ad evadere ci riescono.
    Spero che il Governo Berlusconi dia risposte concrete all’emergenza pressione fiscale E PARAFISCALE ( NON DIMENTICHIAMOCI DI QUELLA!!!) perchè ormai è scandalosa. Ma pubblicare i redditi non dovrebbe sconcertare.

    Saluti

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