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L'accordo di Ankara

Il gasdotto “Nabucco” è destinato a rompere il monopolio russo del gas

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Il 13 luglio 2009, il presidente russo Medvedev ha fatto una visita a sorpresa nella capitale dell’Ossezia del Sud. La visita è stata preparata e si è svolta in un’atmosfera di totale segretezza. Il presidente della repubblica secessionista, Eduard Kokojty, è stato informato dell’incontro non più di un’ora prima dell’arrivo di Medvedev a Tskhinvali. Quale ragione ha spinto il presidente russo a fare questa visita lampo?

Sembrava che il governo russo, dopo il successo incassato all’incontro dell’Aquila – assicurandosi il silenzio dei partecipanti al G-8 sul caso della Georgia e sul chiaro intento di Mosca di annettersi l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud –, non avesse alcun interesse di attirare l’attenzione sulla situazione nel Caucaso. La spiegazione ufficiale della visita di Medvedev – la necessità di discutere una collaborazione economica e militare con la leadership osseta – non ha quindi soddisfatto nessuno. 

Infatti, come afferma la stampa georgiana, e come ha riconosciuto la stampa russa, la visita a sorpresa è stata dettata da ragioni molto più serie. Un giorno prima, ad Ankara, i primi ministri turco, ungherese, austriaco, romeno e bulgaro avevano firmato l’accordo sulla costruzione del gasdotto Nabucco. Questo gasdotto, lungo 3.300 chilometri, dovrà trasportare circa 30 miliardi di metri cubi di gas dalla regione del Caspio e dall’Asia Centrale, attraverso l’Azerbajgian, Georgia, Turchia, Bulgaria, Ungheria, Romania e Austria, fino all’Europa, aggirando la Russia.

I paesi dell’Unione Europea contano sul nuovo gasdotto come uno strumento di diversificazione delle forniture del gas per diminuire la dipendenza dalla Russia, la cui reputazione come fornitore energetico è stata fortemente compromessa dalle “guerre energetiche” con l’Ucraina e dalla guerra russo-georgiana dell’agosto 2008.

Il principale concorrente del Nabucco è il gasdotto “South Stream”, progettato insieme dalla russa Gazprom  con l’italiana Eni, che dovrebbe essere costruito sul fondo del Mar Nero, snodandosi dalla Russia alla Bulgaria per portare il gas russo in Italia attraverso la Grecia, e in Austria attraverso la Serbia e l’Ungheria.

L’accordo tra Mosca e Sofia sulla costruzione del “South Stream” è stato firmato soltanto nel gennaio 2009. La vera novità, ad oggi, è la posizione di Bojko Borisov, il leader del partito uscito vincitore dalle ultime elezioni in Bulgaria, che tra qualche giorno diventerà il nuovo primo ministro. In una lettera al dimissionario ministro dell’economia bulgara, Borisov ha chiesto una moratoria su tutti i grandi accordi energetici con la Russia, “South Stream” incluso. Appare significativo che nella lettera di Borisov, scritta  mentre si stava svolgendo il vertice di Ankara, il  progetto Nabucco non sia stato neanche nominato.

Vista in questa luce, la visita di Medvedev nella Ossezia del Sud assume il carattere di un monito lanciato all’Unione Europea, intimandole che la Russia resta la principale forza militare in una regione esplosiva, dove tra l’altro sono ancora dislocate le truppe russe. I firmatari dell’accordo di Ankara, a loro volta, hanno ricordato a Mosca che la UE rimane la principale forza economica con cui fare i conti.

La stampa russa afferma  che il gasdotto Nabucco potrebbe rimanere a secco perché le riserve di gas della regione non saranno sufficienti. Il governo russo si è detto pronto a comprare il gas dell’Azerbajgian anche ad un prezzo più alto di quello a cui il Paese potrebbe venderlo all’Europa.

L’accordo russo-turkmeno ha stabilito che la Russia può comprare fino a due terzi della produzione del gas in Turkmenia, impedendo così di riempire la quota di gas necessaria ad uno stabile funzionamento del Nabucco.

Ma la Russia, a causa della crisi finanziaria e per la caduta del consumo degli idrocarburi, sta venendo meno ai propri impegni. Qualche giorno fa, il presidente del Turkmenistan ha dichiarato che il suo Paese sarà pronto a fornire al Nabucco il necessario volume di gas. Il monopolio energetico della Russia comincia a traballare.

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4 COMMENTS

  1. Il gas: chi non l’ha lo compra.
    Sempre la solita cantilena. Ma perche’ non fermarsi e ragionare a mente fredda?
    La concorrenza tutela il consumatore quando la produzione e’ abbondante. Se il bene scarseggia, c’e’ poco da fare. I produttori si fanno furbi, ed invece che farsi concorrenza, si alleano tra loro.
    Questa elementare regola vale anche per le materie prime e, in primis, quelle energetiche. Infatti, c’e’ l’Opec. Prima o poi, inevitabilmente, ci sara’ anche una Opec del gas. Solo cosi’ anche i paesi produttori politicamente e militarmente deboli possono tutelarsi rispetto ai rapaci, forti e prepotenti paesi consumatori. Certo, in Asia centrale forse c’e’ ancora margine per comprarsi con la corruzione i politi locali a “prezzi stracciati”. Ma non puo’ durare. Per cui e’ da scemi investe in costose opere che rischiano poi di diventare “cattedrali nel deserto”. Anche perche’, piu’ paesi fanno da “tramite” in tortuosi percorsi, piu’ aumentano i potenziali “ricattori” (Ucraina docet).

    Chi ha soldi da sprecare?

  2. Chi caccia la moneta?
    Il buon Zaslavsky non ci racconta, però, il fatto più importante: chi mette i soldi per costruire il NABUCCO? La Turchia? Il Turkmenistan? Sembra che sono quelli che avrebberi vantaggi maggiori, dato che il Turkmenistan venderebbe il gas, mentre la Turchia si sarebbe assicurata un favoloso “diritto di passaggio” par alla possibilità di acquisto fino al 50% del transitato con lo sconto del 15%. Da rivendere, successivamente, in Europa grassazndoci sopra. Ma li hanno?

  3. Diversificare
    Fantastico vedere sempre questi assurdi commenti pro Russia.
    Lavoratori Eni? Nostalgici?
    Come si fa a sostenere la convenienza per l’Europa di mettersi totalmente nelle mani di un paese che si comporta come l’Arabia Saudita degli anni 70-80?

    Diversificare gente, diversificare! …e aggiungerei: permettere ai paesi che vogliono liberarsi dal giogo dei russi di farlo.

  4. Il primo ministro turco
    Il primo ministro turco Tayyip Erdogan ha detto oggi che la Turchia vuole che anche il gas iraniano sia trasportato in Europa attraverso il gasdotto Nabucco, “quando le condizioni lo permetteranno”, nonostante l’opposizione degli Usa.
    Forse era meglio il monopolio russo, o no? Integrare la Russia nell’Occidente non è meglio della dipendenza dal mondo islamico?

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