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Calcio e virus

Il coronavirus e quell’assordante silenzio della UEFA

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Come è ormai noto le misure restrittive imposte dal Governo, volte a prevenire ulteriori contagi, hanno comportato, tra le altre cose, anche la sospensione di tutti i campionati nazionali, dalla Serie A alla Lega Pro, fino al 3 Aprile. La decisione è stata inevitabile quanto sofferta, visto che il calcio non è solo lo sport nazionale, ma anche una delle prime 7 industrie del nostro Paese: tuttavia, di fronte all’emergenza è stato necessario fermarlo, così come si è fatto per molte altre attività.

Quindi, dopo aver assistito al triste teatrino che ha visto protagonisti il Presidente dell’Associazione Calciatori Damiano Tommasi e il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – promotori della sospensione del campionato – e dopo aver firmato un decreto che autorizzava al proseguimento delle attività a porte chiuse, ora in molti si chiedono quale posizione abbia la UEFA. Come riportato dal sito Sportfair.it, l’associazione dei club di football europei, infatti, non ha adottato alcuna misura riguardo lo svolgimento regolare degli incontri nelle competizioni internazionali, lasciando libero arbitrio ai singoli governi. Centinaia di migliaia di appassionati europei si sono trovati così a dover assistere a partite giocate in stadi vuoti, come per esempio Valencia-Atalanta, mentre, al contrario, si giocava Lipsia-Tottenham in uno stadio pieno. Ancora più paradossale, poi, è il fatto che la prossima settimana Bayern Monaco-Chelsea si giocherà a porte chiuse, nonostante la Nazione ospitante sia la stessa Germania, che ha consentito di giocare a Lipsia di fronte al pubblico: in questo caso, la decisione è stata lasciata al Land competente.

Il calcio europeo, pertanto, è scandito dalle notizie di nuovi contagi tra i calciatori e da partite sospese e rinviate – forse – a data da destinarsi.

Comunque, l’Europa si sta dimostrando ancora una volta spaccata tanto calcisticamente, quanto politicamente nel far fronte ad un’emergenza comune, della quale, però, si ha una percezione differente in base alla gravità di ciò che accade in ogni singolo Stato Membro. Dunque, ci si chiede come possa il Vecchio Continente, senza una governance forte, impedire che ogni Nazione prenda una decisione autonoma, in base alla percezione della serietà del pericolo. Se in Italia la situazione è ormai di gravità assoluta, appare chiaro come l’emergenza coronavirus inizi ad essere percepita con preoccupazione anche dagli altri Stati europei, dove lentamente – ma inesorabilmente – si sta diffondendo l’epidemia. Pertanto, sembra essere arrivato il momento anche per la UEFA di mettere da parte gli interessi economici ed organizzativi, a causa dell’emergenza: la riunione tra i presidenti della Lega e Ceferin – con nettissimo ritardo – è, infatti, prevista per domani in videoconferenza.

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