Il decreto anti-crisi serve ma attenzione a non fare passi indietro

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Il decreto anti-crisi serve ma attenzione a non fare passi indietro

08 Ottobre 2008

Due importanti iniziative delle autorità hanno contribuito in queste ore a stabilizzare i mercati finanziari.

La riduzione simultanea dei tassi ufficiali da parte di tutte le principali banche centrali del mondo, ivi compresa la Banca centrale europea e la Federal Reserve americana, costituisce un segnale importante e innovativo nella crisi che sta attanagliando i mercati in questi giorni. L’intervento, da tempo atteso soprattutto in Europa, dovrebbe favorire la discesa dei tassi di interesse, con due benefici effetti. Attenuare il costo della liquidità per le banche e alleviare la restrizione delle condizioni creditizie che verosimilmente colpirà le imprese dal momento che tutto il sistema bancario adotterà criteri più stingenti nella offerta e nella valutazione del credito. Il segnale è forte anche perché l’intervento, come mai in passato, è stato annunciato congiuntamente da tutte le istituzioni coinvolte. Un segnale quindi di sintonia e volontà di cooperazione tra i guardiani della moneta nel globo.

La seconda importante notizia riguarda la disponibilità del Governo del Regno Unito a ricapitalizzare le grandi banche del paese attraverso l’acquisto di azioni privilegiate delle banche. Tale intervento concorrerà a rafforzare la base patrimoniale delle aziende di credito, ma comporterà un pesante coinvolgimento della autorità pubblica nella gestione delle banche. Ad esse sarà infatti richiesto, come condizione per il sostegno pubblico, di ridurre la distribuzione di dividendi agli azionisti e i compensi ai manager, misure accettabili in un ottica di riduzione dei costi e rafforzamento patrimoniale. Sarà richiesto altresì che esse sostengano appieno il finanziamento alle piccole imprese e ai proprietari di case. Questo tipologia di condizioni lascia perplessi perché configura un’indebita ingerenza nella autonomia gestionale delle banche e apre la strada a un utilizzo del sistema creditizio piegato al consenso politico. Insomma si inseriscono nel sistema i germi di un sistema di allocazione del credito pianificato e politicizzato.

Nelle stesse ore in cui vengono attivate le iniziative di cui sopra il Governo italiano sta  mettendo a punto un pacchetto di misure di intervento per garantire la stabilità delle banche e del risparmio. Non conoscendo il contenuto di tale provvedimento possiamo solo auguraci che esso si inscriva nel solco che vuole gli interventi di emergenza distinti dagli interventi di struttura e che non si utlizzino queste iniziative per smontare i progressi conseguiti dal sistema bancario italiano in termini di privatizzazione degli assetti proprietarie e maggiore concorrenza tra gli operatori.